Nella seduta di giovedì 9 luglio, il Dax future (scadenza settembre 2026) ha accennato ad un rimbalzo tecnico, dopo le precedenti vendite. La situazione tecnica di breve termine resta precaria, anche se per ora ci si mantiene sopra i supporti primari e quindi il sentiment non ha ancora svoltato completamente in negativo. Graficamente, solo il superamento di 26.000 punti aprirà la strada ad allunghi più sostenibili, verso nuovi massimi storici. Al contrario, la discesa sotto il primo supporto, a...
Quella di giovedì 9 luglio è stata una giornata di pronta reazione per il mercato azionario italiano con l’indice Ftse Mib che ha trovato lo spazio per un ampio recupero, annullando di fatto la caduta di metà settimana e allentando la pressione che iniziava a concentrarsi sui prezzi. Fin dalle battute iniziali della seduta il Ftse Mib future ( scadenza settembre 2026 ) ha accelerato al rialzo, ampliando il margine rispetto alla soglia chiave a 51.500 punti. Il trend di fondo torna a mostrare solidità e conferma la l'indicazione secondo cui, da un punto di vista grafico, soltanto il cedimento del sostegno posto a 51.220-51.200 punti potrebbe fornire un segnale negativo. Al rialzo, un'ulteriore reazione oltre quota 52.650 potrebbe invece fornire un nuovo concreto spunto rialzista. Strategia operativa intraday per venerdì 10 luglio ( future settembre 2026 ). Long su pullback verso 52.350 punti, con target a 52.480 prima, in area 52.550-52.570 poi e a 52.630-52.650 in terza istanza. Stop a 52.200 punti. (riproduzione riservata)
Il Btp future mantiene una struttura grafica molto incerta, sulla scia dei rendimenti a scadenza che si sono impennati dopo la nuova escalation in medioriente. A livello intermarket, i prezzi sono tuttora sotto scatto per le aspettative di inflazione che si stanno di nuovo riaffacciando, e i mercati iniziano a dare per scontati tassi più alti, con il T-bond al 4,55% di yield sul decennale. Graficamente, oltre quota 120 si avrebbe un segnale di forza, mentre il supporto principale passa in area 115.8-116 punti. Considerata l’assenza di un trend primario sui rendimenti, forse è preferibile fare trading sugli estremi all’interno del range indicato, con una particolare attenzione ai prezzi del petrolio.
Il quadro tecnico del Gold future (scadenza agosto 2026) rimane molto fragile, con il derivato che se da una parte ha trovato il modo di arrestare la discesa, dall'altro non ha però ancora fornito segnali di ripresa: il metallo prezioso si mantiene infatti al di sotto della trendline ribassista di medio termine, a ridosso del supporto di breve a 4.060-4.040 dollari e pericolosamente alla portata della soglia psicologica a quota 4.000. Lo scenario è quindi sempre negativo e solo un allungo oltre 4.170-4.200 dollari potrebbe introdurre un elemento di discontinuità, che dovrà però poi essere confermato dall'ulteriore breakout di 4.400-4.420. Al ribasso, la vicinanza con i minimi di periodo rende invece l'ultima area di supporto ben visibile attorno a 3.975-3.950 dollari.
Nella giornata di giovedì 9 luglio il cambio Euro/Dollaro ha tentato un leggero scatto al rialzo, a sfavore del dollaro, sulla scia del ritorno di un appetito verso gli asset rischiosi. Il cambio ha testato 1,145 dollari, ma ciò non muta una dinamica di fondo senza direzione. La situazione tecnica di breve termine rimane, di riflesso, sempre neutrale, senza un trend primario; la fase di consolidamento è già ora in atto e un ulteriore tentativo di rafforzamento dovrà affrontare una prima resistenza a ridosso di 1,15 Usd, e un secondo livello in area 1,1530-1,1535 Usd. Un segnale short di una certa affidabilità si concretizzerebbe, al contrario, al cedimento della base posizionata in area 1,1340-1,1330.