Webuild completa l'acquisto del 65% di Astaldi, nasce un gruppo con un portafoglio ordini di 40 miliardi
Webuild completa l'acquisto del 65% di Astaldi, nasce un gruppo con un portafoglio ordini di 40 miliardi
Il nuovo gruppo arriverà a occupare 70 mila dipendenti tra diretti e indiretti, in un momento storico in cui l'occupazione rappresenta una priorità per l'Italia. Il ceo Salini: più grandi, più solidi, più efficienti, per competere meglio e rilanciare il mercato italiano delle infrastrutture. Per la combined entity Equita si aspetta per il 2021 un fatturato di 7,2 mld di euro e un ebit di 303 mln. Rally dei due titoli

di Francesca Gerosa 06/11/2020 08:10

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Webuild completa l'acquisizione del 65% di Astaldi, l'operazione più rilevante prevista all'interno del Progetto Italia. Nasce un gruppo specializzato nella realizzazione di grandi infrastrutture complesse per la mobilità sostenibile, l'energia idroelettrica, l'acqua e i green buildings, leader sul mercato italiano e tra i principali player di settore a livello internazionale con un portafoglio ordini di oltre 40 miliardi di euro di cui il 36% in Italia.

Con l'acquisizione di Astaldi il nuovo gruppo arriverà a occupare 70 mila dipendenti tra diretti e indiretti, in un momento storico in cui l'occupazione rappresenta una priorità per l'Italia. "L'integrazione di culture organizzative diverse continua a rappresentare uno dei cardini della capacità di crescita solida, in un gruppo che ha fatto della diversità uno dei pilastri dello sviluppo del business, con una forza lavoro costituita da oltre 100 nazionalità", ha sottolineato Webuild.

L'operazione è stata perfezionata attraverso un aumento di capitale per cassa in Astaldi pari a 225 milioni di euro riservato a Webuild, destinato in parte al pagamento dei debiti privilegiati e prededucibili e in parte a servizio del piano di continuità. Webuild ha finanziato l'operazione con la liquidità disponibile rinveniente dall'aumento di capitale interamente sottoscritto e versato a novembre del 2019, da parte di Salini Costruttori, Cdp Equity, Banco Bpm, Intesa Sanpaolo, Unicredit e altri investitori istituzionali.

Contestualmente, è stato completato il secondo aumento di capitale di Astaldi da 98,7 milioni riservato ai creditori chirografari di Astaldi in conversione dei crediti da essi vantati nei confronti di Astaldi. Entrambi gli aumenti di capitale sono stati eseguiti a un prezzo di 0,23 euro per azione. Sulla base delle stime di Equita Sim, Webuild ha acquisito Astaldi a 2 volte il multiplo ev/ebit adjusted 2020 e 1 volta l'ev/ebit adjusted 2021. Sui prezzi attuali di mercato, Astaldi tratterebbe, invece, a 6/3 volte l'ev/ebit adjusted 2020-2021.

Più nel dettaglio, Astaldi ha provveduto a dare esecuzione all'aumento di capitale riservato in sottoscrizione a Webuild, mediante emissione di 978.260.870 nuove azioni, e all'aumento di capitale riservato ai creditori chirografari in conversione dei crediti da essi vantati nei confronti della società, mediante emissione di 399.782.755 nuove azioni. Le nuove azioni e le nuove azioni conversione sono state integralmente sottoscritte, liberate e automaticamente ammesse alle negoziazioni sul Mta al pari di quelle attualmente in circolazione. L'attuale capitale sociale di Astaldi è pari a 339.460.378,93 euro a fronte di 1.475.914.691 azioni ordinarie (22.510.345,00 il capitale sociale precedente, 97.871.066 azioni).

Astaldi ha, inoltre, emesso 3.199.975.846 strumenti finanziari di partecipazione (Sfp) a favore sempre dei creditori chirografari, assegnato gratuitamente a Webuild 80.738.448 warrant anti-diluitivi che gli attribuiscono il diritto all'assegnazione a titolo gratuito di massime 80.738.448 azioni ordinarie Astaldi, prive di valore nominale, nel rapporto di 1 azione di nuova emissione per ogni warrant anti-diluitivo esercitato, infine 79.213.774 warrant finanziatori a favore di Unicredit, Intesa Sanpaolo, Sace, Bnp Paribas, Mps e Banco Bpm, che attribuiscono il diritto a sottoscrivere azioni di nuova emissione nel rapporto di 1 azione ogni warrant finanziatori esercitato.

Il nuovo azionariato di Astaldi è composto da Webuild, primo azionista della società con il 65% del capitale, i creditori di Astaldi con il 28,5% e gli attuali azionisti di Astaldi con il 6,5%. Webuild e i creditori chirografari non sono soggetti ad accordi di lock-up sulle nuove azioni emesse. "E' un momento di grande soddisfazione per il gruppo Webuild e l'avvio di un percorso per un polo più grande e competitivo che ci fa guardare con ottimismo al futuro del settore in Italia", ha commentato l'amministratore delegato di Webuild, Pietro Salini, aggiungendo che l'acquisizione del 65% di Astaldi "ci permette di concentrarci sulle migliori opportunità di business che il mercato sta presentando, con un gruppo da oltre 70.000 persone e con un portafoglio ordini di circa 40 miliardi di euro. Più grandi, più solidi, più organizzati, più efficienti, per competere meglio insieme sui mercati internazionali e rilanciare il mercato italiano delle infrastrutture".

Salini ha poi ringraziato le principali istituzioni pubbliche e private italiane (Cdp Equity, Intesa Sanpaolo, Unicredit e Banco Bpm) e il pool di investitori qualificati, tra cui l'imprenditore Leonardo Del Vecchio, che hanno creduto in un'iniziativa "che solo un anno fa sembrava pioneristica e che invece oggi diventa realtà. Questa fiducia ha permesso di salvaguardare e creare nuovo lavoro, dando impulso a tutta la filiera industriale e valorizzando il know how italiano: 5 mila medie piccole e piccolissime aziende al lavoro insieme a noi nei 5 progetti in Italia", ha fatto presente.

L'obiettivo? Modernizzare il Paese, sbloccando e avviando nuovi progetti in un'ottica di sostenibilità della crescita di lungo periodo, anche grazie alla straordinaria occasione rappresentata dai fondi europei. "Un dovere che diventa una vera e propria urgenza soprattutto in questo periodo, in funzione anticiclica, per rilanciare l'economia post pandemia Covid-19 e dare lavoro e una nuova speranza ai giovani", ha detto. Così si permetterà all'Italia di "aprire una nuova stagione di ricostruzione sostenibile, che passi dalla mobilità alle infrastrutture idriche, alla tutela idrogeologica di un Paese che vive di emergenze e non di pianificazione preventiva, alla manutenzione delle opere esistenti fino ad arrivare all'edilizia green, edilizia ospedaliera e scolastica", ha concluso Salini.

In Borsa il titolo Webuild festeggia con un +4,18% a 1,03 euro e Astaldi è sospeso con un teorico +14,6%. Per la combined entity Webuild-Astaldi Equita Sim si aspetta per il 2021 un fatturato di 7,2 miliardi di euro, un ebit di 303 milioni (4,2% l'ebit margin), un utile di 120 milioni e una posizione finanziaria netta di -551 milioni. La combined entity tratta a 6-5 volte l'ev/ebit 2021-2022.

Fidentiis ha ricordato che Astaldi è un gruppo con un portafoglio ordini di 6,4 miliardi di euro che quest'anno dovrebbe raggiungere 1,5 miliardi di euro di ricavi, con un margine ebit adjusted oltre il 3%, una posizione di cassa netta superiore a 300 milioni dopo l'aumento di capitale e un patrimonio netto superiore a 1,5 miliardi. Anche senza considerare le potenziali sinergie con Webuild, Fidentiis ritiene che una valutazione conservativa di Astaldi potrebbe aggirarsi intorno a 750 milioni di euro (10 volte l'ev/ebit adjusted 2020 e 0,5 volte il multiplo prezzo/book value) e che quindi la quota diluita acquisita da Webuild per 225 milioni varrebbe circa 465 milioni (0,48 euro per azione Astaldi). L'acquisizione di Astaldi implica, quindi, un accrescimento di valore per Webuild di almeno 240 milioni o +0,27 euro per azione.

"Abbiamo un rating buy su Webuild con un target price tra 1,5-1,6 euro in quanto prevediamo che nei prossimi mesi il mercato inizi a scontare il significativo incremento di valore derivante dall'acquisizione di Astaldi e dal contratto da 14 miliardi di dollari da firmare per la ferrovia ad alta velocità in Texas, per la quale vediamo almeno 0,6 euro per azione di ulteriore upside per Webuild. Inoltre, il piano "Italia Veloce" dovrebbe dare un forte impulso agli investimenti infrastrutturali nazionali, con un impatto rilevante sugli utili di Webuild nei prossimi anni", ha concluso Fidentiis.

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