Il 53% delle imprese di costruzioni è pronto ad assumere

di Marco Capponi 16/10/2020 17:09

Il 53% delle imprese di costruzioni è pronto ad assumere
 
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Il settore delle costruzioni vuole ripartire dalle persone. Nonostante le forti difficoltà provocate dalla pandemia di Covid-19, che hanno interessato soprattutto i bilanci (il 62% delle aziende ha registrato un calo dei ricavi nel secondo trimestre del 2020), più di un'impresa su due (53%) sta pianificando nuove assunzioni. La fotografia emerge dall'Osservatorio Saie-Riparti Italia, in corso a Bologna Fiere dal 14 al 17 ottobre.

Secondo i risultati della ricerca, condotta tra un campione di aziende e imprenditori della filiera edile, per far fronte al periodo di complessità la soluzione non è quella di rinunciare alle persone. Servono soprattutto operai, specializzati e non (richiesti al 17%). Seguono impiegati (14%) e specialisti del settore digitale (4%).

E anche per quanto riguarda la forza lavoro assunta, gli imprenditori non intendono fare a meno della formazione interna: il 90% delle aziende sta continuando a implementarla, anche se in misura contenuta: la maggior parte degli intervistati (il 41%) ci investe "fino a 10 ore", mentre i casi che vanno oltre le 40 ore sono solo il 6%.

La pandemia ha accelerato anche la transizione verso un mondo più digitalizzato e tecnologico. Per questo, secondo la statistica, il 46% delle aziende dichiara di essersi avviata "molto" o "abbastanza" verso la digitalizzazione negli ultimi anni. Tre imprese su quattro sono inoltre attive nelle fasi di ricerca e sviluppo, anche se solo il 2% impiega in questo campo più del 40% del proprio fatturato.

Quanto al livello di preparazione di fronte all'imprevedibilità del coronavirus, più della metà degli imprenditori (il 54%) hanno affermato che gli investimenti fatti in passato si sono rivelati sufficienti per contrastare l'impatto del Covid. Per far fronte all'emergenza, sono state richieste alcune soluzioni rapite: per il 56% del campione si è trattato di piani di sicurezza per ridurre i rischi di contagio, per il 47% di smart e flex working, e per il 19% di formazione a distanza e investimento in nuove tecnologie.

Infine, un focus sulla sostenibilità: per la quasi totalità delle aziende (87%) nei piani di sviluppo devono essere incluse le tematiche green, soprattutto nell'ambito della riduzione dei consumi (53%), impatto ambientale (49%) ed ecosostenibilità dei prodotti (47%). (riproduzione riservata)