Wall Street, oggi in vacanza, smorza i mercati asiatici. La Corea del Sud aumenta ancora i tassi

di Francesca Gerosa 25/11/2021 07:35

Wall Street, oggi in vacanza, smorza i mercati asiatici. La Corea del Sud aumenta ancora i tassi
 
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Borse asiatiche contrastate in assenza di indicazioni da Wall Street, oggi chiusa per festività (i future sono comunque in rialzo: +0,38% il Dow Jones e +0,36% l'S&P500). L'indice Nikkei della borsa di Tokyo è salito dello 0,7% a 29.499,28 punti. I listini di Shanghai e Shenzen sono in calo, rispettivamente, dello 0,08% e dello 0,15%. Ieri sera il premier, Li Keqiang, ha sollecitato le amministrazioni distrettuali e provinciali a impiegare le risorse finanziarie speciali per alimentare una ripresa economica che mostra segni di rallentamento. L'agenzia di Stato, Xinhua, ha riferito che il governo ha chiesto un aumento dell'emissione di prestiti a favore del settore delle costruzioni.

Meglio l'Hang Seng di Hong Kong (+0,20%) con Alibaba in crescita del 2% e Baidu del 3,3%. Lo sviluppatore immobiliare, Kaisa Group, è tornato a essere scambiato e ha segnato un progresso del 18%: la società ha annunciato un piano di ristrutturazione del debito. "Ma i problemi del settore immobiliare cinese non sono scomparsi", ha affermato Jeffrey Halley, analista di Oanda in Asia Pacifico, aggiungendo che un gruppo di ricercatori della Federal Reserve degli Stati Uniti ha parlato di sostanziali rischi al ribasso per le prospettive di crescita della Cina. "Questo non disturberà Pechino, ma la messa al bando di altre 12 società cinesi da parte degli Stati Uniti durante la notte potrebbe farlo".

Mentre il Kospi di Seul perde lo 0,38% dopo che la Banca centrale ha incrementato per la seconda volta in tre mesi di 25 punti base i tassi d'interesse all'1%, una decisione non unanime, esprimendo fiducia nella ripresa economica globale e dando la priorità alle mosse per frenare l'inflazione accelerata e l'impennata del debito delle famiglie. Ad agosto, la Corea del Sud è diventata la prima economia sviluppata in Asia ad alzare i tassi dall'inizio della pandemia di Covid-19, salendo da un minimo dello 0,50%. 

La Banca centrale ha lasciato invariato il suo outlook per l'economia, ricca di esportazioni: +4% nel 2021 e +3% l'anno prossimo. "Non escludo un altro aumento dei tassi nel primo trimestre del prossimo anno", ha detto il governatore della Bank of Korea, Lee Ju-yeol, precisando che la pressione inflazionistica - in gran parte guidata dall'aumento dei prezzi del petrolio e di altre materie prime - probabilmente durerà per un periodo più lungo del previsto.

Così ha rivisto le sue previsioni sull'inflazione significativamente verso l'alto, indicando un bisogno urgente di frenare la crescita dei prezzi. Ora si aspetta un'inflazione media del 2,3% per quest'anno e del 2% per il 2022, rispetto alle precedenti proiezioni del 2,1% e dell'1,5%, rispettivamente. I prezzi al consumo a ottobre hanno raggiunto il punto più alto in quasi un decennio e hanno superato l'obiettivo annuale del 2% per sette mesi consecutivi. La Corea del Sud ha il più alto rapporto tra il debito delle famiglie e il prodotto interno lordo, secondo un recente rapporto dell'Istituto di Finanza Internazionale, che tiene traccia di 37 economie. La banca centrale sta cercando di ridurre gli stimoli portati dalla pandemia, mentre la ripresa economica continua con esportazioni vivaci e stimoli fiscali. Nel 2020 l'economia della Corea del Sud si è contratta dello 0,9%.

L'euro rimbalza dai minimi di medio periodo toccati ieri contro il dollaro: il cross euro/dollaro si attesta a 1,12133 (+0,20%). I verbali della riunione del 3 novembre della Fed hanno rivelato che l'elevata inflazione impiegherà più tempo del previsto a calare ed è anche emerso che alcuni membri della Banca centrale americana spingono per un tapering più veloce. "I verbali del Fomc hanno suggerito che anche le colombe sono in ritirata. Il comitato ha notato che le aspettative inflazionistiche nel breve termine potrebbero superare le previsioni e che un tapering più veloce non è fuori questione", ha sottolineato Halley.

"È probabilmente l'ultimo elemento che ha pesato di più sui mercati. I mercati valutari sono stati la valvola di sfogo della pressione, con il dollaro che è salito ancora una volta, aiutato da un Ifo tedesco in calo, dai timori per nuovi lockdown per il Covid-19 e dai funzionari della Bce che hanno versato acqua fredda sui rialzi dei tassi. I rendimenti dei Treasury sono saliti (oggi in calo all'1,643%, ndr) in risposta al fatto che il Fomc ha mantenuto un obiettivo di inflazione del 2% per la fine del 2022", ha precisato Halley. 

Il petrolio Wti sale di poco a 78,47 dollari al barile (+0,10%) e il Brent a 82,40 dollari al barile (+0,18%) all'indomani della pubblicazione dei dati sulle scorte di greggio e di benzina da parte dell'Energy Information Administration: la scorsa settimana le riserve di greggio sono salite di un milione di barili, il consenso si aspettava un calo. A quanto pare Russia e Arabia Saudita chiederanno agli altri membri dell'Opec+ di sospendere o rallentare il programma di aumento della produzione. (riproduzione riservata)