Lunedì la riunione dei ministri Esteri Ue sull'embargo, Brent verso 110 dollari

di Francesca Gerosa 13/05/2022 14:05

Lunedì la riunione dei ministri Esteri Ue sull'embargo, Brent verso 110 dollari
 
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I prezzi del petrolio recuperano terreno oggi, ma vanno verso la prima perdita settimanale in tre settimane poiché le preoccupazioni per l'inflazione e i lockdown cinesi per il Covid, che rallentano la crescita globale, compensano le preoccupazioni sulla diminuzione delle forniture dalla Russia. Al momento il Brent avanza dell'1,41% a 109,05 dollari al barile e il Wti dell'1,56% a 107,56 dollari al barile. Ma il bilancio settimanale è di un -3% per il Brent e un -2% per il Wti.

Fattori frenanti

Il mercato petrolifero continua a essere volatile anche per l'incertezza sull'embargo petrolifero dell'Ue contro la Russia, il tutto mentre l'inflazione e l'aumento dei tassi hanno portato il dollaro Usa ai massimi degli ultimi 20 anni, limitando i guadagni del prezzo del greggio poiché un biglietto verde più forte rende l'oro nero più costoso se acquistato in altre valute. Sia l'Agenzia Internazionale dell'Energia sia l'Opec hanno poi segnalato la possibilità di rivedere negativamente le stime sulla domanda nei prossimi report in funzione delle revisioni della crescita economica. I due report convergono sulle ipotesi di crescita della domanda e segnalano un costante calo delle scorte. Equita Sim ritiene che i due report siano di supporto al settore e la sua ipotesi corrente sul prezzo del Brent per le stime degli utili 2022 a 90 dollari al barile riflette un'ipotesi di normalizzazione del mercato. 

Da impennata gas ricadute sul petrolio

Gli analisti, tuttavia, continuano a concentrarsi sulla prospettiva di un divieto dell'Unione Europea al petrolio russo, dopo che Mosca ha imposto sanzioni questa settimana alle unità europee di Gazprom di proprietà statale e dopo che l'Ucraina ha interrotto una rotta chiave di transito del gas. "Con l'impennata dei prezzi del gas naturale ieri in Europa (oggi -5,16% a 101,19 euro a megawattora, ndr; la notizia pubblicata su un quotidiano finlandese secondo cui la Russia potrebbe tagliare le forniture di gas alla Finlandia "è una bufala", ha chiarito il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov), è inevitabile che si verifichino ricadute sul petrolio", ha affermato l'analista di Oanda, Jeffrey Halley, convinto che un'escalation da parte della Russia sul fronte delle sanzioni sfoci in un'ulteriore forza del prezzo del petrolio.

Lunedì l'embargo sul tavolo dei ministri degli Esteri Ue

In realtà, il lavoro dell'Ue sull'embargo del petrolio russo continua, come ha confermato stamani l'alto rappresentante dell'Ue per gli Affari esteri e la Politica di sicurezza, Josep Borrell. "Lunedì i ministri degli Esteri discuteranno di questo e forniranno un nuovo slancio politico per un accordo. Penso che raggiungeremo un accordo, ne abbiamo bisogno perché dobbiamo sbarazzarci della dipendenza dal petrolio russo", ha detto Borrell. "Dobbiamo comprendere le circostanze di ognuno dei 27 Paesi membri, ma se non ci sarà un accordo tra i rappresentanti dei Paesi Ue allora i ministri degli Esteri lunedì dovranno dare nuovo slancio politico".

L'Ungheria ha intensificato la sua opposizione al piano per vietare le importazioni di petrolio russo dell'Unione europea che nel frattempo fornirà all'Ucraina ulteriori aiuti militari per 500 milioni di euro per aiutarla a difendersi dall'invasione russa. Così i finanziamenti dell'Ue a sostegno dello sforzo militare ucraino saranno portati a 2 miliardi di euro in totale dall'inizio della guerra lo scorso 24 febbraio.

Il Regno Unito sanziona la presunta fidanzata di Putin

Anche il Regno Unito ha allargato le sanzioni oggi a personalità russe e sanzionato Alina Kabaeva, la ginnasta ritmica olimpica russa considerata la fidanzata di Vladimir Putin (oggi ha detto al cancelliere tedesco, Olaf Scholz, che l'Ucraina blocca i negoziati di pace), citando proprio la sua presunta stretta relazione con il presidente russo. Sanzionata anche la nonna della signora Kabaeva e l'ex moglie di Putin, insieme a suo cugino, Roman Putin. Il Foreign Office ha indicato che i nuovi sanzionati portano la lista nera britannica a un totale di oltre 1.000 individui e oltre 100 entità. Nuove misure che per il ministro, Liz Truss, mirano a colpire "lo sfarzoso stile di vita" attribuito alla famiglia di Putin. (riproduzione riservata)