I ricavi core e il costo del rischio migliori del previsto portano Bper al top da inizio luglio in Borsa

di Francesca Gerosa 05/08/2022 11:15

I ricavi core e il costo del rischio migliori del previsto portano Bper al top da inizio luglio in Borsa
 
  ULTIMO   VAR
Spread 221,32
17.29.52

+5,70%

Vola il titolo Bper Banca a Piazza Affari (+8,97% a 1,5615 euro con un massimo intraday a 1,5885 euro, il top da inizio luglio) in scia ai risultati del secondo trimestre, al netto della contabilizzazione del badwill, superiori alle attese degli analisti grazie al margine d'interesse (+9% trimestre su trimestre), alle commissioni (+3%) e a un costo del rischio pari a circa 46 bps. I risultati operativi della banca non includono gli effetti dell'integrazione di Carige in quanto Bper ha inserito nei conti trimestrali solo il badwill (1,19 miliardi) derivante dall'acquisizione dell'istituto genovese, facendo balzare l'utile netto del periodo a 1,39 miliardi di euro.

Più di una sorpresa positiva dai conti del secondo trimestre 2022

Da capire i potenziali one off del secondo semestre 2022 in aggiunta al badwill registrato nel primo semestre e le tempistiche definitive per la fusione con Banca Carige. Equita Sim parla di sorpresa positiva sia a livello di margine di interesse sia di fees. In particolare, spiega la Sim, il margine di interesse, +9% trimestre su trimestre, ha beneficiato del maggiore volume dei prestiti (+2,5% trimestre su trimestre), del miglioramento dello spread commerciale (+8bps) e di una maggior contribuzione del portafoglio titoli. Mentre le fees a 463 milioni (+3% trimestre su trimestre) hanno mostrato un solido trend di crescita delle commissioni bancarie. Sorpresa positiva anche sugli accantonamenti per perdite su crediti a -104 milioni rispetto ai -127 milioni attesi con un costo del rischio in calo di oltre 10bps e un default rate allo 0,8%. Mentre il coefficiente patrimoniale Cet1 è sceso di -81bps trimestre su trimestre al 12,8% per l'impatto dell'acquisizione di Carige, ma è pari al 13,4% pro-forma post DTA.

Apprezzati dagli analisti i ricavi core, il costo del rischio e la cessione di Npl

Conti a parte, Bper ha avviato negoziazioni in esclusiva con Gardant per una partnership strategica sulla gestione degli Npl. L'accordo prevede la cessione di 2,5 miliardi di Npl (di cui 1 miliardo di Utp). Inoltre, attualmente la banca sta osservando una buona domanda di credito ed è molto attiva commercialmente. Tutto questo gli ha permesso di confermare la guidance: margine di interesse a 440-450 milioni per trimestre, fees a 490-500 milioni, costi -640 milioni. Bper non ha fornito aggiornamenti sul payout ratio, ma ha indicato che sarà maggiore rispetto al passato.

Equita Sim alza le stime, ma non il target price a 2,3 euro (rating hold)

Post risultati, Equita ha rivisto le stime di utile netto adjusted 2022: +36% a circa 470 milioni per scontare i maggiori ricavi e i minori accantonamenti per perdite su crediti e le stime 2023-2024 del +8%/+2% per il maggior margine di interesse. Nonostante il miglioramento delle stime, la Sim ha confermato il target price a 2,3 euro sul titolo Bper "per la maggior incertezza sullo scenario macro e la revisione delle assunzioni sui tassi. Questo anche se il titolo tratta su valutazioni compresse: multiplo prezzo/capitale tangibile sotto 0,25 volte, "ribadiamo il rating hold considerando le complessità che Bper dovrà affrontare nei prossimi anni, specialmente in relazione all'integrazione di Carige e alle iniziative del piano industriale, in un contesto economico maggiormente sfidante".

Citi non esclude un miglioramento delle stime del consenso

Viceversa, Citi ha confermato il rating buy e il prezzo obiettivo a 2,35 euro, apprezzando i forti ricavi core, che compensano i costi più elevati e il Cet1 più debole del previsto. Numeri e conferma della guidance a seguito dei quali Citi non esclude un miglioramento delle stime del consenso: "potrebbero aumentare a seconda dei tassi e di altre dinamiche, il management di Bper ha confermato l'impatto positivo di circa +15% sul margine di interesse da un +100 pb nella curva dei tassi. Vediamo, quindi, un aumento delle stime del consenso sui ricavi, che influirà positivamente sui profitti, e anche il consenso deve ancora incorporare pienamente i benefici dell'acquisizione di Carige. Citi ha anche apprezzato il tasso di insolvenza, rimasto basso allo 0,8% nel primo semestre, e il costo del rischio migliore del previsto a 46 punti base nel secondo trimestre (50 punti base nel primo semestre), prima dell'impatto della dismissione degli Npl. Bper ha una previsione di circa 50bp per il 2022. (riproduzione riservata)