Indice Pmi manifatturiero ai minimi da 24 mesi: vede recessione in arrivo ma le borse europee reggono

di Francesca Gerosa 23/06/2022 13:00

Indice Pmi manifatturiero ai minimi da 24 mesi: vede recessione in arrivo ma le borse europee reggono
 
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Le borse europee reggono (+0,46% il Cac40, +0,32% il Ftse100 e +0,68% a 21.937 punti il Ftse Mib), tranne Francoforte (-0,58%), al brusco rallentamento a giugno dell'attività delle imprese nell'area euro, con la domanda in stallo e i prezzi in continuo rialzo, esacerbati anche dalla guerra in Ucraina e dalle sanzioni contro la Russia. L'indice Pmi (Purchasing managers index) composito sulla produzione nella zona euro è sceso a 51,9 punti a giugno da 54,8 di maggio, il valore più basso da 16 mesi.

Indice Pmi manifatturiero dell'Eurozona in territorio recessivo

Anche l'indice Pmi sulle attività nelle imprese del terziario è sceso a 52,8 punti dai 56,1 di maggio. Il dato più preoccupante è l'indice Pmi sulla produzione manifatturiera, caduto a 49,3 punti a giugno, in territorio recessivo quindi, dai 51,3 del mese precedente, segnando il valore minimo in 24 mesi. Così i settori sensibili alla situazione economica e a un'eventuale recessione, come banche e case automobilistiche, sono in ribasso di quasi il 2%.

Secondo Jack Allen-Reynolds, economista senior per l'Europa di Capital Economics, i sondaggi Pmi di giugno dell'Eurozona mostrano un ulteriore rallentamento nel settore dei servizi, mentre la produzione nel settore manifatturiero sembra essere in netto calo. "Con gli indici dei prezzi che rimangono estremamente alti, l'Eurozona sembra essere entrata in un periodo di stagflazione", continua l'economista, aggiungendo che i Pmi "continuano a evidenziare pressioni inflazionistiche molto elevate", in linea con l'opinione di Capital Economics secondo cui l'inflazione rimarrà a lungo ben al di sopra dell'obiettivo della Banca centrale europea. Per Commerzbank i dati odierni dovrebbero indurre la Bce ad alzare i tassi di interesse con una certa cautela.

Focus sulle banche centrali

Secondo la maggior parte degli economisti interpellati da Reuters, a settembre la Banca centrale europea alzerà probabilmente il tasso di deposito al di sopra dello zero per la prima volta in un decennio. Ieri il presidente della Fed, Jerome Powell, ha finalmente rinunciato agli atterraggi morbidi, definendoli impegnativi, e ha invece affermato che una recessione è "certamente una possibilità". Ma al contempo ha affermato, in modo piuttosto deciso, che l'impennata dell'inflazione deve essere "riportata sulla terra". Alle 16:00 ci sarà una nuova audizione del presidente della banca centrale americana di fronte alla commissione finanze della Camera Usa. 

Gros-Pietro: non credo l'Italia rischi una recessione

Con il rischio di una recessione alle porte l'euro scende nei confronti del dollaro a 1,0504 (-0,54%), il rendimento del Btp 10 anni resta sopra il 3%, ma scende al 3,518% grazie all'arrivo, con ogni probabilità a luglio, dello scudo della Bce, lo spread Btp/Bund scambia a quota 193,35 punti base. "Non credo che" l'Italia rischi una recessione. "Credo che il rischio sul livello dell'attività economica non possa dipendere dall'attività della Bce. Il problema viene dall'offerta delle materie prime, dell'energia e del grano", ha spiegato il presidente di Intesa Sanpaolo, Gian Maria Gros-Pietro, a margine dell'evento "The Board of the future" organizzato da Deloitte. Quanto agli attuali livelli di spread e alla probabile eccessiva speculazione, ha detto che quando ci sono degli elementi di incertezza "la speculazione ci si butta. Per questo è importante l'attività della Bce".

Ancora uno scivolone per Saipem a Piazza Affari

Sul listino milanese si distinguono Amplifon (+4,87%), Enel (+2,07%), Fineco (+2,99%), Terna (+2,85%) e Tim (+2,69%). Ancora sotto pressione Saipem (-8,8%) dopo i dettagli dell'aumento di capitale da 2 miliardi di euro a sconto del 30% sul Terp. Mentre perdono tra l'1% e il 2% Banco Bpm, Bper Banca, Prelli, Nexi e Unicredit. (riproduzione riservata)