Il conto deposito lo fa lo Stato

di Luisa Leone 17/04/2020 02:00

Il conto deposito lo fa lo Stato
 
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Di patrimoniale non vuol sentir parlare Mario Turco, sottosegretario alla Presidenza dal Consiglio con delega agli investimenti e programmazione economica. Ma che i tempi siano duri non lo nega e in questa intervista con MF-Milano Finanza lancia il suo piano per l’autofinanziamento nazionale del debito pubblico.

Domanda. Sottosegretario Turco in Europa un accordo sugli eurobond non sembra alle viste, il debito uscirà molto appesantito dall’emergenza, a che Santo devono votarsi gli italiani?
Risposta. Confido nell’operato del presidente Conte e del Governo, che saprà valutare e sostenere le soluzioni migliori per gli italiani. Importante sarà comunque per l’Italia anche provare a realizzare un piano di autofinanziamento interno per accrescere la capacità di sostenere in maniera diretta e autonoma gli investimenti pubblici e l’economia reale, senza dover necessariamente dipendere dall’indebitamento esterno e internazionale.

D. Come?
R. Fondamentale sarà accelerare la costituzione di una banca pubblica d’investimento che possa, non solo finanziare direttamente opere grandi e piccole, ma anche ricevere dalle banche nazionali parte dei prestiti che queste possono contrarre con la Bce e attrarre il risparmio degli italiani.

D. Troppi chiamano in causa il risparmio in questi tempi bui, non è che ci ritroveremo con una patrimoniale?
R. Assolutamente no. Io penso al contrario di offrire una possibilità, del tutto volontaria, di ottenere una remunerazione dei propri risparmi. Gli interessi meglio darli agli italiani che ai mercati internazionali.

D. Difficile immaginare che 1.400 miliardi sui c/c si trasformino in altrettanti Btp.
R. Penso infatti a uno strumento alternativo al Btp, che intercetti quella parte di risparmio infruttifero degli italiani giacente sui conti correnti delle persone fisiche, escludendo gli investitori istituzionali. Si tratta di certificati di risparmio/pronti contro termine senza sottostante, a breve scadenza, prontamente svincolabili e con una remunerazione attrattiva. Da collocare tramite le banche nazionali e non negoziabili sui mercati regolamentati.

D. Una specie di conto deposito statale?
R. SÌ, si istituirebbero dei conti deposito statali, sottoscritti però non direttamente dai cittadini ma dalle stesse banche nazionali, che potrebbero farvi confluire il risparmio degli italiani, permettendo che diventi fruttifero. Dietro il riconoscimento di una commissione, ovviamente.

D. È una idea sul tavolo del governo?
R. Al momento è una mia idea, che sto approfondendo, anche perché il piano per l’autofinanziamento poggerebbe anche su altre gambe.

D. Quali?
R. Penso alla possibilità di creare una piattaforma per lo scambio di detrazioni e crediti fiscali tra soggetti commerciali, non la cessione a banche per intendersi, che potrebbe permettere a chi li vanta di ottenere subito liquidità a fronte di un piccolo sconto. Ma anche all’opportunità di allentare i vincoli di bilancio degli Enti locali per permettere loro di avere maggiori risorse da investire. (riproduzione riservata)