Spunta in manovra la fusione Imu-Tasi, tremano i proprietari di seconde case

di Teresa Campo 09/10/2019 20:49

Spunta in manovra la fusione Imu-Tasi, tremano i proprietari di seconde case
 
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C'è anche la fusione tra Imu e Tasi nella bozza di decreto fiscale visionata da Milanofinanza.it. E’ da tempo che si parla della fusione delle due imposte locali sugli immobili. Per semplificare il sistema, la Tassa sui servizi indivisibili sarà assorbita dall’Imposta municipale sugli immobili. Ieri i deputati della Lega Alberto Gusmeroli, vicepresidente della Commissione Finanze della Camera, e Leonardo Tarantino, componente della VI Commissione hanno avevano già anticipato che “ la nostra proposta di fusione Imu-Tasi, con l’abolizione della Tasi e l’invio a casa del modello F24 in forma precompilata, sarà molto probabilmente inserita in Manovra”. Ora pare divenuta realtà, ma ci sarà un aggravio?

Al momento i dettagli non sono ancora noti, ma di certo il progetto fusione è stato inserito in manovra. L’ipotesi, già allo studio del precedente esecutivo, viene dunque portata avanti anche dall’attuale maggioranza. L'obiettivo dichiarato è solo di semplificazione. Ma qui già iniziano polemiche e dubbi sui reali obiettivi del Governo. La misure inserite in manovra porteranno infatti circa 2 miliardi di gettito, ma all'appello ne mancano ancora 5 per far quadrare i conti della prossima legge di Bilancio. Difficile quindi che la fusione tra le due imposte sia a parità di gettito. 

Confedilizia a questo proposito avanza più di un dubbio. Dietro l'idea, pur comoda, di assolvere a due obblighi impositivi in una volta sola, per il presidente, Corrado Sforza Fogliani, si aprono, infatti, ampie possibilità di rincari, specie per quanto riguarda la Tasi.

Per sua stessa definizione la Tasi è appunto legata ai servizi indivisibili erogati dai comuni e di cui gli immobili si giovano. Unendola all'Imu, invece, perderebbe questo aggancio a parametri di realtà, rischiando di poter essere incrementata alla bisogna dai Comuni, come accaduto ad altre imposte locali. In altre parole tenerle separate rappresenta una difesa naturale contro la possibilità di rialzi arbitrari, difesa naturale che sparirebbe con la fusione delle due, e per di più in cambio di nulla. Non è certo la possibilità di compilare un solo rigo del modello F24 invece di due a semplificare la vita dei cittadini".

E non è ancora tutto. Confedilizia ha fatto notare come il venir meno del legame dell'imposta con i servizi erogati renderebbe la delibera di nuove aliquote impugnabile dai cittadini, con conseguente proliferare di contenziosi. 

Dirette discendenti della ex Ici, che è stata poi soppressa, ripristinata e infine sostituita appunto dalle due attuali, Imu e Tasi riguardano oggi solo le seconde case. Per l'abitazione principale e relative pertinenze per fortuna dal 2016 in qua non è più dovuta, con l'eccezione delle abitazioni di lusso (abitazioni signorili, ville e castelli, palazzi storici delle categorie catastali A1, A8 e A9). Al momento l'aliquota IMU base è pari allo 0,76%, ma può essere variata dai Comuni dallo 0,46% all'1,06% della rendita catastale rivalutata del 5% e poi del 60%. La Tasi invece è pari a 0,1%. I Comuni possono annullarla o aumentarla al massimo dello 0,25%, fermo restando è però che la somma delle due non deve superare l'1,06%. 

Infine Confedilizia sottolinea come l'intervento di semplificazione del sistema IMU e TASI non tiene conto delle reali richieste, soprattutto degli imprenditori edili, che vorrebbero un taglio delle imposte: il vero problema non è la complessità bensì il suo peso, 22 miliardi di euro annui."