Moscovici: andare rapidi su procedura di infrazione per Italia

di Francesca Gerosa 12/06/2019 13:50

Moscovici: andare rapidi su procedura di infrazione per Italia
 
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La Commissione Europea è pronta a considerare nuovi elementi che arriveranno dal governo italiano, ma non a perdere tempo. Anzi, per il commissario europeo agli Affari economici e finanziari, Pierre Moscovici, è preferibile muoversi più velocemente per attivare la procedura di infrazione nei confronti dell'Italia che potrebbe coincidere con fine luglio. "Credo che sia maggiormente preferibile andare più veloci", ha detto quest'oggi Moscovici durante una conferenza stampa oggi a Bruxelles.

"Noi", ha spiegato il commissario, "restiamo impegnati a un'applicazione intelligente e flessibile delle regole di bilancio perché questo è il modo in cui attuiamo il nostro mandato, ma nessuno", ha messo bene in chiaro, "deve dubitare del fatto che applicheremo queste regole, se i criteri non sono soddisfatti", ovvero se sono violate le disposizioni del Patto di stabilità.

"Ora chiaramente la palla è nel campo italiano, abbiamo bisogno di vedere un percorso credibile (dei conti pubblici, ndr) per il 2019 e il 2020. Restiamo pronti a prendere in considerazione eventuali nuovi elementi che l'Italia potrà presentare, ma non perdiamo tempo", ha ribadito Moscovici, ricordando di aver detto la scorsa settimana "che la nostra porta resta aperta per discutere con le autorità italiane e questo non è cambiato. Ho avuto un utile confronto con Tria al G20 sabato e non ho dubbi che discuteremo ancora nei prossimi giorni".

D'altra parte è nell'interesse dell'Italia affrontare il problema del debito, ha continuato Moscovici, "e per questo la Commissione Europea insiste e siamo molto seri su questo. Ci stiamo muovendo con le procedure. Ieri il Comitato economico e finanziario ha detto la sua e supporta la decisione della Commissione. Ci aspettiamo che domani l'Eurogruppo prenda atto della situazione. La Commissione è pronta a tenere conto di nuovi elementi che l'Italia presenterà". Moscovici ha parlato stamattina con il presidente dell'Eurogruppo, Mario Centeno, e ha fatto sapere di aver ottenuto da lui pieno sostegno.

Le parole di Moscovici suonano come un ultimatum dopo che ieri il Comitato economico e finanziario dell'Ue ha invitato l'Italia a prendere le misure necessarie per assicurare il rispetto delle disposizioni del Patto di stabilità conformemente all'iter della procedura per deficit eccessivo, dopo aver concluso, in accordo con la valutazione della Commissione europea, che "la regola del debito dovrebbe essere considerata come non rispettata".

L'opinione sull'Italia approvata ieri a Bruxelles dal Comitato, composto dei direttori generali del Tesoro e delle Banche centrali nazionali degli Stati membri, resa nota oggi, ha confermato che è "giustificata" ("warranted") la procedura per deficit eccessivo nei riguardi dell'Italia per violazione della regola del debito, che è aumentato invece di diminuire, ma ha aggiunto proprio alla fine che "ulteriori elementi che l'Italia potrebbe presentare potranno essere presi in conto dalla Commissione e dal Comitato". 

Dunque, l'ultima frase dell'opinione ha indicato un'apertura nei confronti del governo italiano, che è meglio precisata in un paragrafo a pagina 5: "Il Comitato", si legge, "prende atto dell'indicazione delle autorità italiane sull'esistenza della possibilità di un miglioramento ("possible upside risks", ndr) del saldo di bilancio 2019, grazie a entrate superiori alle attese e una spesa pubblica minore del previsto per le misure del bilancio 2019, che appaiono nel complesso plausibili alla Commissione europea; ma questo", si avverte, "può essere confermato solo più avanti nell'anno, quando saranno disponibile ulteriori dati".

Non si è fatta attendere la replica del ministro dell'Economia, Giovanni Tria: "Non possiamo assolutamente andare in procedura d'infrazione. Dobbiamo assolutamente trovare un compromesso in un dialogo costruttivo per una soluzione nell'interesse dell'Italia, ma anche dell'Europa. La situazione non è facile, ma non è disperata, i fondamentali sono buoni, ce lo riconoscono in tutto il mondo".

Il ministro non vede "nessuna manovra correttiva effettiva" sul 2019 e per quanto riguarda la discussione con la Commissione Ue, ha spiegato, "io non ho problemi per il 2019". Di fatto, a legislazione invariata, "le nostre previsioni sono per un deficit al 2,4%, come previsto nel Documento di economia e finanza; poi ci sono una serie di entrate tributarie aggiuntive e sono previsti risparmi, per cui dovremmo andare verso il 2,2%-2,1%. Significa che siamo nei termini del braccio preventivo del Patto di stabilità". Mentre per il 2020, ha ammesso Tria, "c'è il problema della discussione su come evitare l'aumento dell'Iva e su come si coprono i tagli fiscali".

E purtroppo il confronto è solo all'inizio. Il vertice di oggi a palazzo Chigi sui temi economici e sul dossier Alitalia è stato solo il primo, ne seguiranno
altri per mettere a punto la strategia da tenere nel negoziato con l'Ue per evitare il cartellino rosso di Bruxelles sui conti italiani. Salvini e Tria hanno lasciato prima la riunione per via di altri impegni programmati. Il tavolo è proseguito in maniera ristretta con il premier, Giuseppe Conte, i ministri Luigi Di Maio e Riccardo Fraccaro (presenti anche i viceministri Laura Castelli e Massimo Garavaglia) per affrontare il nodo Alitalia.

Nella prima parte della riunione, durata circa due ore, quindi alla presenza di Tria e Salvini, si è inevitabilmente discusso su come "proseguire il dialogo con la Commissione europea sulla procedura d'infrazione con l'obiettivo di chiuderla in tempi brevi senza penalizzazioni per il nostro Paese". Ma si è anche parlato di riforma fiscale e di flat tax con attenzione in particolare sulle coperture per finanziare l'operazione, dal momento che dovranno essere recuperare anche le risorse per disinnescare gli aumenti dell'Iva, su cui tutti sembrano essere d'accordo. A questo proposito Salvini ha smentito l'intenzione del governo di tassare le cassette di sicurezza. "Siamo al governo per togliere, non per aggiungere tasse. L'unico ragionamento in corso riguarda una pace fiscale per chi volesse sanare situazioni di irregolarità relative, oltre che ad Equitalia, al denaro contante".