Rame ai massimi dal 2012. Gli Etc sulle commodities che rendono fino al 102%

di Elena Dal Maso 23/02/2021 10:35

Rame ai massimi dal 2012. Gli Etc sulle commodities che rendono fino al 102%
 
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Il rame è salito nelle scorse ore oltre i 9.000 dollari a tonnellata per la prima volta in nove anni, facendo un altro passo avanti verso il massimo storico fissato nel 2011, dal momento che gli investitori scommettono che la scarsità di offerta aumenterà con la ripresa del mondo dalla pandemia. Il rame sta crescendo all'interno di un ampio rally delle materie prime che va dal minerale di ferro al nichel, mentre il petrolio ha guadagnato oltre il 20% quest'anno.

Il metallo industriale di punta, il rame, corre sostenuto da scorte limitate di metallo, dalle prospettive di ripresa della crescita economica e dall'aspettativa che possa finire una lunga epoca di bassa inflazione nelle economie più evolute. Gli investitori stanno accumulando rame sulla scommessa che la domanda aumenterà nei prossimi anni mentre i governi lanciano programmi di stimolo senza precedenti mirati alle energie rinnovabili e alle infrastrutture dei veicoli elettrici, che richiederanno enormi volumi di materia prima.

"L'elenco dei fattori rialzisti per il rame è estremamente lungo", ha scritto Max Layton, capo della ricerca sulle materie prime di Citigroup. "Buona parte del rialzo del rame si verificherà nei prossimi mesi, e quindi pensiamo che prima o poi arriverà a 10.000 dollari". Secondo Lorenzo Batacchi, portfolio manager di Bper e membro Assiom Forex, "i mercati delle materie prime hanno già anticipato buona parte dell'economia reale, c'è meno offerta che domanda e in questo momento si sta creando un collo di bottiglia. Rischia di formarsi una bolla? Finché c'è un'offerta limitata non vedrei grossi problemi, una volta che si riapre l'economia vedremo gli sviluppi".

Fino al 2020, poi, aggiunge Batacchi, "il rapporto rame-oro e T bond sono andati sincroni, da settembre in avanti si è registrato un grande rally del metallo. Se ora il Treasury dovesse recuperare quanto hanno fatto le due materie prime, inizierebbe a diventare un problema per l'equity. Vedremo vendite sui listini".

Con le aspettative di inflazione già in aumento in tutto il mondo, il forte rally delle materie prime, compreso il rame, potrebbe presto iniziare a emergere nel valore dei beni finiti, aumentando i costi per i governi con grandi piani di spesa per le infrastrutture. Il rischio di un'inflazione più rapida ha provocato una vendita massiccia di obbligazioni a livello globale, con il rendimento del Treasury statunitense a 10 anni balzato ai massimi da circa un anno, ieri, all'1,38%. Il divario tra le curve a 5 e 30 anni ha raggiunto il punto più alto da ottobre 2014 su segnali di forza grazie alla politica di reflazione (forte stimolo dell'economia tramite aumento, per esempio, di massa monetaria).

Si può catturare in borsa questo balzo delle materie prime? Uno dei modi più semplici è acquistare gli Etc, ovvero i fondi passivi specializzati in commodities, scambiati a Piazza Affari e che sono quotati in euro (ma il sottostante è sempre in dollari). Da inizio 2020 al 18 febbraio, i fondi che hanno registrato i maggiori incrementi sono legati al petrolio. Occhio tuttavia che sono a leva anche di 3 volte. Si tratta di WisdomTree Crude 3x daily (+102%), WisdomTree Brent Crude 3x (87,17%), a seguire WisdomTree Natural Gas 3x (81,74%), quindi Societe Generale Etc Gas 3x (80,52%) e sempre SocGen Wti Oil (63,59%).

Le altre materie prime che hanno registrato una performance a doppia cifra sono legate ai fondi WisdomTree Nickel 3x (+43,17%), WisdomTree Sugar 3x (40,36%), WisdomTree Corn 2x (38,89%), WisdomTree Platinum 2x (38,70%). WisdomTre Copper 3x ha registrato un rialzo del 30,94%. Quando gli Etc non sono a leva, il rendimento è sempre alto ma più contenuto.

La performance migliore, in questo caso, è di Societe Generale Oil Collateralize (+29,6%), seguito da WisdomTree Wti Crude (+28,75%). I fondi di altri operatori come Lyxor, iShares, Hsbc, Amundi si collocano nella fascia centrale dei rendimenti. Chi ha perso di più, invece, nel corso degli ultimi dodici mesi sono gli Etc legati al petrolio e al gas naturale, sempre in leva 3, che hanno lasciato sul terreno (sono sempre di WisdomTree e di SocGen) fino al 59%. (riproduzione riservata)