La diretta da Wall Street | Le Borse Usa chiudono piatte in attesa della Fed. Apple in rialzo, mentre scendono Ford e Gm
La diretta da Wall Street | Le Borse Usa chiudono piatte in attesa della Fed. Apple in rialzo, mentre scendono Ford e Gm
Apple è salita dell’1,8%, dopo che Goldman Sachs e Morgan Stanley hanno espresso prospettive positive per la domanda di iPhone, mentre Ford ha perso oltre il 2%  

di Sara Bichicchi   18/09/2023 14:45

Ftse Mib
34.490,71 23.51.08

+0,07%

Dax 30
18.693,37 23.51.08

+0,01%

Dow Jones
39.069,59 6.45.16

+0,01%

Nasdaq
16.920,79 23.51.08

+1,10%

Euro/Dollaro
1,0849 23.00.45

-0,05%

Spread
130,62 17.30.00

+0,99

Wall Street chiude pressoché invariata in attesa della riunione di politica monetaria della Federal Reserve di mercoledì 20. Nel dettaglio l'indice Dow Jones si è fermato a 34.617 punti (+0,01%), mentre lo S&P 500 ha evidenziato un rialzo dello 0,08% a 4.454 punti e il Nasdaq ha terminato a 13.710 punti (+0,01%).

Apple è salita dell’1,8%, dopo che Goldman Sachs e Morgan Stanley hanno espresso prospettive positive per la domanda di iPhone. Sul fronte opposto, Ford ha perso oltre il 2% mentre continua lo sciopero dei lavoratori iscritti al sindacato United Auto Workers. Anche General Motors ha segnato un ribasso (-1,5%).

Ore 19:00: Borse Usa sopra la parità

Le borse statunitensi proseguono la seduta poco sopra la parità. Alle 19 il Dow Jones sale dello 0,27%, l’S&P 500 dello 0,23% e il Nasdaq dello 0,16%. 

Gli occhi sono puntati sulla prossima riunione della Fed che dovrebbe lasciare i tassi di interesse invariati. Si tratterebbe, però, di una pausa e non della fine della fase rialzista. «Con una crescita ancora sostenuta e una timida evidenza della normalizzazione del mercato del lavoro e dell’inflazione è improbabile che i banchieri siano disposti a inviare un segnale di cessato rialzo dei tassi», affermano gli analisti di Deutsche Bank Research.

«È improbabile che il presidente della Fed, Jerome Powell, manifesti un’inclinazione dovish (da colomba, ndr), poichè vorrà mantenere la possibilità di alzare nuovamente i tassi senza sconvolgere il mercato», conferma Erik Weisman, economista di Mfs IM. «Allo stesso tempo, però, Powell probabilmente porrà l’accento sulla fiducia nei dati che consentiranno di ottenere nuove informazioni sulle tendenze generali dei mercati del lavoro e dell’inflazione al consumo prima che la Fed prenda una decisione». L’ipotesi di uno stop della Fed fa perdere terreno al dollaro: lo scambio con il dollaro è a 0,9349 (-0,32%). In calo al 4,31% (-0,2%) il rendimento dei Treasury a 10anni.

Intanto sono stati diffusi i dati dell’indice Nahb sul mercato immobiliare statunitense che nel mese di settembre si è attestato a 45 punti, in calo rispetto ad agosto e al di sotto del consenso degli economisti. 

Ore 17:30. Borse Usa poco sopra la parità

Inversione di tendenza delle borse americane che scambiano in territorio positivo. Il Dow Jones guadagna lo 0,18%, l’S&P 500 lo 0,21% e il Nasdaq lo 0,14%. 

Rimane la cautela per la decisione della Fed sui tassi di interesse del 20 settembre, ma i mercati credono in una pausa. Il dollaro quindi si indebolisce nei confronti dell’euro: il cambio si attesta a 0,9354 (-0,28%). Il rendimento dei titoli di Stato americani a 10 anni resta alto al 4,33% (+0,16). 

Ore 15:30. Wall Street contrastata

In apertura il Dow Jones guadagna lo 0,02%, l’S&P 500 perde lo 0,04% e il Nasdaq cede lo 0,15%. 

Le borse Usa restano caute in vista della prossima riunione della Fed, in programma mercoledì 20 settembre, in cui la banca centrale deciderà se alzare i tassi di interesse, ora al 5,25-5,5%. 

Nonostante la tonicità dell’economia Usa, confermata dai dati macroeconomici diffusi a settembre, il FedWatch del Cme assegna solo un 1% di probabilità che la Fed aumenti i tassi mercoledì. Le possibilità di un nuovo rialzo salgono però al 31% in vista del meeting di novembre. Così il dollaro perde terreno sull’euro: il cambio è a quota 0,9375 (-0,04%). I Treasury invece non accusano il colpo di un possibile stop della banca centrale Usa: il rendimento del decennale è al 4,34 (+0,2%), vicino ai massimi del periodo.

Infine, il prezzo del petrolio rimane alto: il Brent sale dello 0,6% oltre i 94 dollari mentre il Wti guadagna lo 0,9% sopra quota 90 dollari. «Le prospettive per i prezzi del petrolio nei prossimi mesi sono incerte, ma gli investitori terranno sicuramente d’occhio le decisioni delle banche centrali questa settimana», afferma Walid Koudmani, Chief Market Analyst di Xtb. «È importante ricordare che il mercato petrolifero tende a essere ciclico, il che significa che i prezzi tendono a salire e scendere nel tempo e poichè attualmente siamo al livello più alto da quasi un anno, sarà interessante vedere se il movimento al rialzo continuerà». Ecco cinque titoli da monitorare lunedì 18 settembre.

1)Paypal in calo dopo il declassamento degli analisti

Alle 15:30 Paypal perde l’1,7% dopo che Moffett Nathanson ha declassato il titolo da outperform a market perform. Gli analisti hanno anche tagliato il target price delle azioni della società, dieci giorni prima che il nuovo ceo Alex Chriss prenda il timone. Moffett Nathanson ritiene possibile un ulteriore ribasso delle stime.

2)Arm perde terreno dopo il debutto record

Alle 15:30 Arm cede il 6,3%. Il designer di chip britannico rallenta dopo il debutto da record del 14 settembre, quando nella prima seduta al Nasdaq era arrivato a guadagnare il 25%. Bernstein ha iniziato la copertura con rating negativo (underperform).

3)A Tesla non bastano le promesse turche e saudite 

Alle 15:30 il titolo del costruttore di auto elettriche scivola sotto la parità del 2%. L’azienda di Musk è corteggiata da Turchia e Arabia Saudita che vorrebbero intercettarne gli investimenti. In particolare, il presidente turco Recep Tayyip Erdogan ha invitato Elon Musk a scegliere la Turchia per la sua prossima fabbrica mentre il governo di Riad, secondo indiscrezioni del Wall Street Journal (smentite da Musk), avrebbe promesso a Tesla supporto nell’acquisto di minerali e metalli necessari per costruire auto elettriche. Morgan Stanley ha da poco promosso il titolo da equal-weight a overweight. 

4)Apple in ripresa dopo le polemiche

Alle 15:30 le azioni di Apple guadagnano il 2,9% e si riprendono dopo le recenti polemiche sul ritiro degli iPhone 12 in Francia per radiazioni fuori norma. Gli analisti di Wedbush hanno mantenuto il target price del titolo a 240 dollari, abbassato invece da Goldman Sachs che ha ridotto anche le previsioni sull’utile per azione. Il 15 settembre Apple ha presentato il nuovo iPhone 15 che sarà disponibile, in versione base o pro, da venerdì 22.  

5)Micron Technology

Alle 15:30 Micron Technology sale dello 0,7% dopo che Deutsche Bank ha migliorato il giudizio sull’azienda da hold a buy, aumentando anche il target price. La società ha affermato di poter superare le aspettative per il primo trimestre. (riproduzione riservata)