Vino italiano, affari in calo per nove aziende su dieci

di Manuel Follis 21/11/2020 12:43

Vino italiano, affari in calo per nove aziende su dieci
 
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Solo un’azienda vitivinicola italiana su 10 aumenterà il proprio business nel 2020, mentre per oltre il 70% le vendite totali vireranno in negativo. È quanto emerge dall’indagine dell’Osservatorio Vinitaly-Nomisma Wine Monitor presentata oggi nel corso del Summit internazionale "Il futuro del vino: visioni differenti, unica prospettiva", preview di wine2wine la manifestazione dedicata al business del mondo del vino che si terrà da oggi sino al 24 di novembre a Veronafiere in formato virtuale.

Secondo l’indagine, svolta su un panel di 165 aziende (4 miliardi di euro il fatturato cumulato, di cui 2,5 miliardi relativi all’export, circa il 40% del totale Italia), la difficoltà delle imprese è il combinato di un calo generalizzato su quasi tutti i canali, da quello horeca (in rosso nel 91% dei casi) a quello del dettaglio specializzato (per 3 produttori su 4) fino all’export (per il 63% delle aziende) e alla vendita diretta in cantina, settore quest'ultimo penalizzato anche dalla fortissima contrazione degli arrivi enoturistici stranieri, in diminuzione per l’87% degli intervistati.

Uniche note positive, che fanno da parziale contraltare, sono le vendite nella Gdo italiana, in crescita per il 51% dei rispondenti, e il boom dell’online, riscontrato da 8 operatori su 10.

Il quadro dell’export, nonostante l’Italia abbia sofferto meno dei propri competitor, resta una delle note più dolenti: il 63% ha subito una flessione, mentre le aziende in crescita sono solo il 18%. Tra i top 10 mercati maggiormente in difficoltà, Regno Unito e Stati Uniti sono le aree più critiche, in contrazione per il 60% del campione. A seguire, Giappone, Australia, Cina, Germania, Canada, Russia e Svizzera, in uno scenario globale che vede 9 piazze su 10 in negativo, con la sola Svezia a luce verde. Come spesso accade, le piccole imprese (sotto il milione di euro) sono quelle che scontano gli indicatori peggiori, con vendite in rosso nell’81% dei casi e con export (74% delle risposte), horeca (95%) e dettaglio specializzato (86%) in contrazione. (Riproduzione riservata)