In Usa è boom di denaro in circolazione. E altro è in arrivo nel 2021

di John Greenwood e Steve H. Hanke 22/02/2021 21:02

In Usa è boom di denaro in circolazione. E altro è in arrivo nel 2021
 
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Le manie speculative sono nell'aria, come evidenziato dalle recenti impennate dei prezzi del bitcoin, un bene digitale con un valore fondamentale pari a zero, e di GameStop, un rivenditore di videogiochi in declino. Insieme alle altre tendenze economiche (una forte ripresa, un'impennata dei prezzi delle materie prime e un aumento dell'inflazione), dietro queste bolle di attività finanziarie c’è una motivazione chiara: la massiccia espansione del denaro e del credito.

I Master fiscali e monetari d'America stanno chiudendo un occhio in proposito. Sono concentrati solo sul rimettere a posto il mercato del lavoro. Con il fervore dei messia, il presidente della Federal Reserve Jerome Powell e il segretario al Tesoro Janet Yellen sostengono che l'unico modo per salvare il mercato del lavoro e raggiungere la piena occupazione è continuare a versare carburante fiscale e monetario sul fuoco. Ma le loro prescrizioni e profezie, modellate sugli schemi della crisi finanziaria del 2008, oggi non sono più valide.

Dopo quella crisi, la Fed mise in atto il quantitative easing, che ha massicciamente ampliato il suo bilancio. Ma allo stesso tempo, le banche commerciali si impegnarono a ridurre le masse di finanziamenti concessi e a cancellare le perdite su debiti ipotecarii e titoli: quindi, le iniezioni della Fed hanno fatto poco più che compensare la contrazione dei bilanci delle banche commerciali. Di conseguenza, la crescita della moneta dal 2010 al 2019, misurata dalla misura più ampia della massa monetaria utilizzata dalla Fed, la M2, è stata in media solo del 5,8% all'anno.

Ma se sui libri contabili della Fed il denaro stampato è salito rapidamente, quello nelle mani della gente si è incrementato lentamente. La spesa e l'inflazione sono state limitate, e la ripresa post-crisi è stata anemica, con un'inflazione persistentemente al di sotto dell'obiettivo della Fed. Al contrario, la crescita della massa monetaria cinese è esplosa nel 2009 e nel 2010, con una media del 23% all'anno. La Cina ha ottenuto una forte ripresa come risultato, ma anche un salto dell'inflazione, che è passata da meno 1,8% nel luglio 2009 al 6,5% nel luglio 2011.

Torniamo al febbraio 2020. Da quel mese, la quantità di denaro nell'economia statunitense, misurata dalla  M2, è aumentata di ben 4.000 miliardi di dollari, con  un aumento annuo del 26%, il più grande in percentuale dal 1943.

Il pericolo incombente per l'economia non è che le macchine offset della zecca abbiano lavorato a manetta dall'inizio della pandemia, ma che sono già impostate per fare il bis nel 2021. Un'impennata della massa monetaria per quest'anno è già garantita.
Vale la pena contare la lista delle misure politiche che hanno portato alla situazione attuale.

La prima e più grande fonte di crescita di M2 nel 2020 sono stati gli acquisti della Fed di Treasury (titoli del tesoro Usa, ndt) e di obbligazioni garantite da ipoteca. Quando la Fed compra tali titoli da soggetti non bancari, che è la sua pratica normale, dà al venditore un assegno o un pagamento, accreditato sul conto di deposito bancario del venditore. Questo aumenta la M2. Da marzo 2020 le quantità di Treasury e di titoli garantiti da ipoteca appartenenti alla Fed sono aumentate di quasi 3.000 miliardi di dollari. La M2 è aumentata all'incirca dello stesso importo.

La seconda maggiore fonte di crescita di M2 sono stati gli acquisti da parte delle banche commerciali di Treasury a breve termine e di altri titoli di debito, compresi quelli garantiti da ipoteca. Queste transazioni creano depositi nello stesso modo in cui lo fanno i nuovi prestiti, con il conto di deposito del venditore o del mutuatario che viene accreditato. Dall'inizio della pandemia, l'aumento dei depositi delle banche per  queste attività ha aggiunto quasi 1000 miliardi di dollari ai depositi e, quindi, alla M2.

La terza fonte dell'aumento di M2 è stato, da febbraio ad aprile 2020, l'improvviso prelievo di 800 miliardi di dollari sulle proprie linee di credito da parte delle aziende statunitensi. Questi fondi sono stati immediatamente accreditati sui conti di deposito delle imprese. Ma i finanziamenti bancari alle aziende  hanno virato verso il basso, tanto che il loro totale è diminuito dal picco di maggio, lasciando un saldo netto di 300 miliardi di dollari in aumento.
L'incremento di 4.000 miliardi di dollari in M2 è quindi il frutto di  3.000 miliardi di dollari di QE, l’allentamento quantitativo della Fed, più 1.000 miliardi di dollari di acquisti di titoli da parte delle banche e i 300 miliardi di dollari netti di nuovi prestiti aziendali.

La ragione dell'apparente discrepanza di 300 miliardi di dollari è che la Fed acquista alcuni dei suoi titoli dalle banche, un’operazione che non crea nuovi depositi ai fini della M2. Infatti, quando la Fed acquista titoli da una banca, il conto di riserva della banca presso la Fed viene accreditato. Il bilancio della Fed è così ampliato, ma per la banca la transazione è solo uno scambio da un tipo di attività a un altro: il portafoglio titoli è diminuito e le sue riserve presso la Fed sono aumentate, ma non c'è alcuna aggiunta ai depositi dei clienti, quindi la M2 rimane invariata.

L'esplosione di denaro negli Stati Uniti non è finita. Le riserve bancarie, attualmente 3200 miliardi di dollari, aumenteranno di circa 1400 miliardi quest'anno semplicemente grazie agli acquisti da parte della Fed di Treasury e obbligazioni ipotecarie, al ritmo promesso di 120 miliardi di dollari al mese. Inoltre, il Tesoro ha indicato nel suo Refunding Statement di febbraio che ridurrà il suo Conto Generale del Tesoro presso la Fed di circa 820 miliardi di dollari quest'anno. Questo denaro sarà speso attraverso programmi fiscali federali. Tutto ciò aumentà ulteriormente i depositi calcolati nella M2.

Quindi, si sa già che quest’anno l'offerta di denaro aumenterà probabilmente di almeno altri 2300 miliardi  di dollari. In altre parole, anche senza nuovi finanziamenti o ulteriori acquisti di titoli da parte delle banche, la massa monetaria M2 crescerà di quasi il 12% nel 2021. Una percentuale che è due volte più veloce del suo tasso di crescita medio dal 2000 al 2019. E' un tasso che annuncia guai, guai da inflazione.

Greenwood è capo economista alla Invesco di Londra. Hanke è professore di economia applicata alla Johns Hopkins University.