Litio, la caccia aperta alla terre rare in Occidente per sfidare la Cina. Dal Canada alle porte di Roma, ecco dove si scava

di di Angela Zoppo 23/09/2022 00:14

Litio, la caccia aperta alla terre rare in Occidente per sfidare la Cina. Dal Canada alle porte di Roma, ecco dove si scava
 
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Auto elettriche a costi accessibili, svincolate dal monopolio cinese del litio, materia prima rara e costosa quanto indispensabile per le batterie. La più ardita speranza dell'industria automotive occidentale, obbligata all'addio a diesel e benzina entro il 2035, sembra ora più vicina a potersi concretizzare. Uno sforzo collettivo di ricerca di giacimenti e sviluppo di tecnologie innovative, sta attraversando Nord America ed Europa con esisti insperati. Se ancora non si può gridare alla fine della dipendenza dalla Cina, è un fatto che qualcosa inizia a cambiare. Per dimensioni e disponibilità di quello che viene chiamato petrolio bianco, si guarda al Canada. A circa 250 km da Montreal c'è la miniera di La Corne, che si è guadagnata la prima pagina del New York Times. Abbandonata quando, tra 2017 e 2020, il litio si era fortemente svalutato, è gestita da Sayona Mining, società mineraria appena inclusa nell'indice S&P/ASX 200. Ora la miniera del Quebec riaccende interessi e appetiti perché ha riserve tali da piazzarsi al secondo posto nella classifica dei giacimenti del Nord America, con riserve stimate in 21 milioni di tonnellate. Il nemico è il tempo: per produrre a regime ci vorranno più di 10 anni.

Gli incentivi? Solo se autarchici. L'incoraggiamento più forte a non ritardarne il riavvio è la decisione dell'amministrazione Biden di incentivare solo le auto elettriche alimentate con batterie China-free. E considerato il costo proibitivo di questi veicoli, circa 66mila dollari, si capisce che l'interesse a ottenere uno sconto è alto per smuovere le vendite. Quello che viene estratto ora, però, non basta. Albemarle gestisce l'unica miniera di litio attiva negli Usa, a Silver Peak, nel Nevada, dove il metallo viene estratto da un liquido sotterraneo, una cosiddetta salamoia (come quella individuata da Enel vicino Roma). Tesla impiega il litio del Nevada, ma la produzione è sufficiente per appena 80mila veicoli l'anno. Per tenere dietro alle vendite di auto elettriche negli Usa ne servirebbe 10 volte tanto. Anche il premier canadese Justin Trudeau punta sulla produzione nazionale, ora che la sfida alla Cina è lanciata, ed ha annunciato un accordo con Umicore da 1,5 miliardi di dollari per realizzare una fabbrica di batterie destinate ai veicoli elettrici.

In Italia anche la campagna elettorale si occupa di litio. Come anticipato da MF-Milano Finanza del 17 agosto scorso, la Lega vuole creare un'impresa mineraria, per l'esplorazione, l'estrazione e la produzione di minerali critici e terre rare. Grazie all'accordo con Vulcan Energy, intanto, Enel Green Power sta cercando il litio alle porte di Roma, nei fluidi delle sorgenti geotermiche. Le operazioni sono in corso a Cesano, ma l'idea è di allargarle ad altre aree, e ce ne sono di interessanti, come Campania ed Emilia Romagna. (riproduzione riservata)