{mfgraph} Nella seduta di lunedì 15 giugno il Dax future ( scadenza giugno 2026 ) è salito verso i 25.100 punti prima di accusare una correzione intraday. La situazione tecnica di breve termine rimane contrastata: prima di poter iniziare una risalita di una certa consistenza sarà infatti necessaria una fase riaccumulativa al di sopra dei 24.000 punti. Da un punto di vista grafico, tuttavia, soltanto la rottura del supporto statico posto in area 23.700-23.600 punti potrebbe fornire un segnale...
{mfgraph} Quella di lunedì 15 giugno è stata una giornata positiva sul mercato azionario italiano con l’indice Ftse Mib che ha compiuto un nuovo balzo in avanti ed è salito sui nuovi massimi del 2026. Il Ftse Mib future ( scadenza giugno 2026 ) è salito verso i 52.360 punti prima di accusare una correzione intraday. L’analisi quantitativa conferma la presenza di una solida tendenza rialzista , con i principali indicatori direzionali (Macd, Parabolic SaR, Vortex) che si trovano in chiara posizione long. Solo il forte ipercomprato di breve termine può pertanto impedire un ulteriore allungo e innescare una fisiologica pausa di consolidamento. Difficile per adesso ipotizzare un’inversione ribassista di tendenza: un’eventuale correzione troverà infatti un valido supporto in area 49.850-49.700 punti. Strategia operativa intraday per martedì 16 giugno ( future giugno 2026 ). Short a quota 52.020 punti , con target in area 51.870-52.850 prima, a quota 51.720 poi e in area 51.570-51.540 in un secondo momento. Stop a 52.120 punti. (riproduzione riservata)
{mfgraph} Nella seduta di venerdì 12 giugno il Btp future ( scadenza settembre 2026 ) ha compiuto un veloce recupero ed è risalito fino a quota 118,40 punti. Nonostante questo rimbalzo la situazione tecnica di breve termine rimane contrastata: da un punto di vista grafico, infatti, soltanto il breakout della resistenza posta in area 118,60-118,80 punti potrebbe provocare un’inversione rialzista di tendenza . Pericolosa invece una discesa sotto i 116,60 punti in quanto potrebbe innescare una rapida e spingere i prezzi verso i successivi supporti grafici situati a quota 116,35-116,30 prima e in area 115,90-115,80 punti in un secondo momento. (riproduzione riservata)
{mfgraph} BITCOIN SUL LUNGO PERIODO ùNegli ultimi anni la dinamica dei prezzi del Bitcoin è stata caratterizzata da una forte ciclicità, con periodi di eccezionali accelerazioni al rialzo alternate da correzioni o tracolli veri e propri. Questi ultimi si sono, successivamente, tramutati in grandi occasioni di acquisto, in quanto il percorso rialzista di medio periodo rimane confermato. Nel ciclo del periodo 2017-2018, il Bitcoin è partito da un massimo attorno ai 19500 dollari, seguito da una discesa fino a circa 3130 dollari. La contrazione è risultata pari a circa -84%, una delle più violente della storia dell’asset speculativo; da li, è ripartita una dinamica rialzista con altissima volatilità, che ha permesso alle quotazioni di raggiungere nuovi massimi storici, che hanno preceduto il ciclo ribassista successivo del 2021-2022. Questo probabilmente è stato il momento peggiore, in quanto il Bitcoin aveva già attirato numerosi investitori, che confidavano in facili guadagni. Dopo un picco di prezzo intorno ai 68300 dollari, le quotazioni del Bitcoin si sono ridimensionate pesantemente, fino a circa 15.870 dollari, con una correzione superiore al 75%. Da li, di nuovo si è alimentata una nuova fase bullish, culminata nei massimi storici dell’ottobre del 2025, poco sotto 130000 dollari. L’ultima fase negativa, relativa al ciclo 2025-2026, potrebbe essere ancora in atto, con il passaggio dai 126 mila dollari circa fino all’attuale area di prezzo, nel range 60-65 mila dollari; anche qui lo storno è stato pesante, superiore al 50%, ma via via meno profondo, anche se non è possibile affermare che il minimo sia effettivamente alle spalle. I sell-off meno marcati, seppur sviluppati s mesi di orizzonte temporale, potrebbero suggerire una maturazione più strutturale del mercato. Quel che più conta, però, è che ogni fase di forte apprezzamento è stata alternata da correzioni molto profonde, ma sempre all’interno di un trend di lungo periodo che rimane storicamente favorevole. Le fasi di forte ribasso sembrano, quindi, un elemento necessario per bilanciare le performance eclatanti di lungo termine. Non sarebbe possibile, infatti, che un’asset class come il Bitcoin (+160% a 3 anni, +670% a 6 anni) possa esprimere tali dinamiche a braccetto con una volatilità di un indice o un titolo azionario. Fino ad oggi, le correzioni più profonde, spesso interpretate dai diffidenti di questo ecosistema come momenti di stress sistemico, si sono sempre trasformate in occasioni di ingresso a sconto, per gli investitori con orizzonte di lungo periodo e in grado di sopportarne la volatilità. Nel lungo periodo, un elemento a sostegno del sistema è la progressiva adozione istituzionale e aziendale come riserve di valore, ma anche lo sdoganamento negli Usa degli Etf su criptovalute è un segnale a favore di una maggiore adozione da parte di molti investitori. Considerando il sell-off già espresso, una strategia sensata (non sapendo dove si collocherà il prossimo minimo relativo) può essere l’impostazione di un Pac fin da ora, con qualche entrata scaglionata nel tempo nei mesi a venire. Anche in caso di nuovi scossoni dei prezzi, la strategia si rivelerebbe vincente sul lungo termine, per coloro che restano convinti che Bitcoin è quindi per durare. In termini di ETP, gli strumenti europeo a maggior capitalizzazione sono rappresentati da strumenti come WisdomTree Physical Bitcoin, Coinshares Physical Bitcoin, iShares Bitcoin ETP, Bitwise Physical Bitcoin ETP, 21Shares Bitcoin, dove i primi 3 prodotti evidenziano costi di gestione estremamente compressi (0,15% annuo). Il peso dato a questa componente, come sempre, deve essere marginale, considerando la volatilità e le potenzialità di rendimento. (riproduzione riservata)
{mfgraph} Nella giornata di lunedì 15 giugno il cambio Euro/Dollaro è stato respinto da quota 1,1625 e ha poi accusato una rapida correzione intraday, con le quotazioni che sono scese fino a 1,1590. La situazione tecnica di breve termine rimane pertanto precaria : prima di poter iniziare una risalita di una certa consistenza sarà pertanto necessaria un’adeguata fase riaccumulativa. Un allungo dovrà affrontare una prima resistenza in area 1,1645-1,1665 . Da un punto di vista grafico, poi, soltanto il ritorno sopra 1,17 potrebbe fornire un segnale di forza. Solo una discesa sotto 1,15, tuttavia, potrebbe fornire un nuovo segnale ribassista di tipo direzionale (con un primo target in area 1,1460-1,1445). (riproduzione riservata)