Nexi: resistenza a quota 4,23 euro
Nexi: resistenza a quota 4,23 euro

{mfgraph} La situazione tecnica di Nexi rimane positiva. Il titolo, dopo una breve pausa di consolidamento al di sopra dei 3,86 euro, ha infatti compiuto un veloce balzo in avanti e si è portato a ridosso della resistenza posta a quota 4,23 euro. Il trend di breve termine è rialzista e viene confermato dalla posizione long dei principali indicatori direzionali. Il forte ipercomprato registrato dagli oscillatori più reattivi può tuttavia impedire un ulteriore allungo e innescare una fisiologica pausa di consolidamento al di sopra dei 4 euro. Difficile per adesso ipotizzare un’inversione ribassista di tendenza : pericolosa una discesa sotto i 3,86 euro anche se, da un punto di vista grafico, soltanto la rottura del supporto statico posto a 3,70 euro potrebbe fornire un segnale negativo. (riproduzione riservata)

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Dax future: una rapida correzione

Dax future: una rapida correzione

{mfgraph} Nella seduta di lunedì 4 maggio il Dax future ( scadenza giugno 2026 ) ha subito una rapida correzione intraday ed è sceso verso i 24.000 punti. La situazione tecnica di breve termine rimane quindi contrastata: prima di poter iniziare un movimento rialzista di una certa consistenza sarà pertanto necessaria una fase riaccumulativa. Soltanto il ritorno sopra i 24.510 punti potrebbe fornire un segnale positivo . Anche l’ Eurostoxx50 future ( scadenza giugno 2026 ) ha subito una...

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Ftse Mib future: spunti operativi per martedì 5 maggio

Ftse Mib future: spunti operativi per martedì 5 maggio

{mfgraph} Quella di martedì 4 maggio è stata una giornata negativa sul mercato azionario italiano con l’indice Ftse Mib che ha subito una veloce correzione, alimentata dalla marcata debolezza del settore utilities. Il Ftse Mib future ( scadenza giugno 2026 ) si è infatti scontrato con quota 47.840 e ha subito una rapida flessione intraday, con i prezzi che sono scesi verso i 46.950 punti. La situazione tecnica di breve termine appare contrastata : un allungo dovrà infatti affrontare un duro ostacolo in area 47.850-47.900 punti. Soltanto il superamento di questa zona potrebbe fornire un segnale di forza. Un ulteriore cedimento può spingere invece i prezzi in area 46.820-46.800 prima e verso i 46.600 punti in un secondo momento. Strategia operativa intraday per martedì 5 maggio ( future giugno 2026 ). Short su rimbalzo verso i 47.260 punti , con target in area 47.120-47.100 prima, a quota 46.960 poi e in area 46.740-46.720 in un secondo momento. Stop a 47.410 punti. (riproduzione riservata)

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Btp future: reazione tecnica

Btp future: reazione tecnica

{mfgraph} Nella seduta di giovedì 30 aprile il Btp future ( scadenza giugno 2026 ) si è appoggiato al sostegno grafico posto a quota 115,85 punti e ha compiuto un importante recupero intraday, con i prezzi che risaliti oltre i 117 punti. Nonostante questo rimbalzo la situazione tecnica di breve termine rimane ancora precaria : prima di poter iniziare una risalita di una certa consistenza sarà quindi necessaria un’adeguata fase riaccumulativa . Un ulteriore recupero dovrà affrontare una prima resistenza in area 117,55-117,60 e un secondo ostacolo a 117,95-118 punti. Da un punto di vista grafico, poi, soltanto il breakout dei 119 punti potrebbe provocare un’inversione rialzista di tendenza . (riproduzione riservata)

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La spinta dell’azionario giapponese

La spinta dell’azionario giapponese

{mfgraph} NIKKEI225 L’azionario giapponese può rappresentare ancora oggi una valida opportunità di investimento, per una serie di motivazioni. Numerose aziende giapponesi continuano a essere scambiate al di sotto del valore contabile, rispetto agli Stati Uniti e all’Eurozona, e ci sono spazi per una ulteriore riduzione, a favore dei prezzi. E la campagna di riforme in merito alla corporate governance sta favorendo il ritorno agli azionisti nelle aziende giapponesi, mentre in ambito obbligazionario l’era dei tassi a zero è un lontano ricordo, a tutto vantaggio dei titoli finanziari. Nonostante le performance molto elevate già espresse, i multipli non appaiono elevati: il P/e atteso dell’indice Msci Japan (180 componenti) è fotografato sotto 16, inferiore a quello del Msci World, mentre il P/book value è inferiore a 1,8, rispetto ad un valore circa doppio dell’azionario mondiale. Anche il dividendo si colloca sopra il 2%, rispetto al 1,7% del Msci World, In termini di diversificazione di portafoglio, una posizione sui titoli giapponesi è senza dubbio utile: la correlazione e il beta rispetto al Msci World si collocano rispettivamente a 0,60 e 0,78, confermando la capacità di esprimere rendimenti sufficientemente disallineati rispetto al resto del mondo. Tecnicamente, i nuovi massimi storici stanno catalizzando l’attenzione degli investitori globali, che stanno sempre più ricercando alternative al mercato azionario Usa, troppo caro e altrettanto concentrato su pochi nomi. In ottica macro, è in atto un passaggio da un regime di stagnazione economica e deflazione ad uno di crescita positiva; infatti, il sistema economico giapponese è stato caratterizzato da bassa inflazione e scarsa domanda, con il mercato azionario sacrificato per decenni. Ma oggi il contesto di fondo è cambiato, la crescita degli utili societari sta tornando, con immediato riflesso sulle quotazioni azionarie. Tra gli altri fattori a sostegno del trend in atto, la politica monetaria della Bank of Japan che ha favorito, in passato, liquidità abbondante, tassi reali negativi e un indebolimento dello yen, creando un mix che oggi il mercato azionario sta capitalizzando. La debolezza della valuta rappresenta uno dei principali acceleratori del rally, grazie alla amplificazione dei profitti in valuta lovale. In merito alla governance, le imprese giapponesi hanno intrapreso un percorso di riallineamento agli standard internazionali, passando da un modello inefficiente ad uno più orientato alla redditività del capitale, con crescente enfasi su buyback azionari e dividendi. Il ritorno, ormai consolidato, degli investitori internazionali è un elemento di sentiment molto importante, affiancato da riforme interne come i piani di investimento per il retail, che hanno creato una domanda più solida e meno volatile verso l’equity giapponese. In merito all’esposizione ai fattori, il momentum è quello oggi più evidente, a conferma di quanto segnalato sopra. Mentre, in termini di posizionamento settoriale, il Paese mantiene una leadership in settori strategici come automazione e robotica, componentistica avanzata per semiconduttori, con impatti anche nella catena del valore legata all’AI. Tra gli elementi sfavorevoli agli investitori esteri, invece, spicca il possibile apprezzamento dello yen, che toglierebbe valore a chi ragiona ad esempio in euro, a meno di utilizzare strumenti di tipo euro-hedged. In ambito di Etf, in Italia la schiera di prodotti azionari focalizzati sull’azionario giapponese è altissima, anche nelle versioni con copertura del rischio valutario. (riproduzione riservata)

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Euro-dollaro: pericolosa una discesa sotto 1,1650

Euro-dollaro: pericolosa una discesa sotto 1,1650

{mfgraph} Nella giornata di lunedì 4 maggio il cambio Euro/Dollaro (EUR/USD) ha subito una veloce correzione e si è portato a ridosso di 1,1680. La situazione tecnica di breve termine rimane quindi contrastata : prima di poter iniziare un movimento rialzista di una certa consistenza sarà pertanto necessaria un’adeguata fase riaccumulativa. Un segnale di forza arriverà soltanto con il ritorno sopra 1,18 . Pericoloso invece il ritorno sotto 1,1650 in quanto potrebbe innescare un’ulteriore correzione, con un primo target in area 1,1605-1,1590. Soltanto il cedimento del supporto statico posto in area 1,1520-1,15, tuttavia, potrebbe provocare un’inversione ribassista di tendenza. (riproduzione riservata)

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