I dati macro Usa deludono, Wall Street in rosso

15/05/2019 16:28

I dati macro Usa deludono, Wall Street in rosso
 
  ULTIMO   VAR
Ftse Mib 21.954,66
7.15.11

+1,01%

Dax 30 12.490,74
4.21.34

+1,64%

Dow Jones 27.349,19
7.01.59

+0,65%

Euro/Dollaro 1,1144
7.06.39

-0,05%

Spread 195,80
20.57.55

-5,00%

Apertura in calo per i listini azionari statunitensi dopo la pubblicazione dei macroeconomici relativi alle vendite al dettaglio e alla produzione industriale negli Usa, che hanno entrambi deluso le attese. Il Dow Jones sta lasciando sul terreno lo 0,7% l'S&P 500 lo 0,65% e il Nasdaq Composite lo 0,56%.

La produzione industriale negli Usa è scesa dello 0,5% a livello mensile ad aprile, deludendo le attese del consenso che si aspettavano un incremento dello 0,2%. Sempre ad aprile il tasso di utilizzo degli impianti si è attestato al 77,9%, anche in questo caso al di sotto delle stime al 78,8%.

Dopo la forte performance registrata nel 2018 il settore manifatturiero americano ha cominciato a rallentare all'inizio del 2019. Sebbene la produzione industriale rappresenti una piccola percentuale del prodotto interno lordo, il comparto è estremamente sensibile ai cambiamenti della domanda globale e, di conseguenza, assume una certa rilevanza per l'andamento dell'economia degli Stati Uniti in generale. Il manifatturiero Usa sembra essere fortemente influenzato dai "flussi commerciali internazionali, che rimangono un freno significativo dell'attivita' industriale" globale, afferma David Hensley di Jp Morgan.

Il dato sulle vendite al dettaglio è invece sceso dello 0,2%, deludendo le attese del consenso che aveva invece stimato un incremento dello 0,2%.
Nello stesso mese, escludendo la componente auto, le vendite sono invece aumentate dello 0,1%, anche in questo caso significativamente peggio del consenso che si attendeva una crescita dello 0,7%. Il dato sulle vendite al dettaglio di marzo è stato infine rivisto a +1,7%.

Sul valore hanno pesato soprattutto la diminuzione dell'attività dei concessionari di veicoli e dei negozi di ricambi auto. Tuttavia, anche le vendite in molte altre categorie hanno contribuito alla performance negativa. Tra queste emergono principalmente i negozi dei materiali da costruzione, i negozi di giardinaggio, oltre quelli di abbigliamento, di elettronica ed elettrodomestici.

Sul fronte commerciale, gli investitori restano cauti dopo che il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, non ha escluso la possibilità che i funzionari di Washington e Pechino possano raggiungere un accordo commerciale. In una serie di tweet, l'inquilino della Casa Bianca ha infatti evidenziato come i due Paesi potrebbero raggiungere una tregua nel prossimo futuro, evitando cosi' un ulteriore aumento delle tariffe. "Possiamo raggiungere un accordo con la Cina domani", ha scritto Trump, aggiungendo come gli Stati Uniti "concorderanno un'intesa al momento giusto".

Sul fronte cinese gli operatori sembrano invece reagire ai deboli dati macroeconomici e credono che il Governo attuerà nuove misure di stimolo per l'economia, afferma Sebastien Galy di Nordea Investment. Il Paese ha infatti registrato un rallentamento della produzione industriale, degli investimenti e delle vendite al dettaglio nel mese di aprile, ancor prima quindi dell'aumento dei dazi Usa contro Pechino, alimentando le preoccupazioni degli investitori sul peggioramento della performance economica del Paese asiatico.

Guardando al futuro secondo Liu Xuezhi, economista di Bank of Communications, le tensioni commerciali con gli Stati Uniti rimangono il più grande rischio per l'economia e quindi Pechino dovrà intensificare gli sforzi per stimolare la domanda interna. Se l'escalation del conflitto commerciale tra Washington e Pechino dovesse scaturire in una vera e propria guerra, l'espansione del prodotto interno lordo cinese scenderebbe sotto il 6% e il cambio usd/yuan arriverebbe a 7,2, afferma Wang Tao di Ubs.

In seguito ai recenti sviluppi, Pechino potrebbe decidere però di allentare la politica monetaria, incrementando le riserve di liquidità e tagliando i tassi di mercato, conclude l'esperta. Un accordo commerciale tra Stati Uniti e Cina sarebbe vantaggioso per l'economia di Pechino, nonostante "sia chiaro che molti danni sono già stati fatti" dalle tariffe, affermano gli esperti di Bny Mellon. "Le esportazioni cinesi stanno diminuendo" e l'attività industriale ha deluso ad aprile.

Inoltre, "la debole crescita delle vendite al dettaglio, sui minimi da 16 anni, evidenzia come l'impatto" delle tensioni commerciali "si stia riflettendo sull'andamento economico generale", sottolineano poi gli analisti. L'attenzione del mercato, per la giornata odierna, sarà inoltre rivolta alla pubblicazione della produzione industriale americana di aprile.

Sul fronte valutario, il cambio euro-dollaro sta trattando a 1,1190. Sull'obbligazionario, il rendimento del T-Note a due anni è del 2,147%, mentre quello del decennale è al 2,369%.