Il Tesoro stila la lista per cda Mps

di Luca Gualtieri 14/02/2020 02:00

Il Tesoro stila la lista per cda Mps
 
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La partita sul nuovo vertice del Montepaschi entrerà formalmente nel vivo la prossima settimana quando il Tesoro potrebbe attivare gli advisor per selezionare le candidature. L’attuale consiglio di amministrazione della banca senese guidata da Marco Morelli arriverà a scadenza il prossimo 6 aprile quando i soci (a partire dal Mef, oggi primo azionista al 68%) saranno chiamati a eleggere i nuovi amministratori. Lo statuto del Monte prevede che le liste debbano essere depositate al massimo 25 giorni prima dell’assemblea, cioé in questo caso entro giovedì 12 marzo.
La partita sarà complessa e andrà a intrecciarsi da un lato con la trattativa sulla cessione dei crediti deteriorati e, dall’altro lato, con le altre nomine pubbliche attese in primavera. Sul dossier, secondo quanto risulta a MF-Milano Finanza, dovrebbero lavorare alcune primarie società di head hunting come Spencer Stuart e Key2people che nei prossimi giorni per l’appunto potrebbero essere formalmente attivate.
Le caselle più delicate saranno quelle del presidente e dell’amministratore delegato. Stefania Bariatti è stata molto apprezzata dal mercato e dall’azionista di maggioranza nel ruolo ricoperto dal dicembre 2017, ma oggi a Roma c’è chi ritiene opportuno un ricambio in quella posizione. Più difficile fare previsioni sul futuro del ceo. In questi anni Morelli è stato non solo l’interlocutore delle autorità europee, ma anche il regista di uno sforzo industriale tutt’altro che banale. Sostituirlo insomma non sarebbe scelta semplice per il Mef che entro il 2021 (salvo proroghe) dovrà uscire dal capitale della banca, come previsto dagli accordi con Bruxelles. Vero però è che Morelli potrebbe scegliere di restare solo di fronte a un mandato chiaro e a un progetto industriale capace di creare valore. Tradotto: il Tesoro dovrà dimostrare di voler lavorare concretamente alla privatizzazione, senza perdere altro tempo.
Se però l’azionista decidesse di cambiare, molte sono le scelte possibili. I candidati esterni non mancherebbero e a Roma circola già qualche nome come quello di Alessandro Decio, ex Unicredit, poi ad di Sace. Decio che, fra l’altro, proprio nelle scorse settimane avrebbe rifiutato l’incarico di direttore generale della commissariata Popolare di Bari. Ma c’è chi ritiene che, in vista di un merger, una soluzione interna potrebbe essere più funzionale. Una scelta possibile in quest’ultimo caso potrebbe essere il cfo Andrea Rovellini che conosce bene la macchina del Monte.
Se insomma la partita è ancora aperta, tra le incognite va considerato anche l’esito della trattativa tra il Mef e la Commissione Ue sul nuovo piano di de-risking del Monte. Il piano, propedeutico alla privatizzazione, prevede la vendita di un portafoglio di crediti deteriorati da 9,7 miliardi, ma per il momento la Direzione Concorrenza (DgComp) non si è ancora espressa. (riproduzione riservata)