Per Mediobanca è pronta la lista del cda con Alberto Nagel e Renato Pagliaro. Mercoledì 20 la decisione
Per Mediobanca è pronta la lista del cda con Alberto Nagel e Renato Pagliaro. Mercoledì 20 la decisione
La merchant bank presenterà una rosa di 12 nomi con la conferma del ceo e del presidente e quatto nuovi nomi. Delfin al bivio tra una lista corta da due candidati e una lunga fino a sette

di di Luca Gualtieri 18/09/2023 19:00

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Arrivata a un punto morto la trattativa con Delfin, il vertice di Mediobanca ha deciso di tirare dritto sulla lista per il nuovo consiglio di amministrazione.

Questa è stata la conclusione a cui oggi sarebbe arrivato il comitato nomine della merchant bank. Proprio una settimana fa la cassaforte guidata da Francesco Milleri aveva presentato una controproposta che prevedeva una più nutrita rappresentanza nel board per Delfin e la nomina di un presidente di garanzia. Richieste giudicate però irricevibili per Mediobanca.

La rottura della trattativa con Delfin

Per la merchant l’ipotesi di riservare a un singolo azionista il potere di scegliere il presidente sarebbe in contrasto con lo statuto. Non solo. Dal punto di vista della merchant guidata da Alberto Nagel, l’intero impianto sostenuto da Delfin non sarebbe adatto alla governance di una banca sistemica.

Mercoledì 20 la lista del cda

All’assemblea del prossimo 28 ottobre si andrà insomma alla conta. Mercoledì 20 il cda di Mediobanca approverà la propria lista da 12 membri con la conferma del ceo Alberto Nagel e del presidente Renato Pagliaro e la sostituzione dei consiglieri non ricandidabili, cioè Elisabetta Magistretti, Maurizia Angela Comneno, Maurizio Costa e Maurizio Carfagna. Per quelle posizioni si punterà su rappresentanti indipendenti, con un’equa presenza di genere e un mix di internazionalità e nazionalità.

Le mosse di Delfin

Delfin avrà invece tempo fino al 3 ottobre per presentare al mercato la propria rosa. La holding lussemburghese avrebbe ancora sul tavolo due ipotesi: o una lista corta di due candidati o una formazione lunga fino a sette candidati. Nel primo caso Milleri potrebbe ottenere una rappresentanza nel board pur senza esporsi al rischio di un sorpasso da parte della lista del cda, come accaduto l’anno scorso all’assemblea delle Generali. Nel secondo caso invece potrebbe prendere forma una consistente minoranza di blocco in grado di condizionare profondamente i lavori del nuovo board. Gli occhi sono puntati anche sulla norma sulle liste del cda attualmente in discussione in parlamento, un provvedimento che potrebbe aprire scenari clamorosi nella guerra in corso a Mediobanca e alle Generali.

Entro il 3 ottobre è attesa anche la lista di Assogestioni che dovrebbe riconfermare il consigliere uscente, Angela Gamba. (riproduzione riservata)