Saras, il titolo cade e si allinea al valore di vendita. Equita: prezzo inferiore alle attese
Saras, il titolo cade e si allinea al valore di vendita. Equita: prezzo inferiore alle attese
Scende del 5,3% il prezzo del titolo del gruppo della raffinazione, allineandosi ai valori della vendita del 35% della società dai Moratti a Vitol. Secondo gli analisti quanto messo sul piatto è inferiore alle attese, ma l’adesione all’opa sarà alta. Ecco perché

di Andrea Deugeni 12/02/2024 09:35

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Cade il titolo Saras a Piazza Affari. Le azioni del terzo gruppo del settore petrolifero si allineano al prezzo di cessione subito dopo il suono della campanella in borsa e dopo aver registrato un guadagno del 17% la scorsa settimana. Ieri la famiglia Moratti ha stipulato con il colosso mondiale del trading di greggio Vitol un contratto di compravendita in base al quale si è impegnata a trasferire al gruppo con sede ad Amsterdam il 35% del capitale a un prezzo pari a 1,75 euro per azione, offerta che valorizza Saras 1,7 miliardi di euro. Nel caso in cui venga deliberato e distribuito un dividendo da parte di Saras prima della data di completamento dell’operazione, il prezzo sarà ridotto di conseguenza.

Al termine dell’operazione quasi 630 milioni di euro nelle casse di Moratti

La quota può salire al 40% con l'impegno di una delle holding, Angel Capital Management, a vendere a Vitol le eventuali azioni di Saras che Acm potrebbe ricevere sulla base dell'esistente contratto derivato di funded collar, avente ad oggetto circa il 5% del capitale azionario di Saras. Al termine della vendita, che porterà nelle casse delle tre holding dei Moratti in tutto quasi 630 milioni di euro, scatterà un’opa sulla totalità delle azioni Saras finalizzata al delisting, allo stesso prezzo, ovvero al prezzo rettificato in caso di distribuzione di un dividendo prima del closing.

Equita: prezzo di cessione inferiore alle attese

Vitol ha messo sul tavolo 1,75 euro per azione contro i 1,795 euro che le azioni saras hanno toccato nell’ultima seduta di venerdì 9 febbraio. Intorno alle 12, il titolo Saras arretra del 5,3% a quota 1,7 euro. Secondo Equita l’operazione presenta «un multiplo pari a un rapporto ev/ebitda a 5,4 volte nella parte bassa del range delle operazioni nel settore. Sull’ebitda 2024 stimato dal consensus il multiplo sarebbe pari a 4 volte». Valore che invece per Mediobanca è inferiore (di 2,7 volte).

Gli analisti ritengono, quindi,che «il prezzo di cessione della quota della famiglia Moratti sia inferiore alle attese. Riteniamo che l’adesione all’opa possa essere abbastanza elevata, data la condizione di controllo della società e la volontà di fonderla per il delisting. Adeguiamo il target price a 1,75 euro per azione». Inoltre «calcoliamo un valore di cessione implicito dell’attività di raffinazione a circa 3.000 dollari al barile al giorno di capacità produttiva».

Intermonte alza il target price a 1,75 euro

Secondo Intermonte, invece, l'operazione determinerà «l'insorgere di un obbligo di promuovere un'offerta pubblica di acquisto obbligatoria sul capitale azionario di Saras, che sarà promossa da Vitol allo stesso prezzo, ovvero al prezzo rettificato in caso di distribuzione di un dividendo prima del completamento dell’operazione».

L'obiettivo dell'opa è ottenere la revoca delle azioni ordinarie di Saras dalla quotazione e dalle negoziazioni su Euronext Milan, che potrà essere conseguita anche attraverso una fusione in presenza delle relative condizioni. «Portiamo il target price a 1,75 euro per azione e la raccomandazione a tender», conclude Intermonte.

Sindacati, Uiltec: un’altra azienda italiana in mano straniera

«Ieri pomeriggio abbiamo appreso il passaggio del controllo della società Saras, di proprietà della famiglia Moratti, al gruppo Vitol, una realtà del settore energetico svizzero-olandese. Ancora una volta un'importante società italiana passa in mano ad una multinazionale straniera. Purtroppo, questa condizione sta diventando una consuetudine nel contesto industriale del Paese ed è questa tendenza a crearci disagio e preoccupazione», commenta Daniela Piras, segretaria generale Uiltec. Che aggiunge chiedendo un incontro con Vitol: «Nel caso specifico si tratta di un passaggio epocale che caratterizza profondamente il sito di raffinazione di Sarroch in Sardegna, una risorsa da più di sessanta anni per l'approvvigionamento energetico dell'area mediterranea. Vitol, ha risorse e capacità per garantire continuità e sviluppo rispetto al mercato internazionale del settore in questione, ma questa potenzialità va ora condivisa con il sindacato che attende di conoscere dalla nuova proprietà i contenuti della nuova prospettiva industriale». (riproduzione riservata)