Un razionamento del gas è gestibile per le banche europee, ecco perché

di Francesca Gerosa 17/08/2022 11:40

Un razionamento del gas è gestibile per le banche europee, ecco perché
 
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{mfimage}Il potenziale razionamento del gas può essere gestibile per le banche europee, secondo Berenberg. Con le incertezze sulle future forniture di gas russo (il prezzo del gas europeo con scadenza a settembre ad Amsterdam sale del 4% a 235 euro a megawattora, il 16 agosto ha toccato un picco intraday a 250 euro/MWh con il colosso russo Gazprom che ha previsto un aumento dei prezzi del 60% quest'inverno), il potenziale impatto del razionamento del gas sulle perdite sui prestiti è stato oggetto di particolare attenzione durante le conference call sui risultati del secondo trimestre di quest'anno di alcune banche.

Più a rischio le banche austriache di quelle tedesche

L'attenzione si è concentrata sulle banche tedesche e austriache, mentre Francia e Spagna, tra le altre, sono meno esposte al gas russo e/o stanno intervenendo maggiormente per contenere i prezzi al consumo. L'Ue è sulla buona strada per superare l'obiettivo dell'80% di stoccaggio per il 1° novembre (attualmente 74,4%), mentre la Germania potrebbe essere leggermente al di sotto dell'ambizioso obiettivo del 95% (attualmente 76,1%). Per questo motivo, secondo gli economisti di Berenberg, l'UE potrebbe probabilmente superare una normale stagione invernale senza dover razionare pesantemente il gas, anche se la Russia chiudesse completamente i rubinetti nei mesi più freddi.

"Le banche tedesche e austriache sono probabilmente le più esposte a questo rischio di razionamento del gas. Secondo i commenti di ciascuna banca, le perdite addizionali sui prestiti previste da questo rischio sarebbero gestibili, tranne che per Erste Group Bank", ha analizzato Berenberg. Invece, "per Commerzbank e Deutsche Bank i management stimano perdite incrementali sui prestiti di 20 pb come percentuale sui prestiti o di 20-25 pb come percentuale sugli asset ponderati per il rischio, gli Rwa. Per gli austriaci l'impatto potenziale sarebbe maggiore, pari a 10-70 pb come percentuale sui prestiti o 40-75 pb come percentuale sugli Rwa", sottolinea ancora Berenberg, notando che le ipotesi utilizzate per questa stima dalle due banche austriache, Raiffeisen ed Erste Bank, sono diverse e quindi limitano in qualche modo la loro comparabilità (Raiffeisen ha utilizzato un approccio bottom-up, ignorando i potenziali effetti di secondo ordine, mentre Erste Bank ha utilizzato un approccio top-down).

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La qualità del credito rimane solida

Per altro le perdite sui prestiti delle banche europee sono state inferiori di circa il 50% rispetto alle attese del consenso nel secondo trimestre 2022 e superiori di circa il 130% su base annua. Il costo del rischio (CoR) si è attestato a 20 pb nel secondo trimestre e a 22 pb nel primo semestre 2022 poiché la qualità degli attivi è rimasta buona con alcune banche che hanno iniziato a reimpiegare i loro accantonamenti per la pandemia. Questo dato è in linea con il CoR di circa 20 pb del 2021. Certo i rischi in alcune economie, come Brasile, Russia/Ucraina e Cina (immobiliare), hanno fatto aumentare le perdite sui prestiti per alcune banche. Tuttavia, la qualità del credito rimane solida, secondo Berenberg, a sostegno dell'ottimismo generale delle banche sulle prospettive delle perdite sui prestiti. Ciononostante, i management sono rimasti vigili, prevedendo un CoR medio di 25-30 pb per quest'anno.

L'accumulo di capitale continuerà

Di conseguenza, "per le banche europee l'impatto potenziale del razionamento del gas potrebbe essere gestibile, a nostro avviso, con le banche austriache più a rischio”, ha ribadito Berenberg, osservando che i target a livello di Cet1 ratio per l'esercizio 2022 di tutte le banche europee che il broker copre sono stati confermati. Ciò è dovuto al fatto che la maggior parte delle banche sta già superando i livelli patrimoniali previsti e gli eventuali venti contrari normativi in sospeso sono gestibili. Pertanto, le banche sono ottimiste sul fatto che è probabile che l'accumulo di capitale continui.

Focus sui piani di distribuzione del capitale delle banche meglio capitalizzate, Unicredit compresa (buy)

"Poiché aumentano le preoccupazioni circa la durata di un potenziale rallentamento/recessione nei prossimi trimestri, le riserve di capitale delle banche europee dovrebbero fornire conforto agli investitori sulla loro capacità di resistere a questa tempesta. Ciò dovrebbe anche aggiungere fiducia", ha precisato Berenberg, ai piani di distribuzione del capitale delle banche meglio capitalizzate (rendimenti totali medi del 9-10% nel periodo 2022-2024) come Nordea (rating buy e target price a 125), Ing (buy e target price a 13 euro), NatWest (buy e target price a 350) e Unicredit (buy e target price a 14,50 euro). Berenberg consiglia anche l'acquisto di Bank of Ireland (target price a 7,50 euro) e CaixaBank (target price a 3,50 euro). (riproduzione riservata)