Il Dow Jones sopra quota 27.000 per la prima volta nella storia

11/07/2019 15:57

Il Dow Jones sopra quota 27.000 per la prima volta nella storia
 
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Wall Street ha aperto un'altra seduta in rialzo dopo il discorso in cui il presidente della Federal Reserve ha accennato a un possibile taglio dei tassi d'interesse nella riunione di fine mese. Durante la testimonianza di fronte al Congresso, Jerome Powell ha infatti dichiarato che le prospettive economiche statunitensi non sono migliorate nelle ultime settimane e ha evidenziato come un tasso d'inflazione debole potrebbe spingere la Fed ad aprire le porte a un allentamento della politica monetaria il 31 luglio.

L'indice Dow Jones sta guadagnando lo 0,43%, l'S&P 500 lo 0,23% e il Nasdaq Composite lo 0,22%. Il Dow JHones ha superato quota 27.000 per la prima volta nella storia.

L'ottimismo degli investitori non è stato minato dalla pubblicazione del tasso d'inflazione americano, la cui componente core ha registrato un aumento sui massimi da un anno e mezzo a giugno grazie ai solidi guadagni registrati nel settore dei beni e servizi. Il dato ha registrato la performance più forte da gennaio 2018 grazie all'aumento dei prezzi d'abbigliamento, di auto usate e camion, oltre a quelli degli arredi domestici. Questo incremento, seppur ottimistico, non dovrebbe tuttavia influire sulle aspettative dei tagli dei tassi d'interesse da parte della Federal Reserve alla fine del mese.

Nello specifico, l'inflazione negli Stati Uniti è salita a giugno dello 0,1% a livello mensile e dell'1,6% su base annuale. Il dato congiunturale ha superato lievemente il consenso degli economisti, che avevano previsto un valore invariato. L'indice dei prezzi al consumo core, attentamente monitorato dalla Fed, è invece cresciuto dello 0,3% mese su mese e del 2,1% anno su anno (+0,2% il consenso), mentre i prezzi dell'energia sono scesi del 2,3% mentre quelli dei generi alimentari sono rimasti immutati.

Tornando alla politica monetaria, il governatore della Banca centrale americana si recherà oggi al Senato per la seconda giornata di testimonianze, in cui risponderà a ulteriori domande relative alle prospettive economiche, ai tassi d'interesse e all'indipendenza della Fed.

Secondo David Kelly, chief global strategist di Jp Morgan Asset Management, la Federal Reserve "sta facendo un errore" con il taglio dei tassi d'interesse a fine luglio. "Il Governatore Jerome Powell ha ammesso che in realtà è la politica fiscale che stimola l'economia", e non la politica monetaria, spiega Kelly, rimarcando inoltre come "un'economia che gode di un tasso di disoccupazione del 3,7% non ha alcun bisogno" di essere supportata.

La fretta di ridurre il costo del denaro deriva dalla pressione politica esercitata da Trump sulla Fed. "Penso che la Banca centrale sia preoccupata che la propria indipendenza sia minacciata. Penso che tema di ricevere ulteriori critiche da parte della Casa Bianca", precisa l'analista. "La Fed sembra diventata troppo aggressiva. L'economia non sta andando male quanto si pensa e la Banca centrale finirà per dare troppi stimoli" monetari, conferma inoltre Scott Minerd, global chief investment officer di Guggenheim.

Sul fronte macroeconomico, le richieste settimanali di sussidi di disoccupazione negli Stati Uniti (dato destagionalizzato) sono scese di 13 mila unità a quota 209 mila (224 mila unità il consenso degli economisti contattati dal Wsj), sui livelli minimi da tre mesi. Il dato della scorsa settimana è stato rivisto al rialzo di mille unità, da 221 mila a 222 mila. Infine, la media mobile nelle ultime quattro settimane, considerata più attendibile dal mercato perché meno volatile, è a 219.250 unità, in calo di 3.250 unità rispetto al dato di sette giorni fa, rivisto anch'esso in aumento da 222.250 a 222.500.

Nel frattempo il cambio euro-dollaro sta viaggiando attorno a quota 1,1256 mentre sull'obbligazionario i rendimenti dei Treasury sono in lieve rialzo, con il T-Note decennale che sta trattando al 2,078% e quello biennale all'1,84%.