SWG, il Regno Unito non è uscito dai desideri dei giovani italiani

di Silvia Valente 14/09/2021 18:33

SWG, il Regno Unito non è uscito dai desideri dei giovani italiani
 
  ULTIMO   VAR
Spread 104,54
14.17.58

+0,44%

Nonostante la Brexit, le difficoltà della pandemia e le sfide sportive dell’estate, in primis quella calcistica, l’atteggiamento degli italiani nei confronti del Regno Unito resta fortemente positivo, in particolare tra i giovani. Per loro l’Uk è al terzo posto tra i Paesi percepiti come più "vicini" in assoluto sul piano culturale, dei rapporti e delle esperienze personali. Il nuovo studio della Swg, commissionato dall’Ambasciata britannica in Italia, fornisce un’istantanea dettagliata sulla percezione degli italiani nei confronti del Regno Unito, nell’anno delle Presidenze per i governi di Italia e Uk, rispettivamente a guida del G20 e del G7.

Nello specifico della classifica dei paesi che gli italiani sentono più vicini, il Regno Unito ha guadagnato una posizione, restando di solo un punto dietro alla Germania e ai Paesi mediterranei, quali Francia, Spagna e Grecia, tradizionalmente considerati più simili al Bel Paese.

Se oltre la metà degli italiani (56%) dichiara di essere stato almeno una volta in Uk, quasi la totalità di questi (9 su 10) desidera tornare oltremanica. D’altronde quasi il 20% di coloro che sono stati almeno una volta nel Regno Unito vi ha trascorso almeno un anno, esperienza totalmente positiva per il 77% (numero in lieve crescita rispetto allo scorso anno). E per di più, dato che oltre 700 mila italiani vivono stabilmente in Uk, la metà degli italiani ha parenti o amici oltremanica tra cui 4 su 5 danno riscontri positivi sulla loro esperienza.

Tra coloro che hanno confermato la propria intenzione di visitare il Paese britannico dopo la pandemia, i giovani si sono dichiarati particolarmente impazienti di tornarci: un giovane su due è certo che lo farà, e due giovani su tre lo vogliono fare per studiare o specializzarsi (+6% rispetto allo scorso anno).

Del Regno Unito gli italiani, ha registrato la Swg, apprezzano soprattutto le università e le opportunità di studio (74%), le città (73%), la cultura (72%), la natura (70%), seguite dalle opportunità di carriera (68%) e di business (67%) e la capacità di innovare (65%). Tra i giovani spiccano, invece, la passione per le città (79%), l'attenzione alle opportunità di business (73%) e la capacità di innovare (72%).

Infatti, 9 italiani su 10 dichiarano di aver considerato il Regno Unito come destinazione dei loro viaggi, mentre più della metà degli italiani sostiene di aver pensato di recarsi oltremanica per motivi di lavoro o affari (53%) o di studio (51%). Tra questi, una grande maggioranza dichiara che la propria propensione a recarsi in Uk non è diminuita rispetto al passato, per viaggi e turismo (86%), per motivi di lavoro/business (74%) o per motivi di studio (71%).

Ormai 5 anni dopo il referendum sulla Brexit, la metà degli italiani ritiene che il Regno Unito abbia sbagliato a scegliere di uscire dalle istituzioni europee, mentre 1 italiano su 4 (-7% rispetto all'anno scorso) ritiene il contrario. Nondimeno, oltre 6 italiani su 10 auspicano una forte sinergia bilaterale anglo-italiana. Quota che cresce ancora di più se si parla di collaborazioni su tematiche specifiche, precisa l'analisi. L’80% ritiene importante collaborare in materia di ricerca scientifica e innovazione. Gli scambi commerciali e gli investimenti devono essere terreno comune per il 78%. L’ambito di istruzione e università è centrale per il 76%. E il 74% ha parlato di sviluppo sostenibile, energia e la lotta ai cambiamenti climatici, mentre il 71% ha posto l’accento su arte e cultura.

Anche qui i giovani si distinguono per valori sopra la media: per l’89% del campione Italia e Regno Unito devono prioritariamente affrontare i cambiamenti climatici, per l’85% combattere la pandemia, e per l’83% sostenere l’occupazione e aiutare i paesi più poveri.

“La collaborazione tra Italia e Regno Unito in questo anno così speciale di presidenze, parallelamente alla partnership per COP26, il summit delle Nazioni Unite sul clima a Glasgow, approfondisce il legame tra i nostri Paesi in un momento cruciale per la ripresa dalla crisi pandemica” ha commentato l’ambasciatore britannico in Italia, Jill Morris. Corollario fondamentale di questa collaborazione sono “l’attenzione e la propensione degli italiani nei confronti del Regno Unito, in particolare da parte dei più giovani”, perché “è su di loro che si fonda il futuro delle nostre relazioni, ed è per loro che i nostri governi stanno lavorando insieme alla comunità internazionale per una ripresa più resiliente e sostenibile”. E proprio i temi di maggiore interesse per i giovani italiani (attenzione al clima, sostegno alle nostre economie e l’aiuto ai Paesi più poveri) saranno, secondo la Morris, fondamentali “per ricostruire insieme un futuro migliore” e utili “come spunti di riflessione nel corso del XXIX Convegno di Pontignano, il principale appuntamento nell’agenda anglo-italiana che avrà luogo quest’anno a Siena dal 16 al 18 settembre”. (riproduzione riservata)