Germania in stallo, Milano in lieve rialzo

di Francesca Gerosa 14/02/2020 09:00

Germania in stallo, Milano in lieve rialzo
 
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Partenza in lieve rialzo per le borse europee, solo in parte turbate dalla prima stima sul pil del quarto trimestre della Germania che fotografa una vera e propria stagnazione. Mentre resta in primo piano l'aggiornamento sulle vittime del coronavirus. La locomotiva d'Europa ha registrato una variazione pari a zero rispetto al trimestre precedente. Su anno la crescita è stata dello 0,4%. Rivisto, però, a +0,2% da +0,1% il dato del terzo trimestre.

Un dato da confrontare con le attese degli economisti prospettavano per il quarto trimestre 2019 una crescita dello 0,1% a livello trimestrale e dello 0,2% a livello tendenziale. "L'economia tedesca continuerà a flirtare con la recessione nella prima metà di quest'anno", ha commentato Andrew Kenningham, capo economista europeo di Capital Economics. "Con lo stallo del prodotto interno lordo tedesco nell'ultimo trimestre del 2019, l'economia ha iniziato quest'anno con uno slancio ancora minore di quanto molti si aspettassero", ha continuato Kenningham.

Mentre alcuni sondaggi sulle imprese sono leggermente aumentati a gennaio, altri come l'indice Ifo sul clima economico sono scesi e "tutti sono coerenti con una stagnazione del pil nella migliore delle ipotesi", ha aggiunto l'esperto, sottolineando come questi sondaggi siano stati raccolti prima dell'epidemia di coronavirus, che potrebbe ridurre il pil nel primo trimestre data l'esposizione della Germania alle catene di approvvigionamento globali e alla domanda dalla Cina.

Dati macro negativi che lasciano l'euro vulnerabile a ulteriori cali. Al momento il cambio euro/dollaro scambia sotto 1,09 a 1,08407 (+0,02%). "L'euro tratta in calo nei confronti del dollaro dall'inizio di febbraio e potrebbe indebolirsi ulteriormente qualora i dati macroeconomici dell'Eurozona dovessero deludere le attese", hanno avvertito gli analisti di Commerzbank. 

In campo obbligazionario prevalgono le vendite anche sulla carta periferica come sui Btp, reduci dal rally delle ultime sedute. Lo spread Btp/Bund sale a quota 130,895 punti base mentre resta alta la tensione sul dossier giustizia. Ieri sera il Consiglio dei ministri ha approvato il disegno di legge di riforma del processo penale. Nel ddl è compreso il lodo Conte bis, l'accordo sulla riforma della prescrizione raggiunto da Pd, Leu e M5s malgrado il no di Italia Viva che ha disertato la riunione. Da qui lo scontro tra il premier, Giuseppe Conte, e Matteo Renzi che minaccia la tenuta della maggioranza.

L'indice Ftse Mib guadagna lo 0,18% a 24.937 punti. In evidenza Unipol (+4,31% a 5,154 euro) e UnipolSai (+3,5% a 2,58 euro) che hanno registrato nel 2019, rispettivamente, un utile pari a 1.087 milioni di euro (+73% anno su anno) e a 721 milioni (+3,2%). Li ha pubblicato ieri a mercato chiuso DoValue (+1,86% a 12,02 euro), mostrando nell'esercizio 2019 un risultato netto preliminare, esclusi gli oneri non ricorrenti, pari a 69,1 milioni di euro, in crescita del +32% rispetto a 52,3 milioni del 2018. Il risultato netto è, quindi, stato pari a 38,3 milioni, -24% rispetto ai 50,5 milioni nel 2018.

Conti a parte, Tim tira il fiato dopo il +3,65% di ieri: scambia a quota 0,5244 euro (-0,11%) con il fondo Kkr che ha bussato alla porta del colosso tlc, potrebbe essere il partner che affiancherà la società nei suoi investimenti sulle infrastrutture di rete, in fibra e in rame. L'accordo, scrive MF, tra le parti non è ancora stato siglato, ma sembra che l'intesa sia vicina.

Tim, che da settimane ha avviato uno scouting alla ricerca di soggetti pronti ad affiancarla nei futuri investimenti sulla rete, in particolare nel progetto di accordo con Open Fiber, spiega MF, avrebbe selezionato Kkr perché il private equity newyorkese avrebbe manifestato la disponibilità sia a scendere in campo nell'operazione Open Fiber, ma anche (e non in alternativa) a rilevare una quota di minoranza nella "rete secondaria", ossia il tratto finale che va dal Cabinet all'appartamento valutata, secondo Bloomberg, fra 7 e 7,5 miliardi. Un valore che corrisponde a poco più della metà del valore di bilancio dell'intera rete in rame di Tim (13 miliardi).

In ottica M&A occhio anche a Credem (+0,39% a 5,17 euro) che si sta guardando attorno, anche se non c'è nulla di definito sul tavolo. "Siamo disponibili a dialogare in una logica di consolidamento e il 2020, in questo senso, potrebbe essere l'anno giusto per vedere maturare qualcosa. Se non sarà così, però, nessun problema: abbiamo un posizionamento tale da poter continuare a crescere al meglio per linee interne come abbiamo fatto fino ad oggi", ha detto Nazzareno Gregori, direttore generale di Credem, in un'intervista.

Fatta eccezione per le banche in situazioni critiche (La Popolare di Bari), il radar è acceso a 360 gradi verso il segmento delle banche minori, in particolare di "istituti in salute, che insistano in territori in cui siamo meno presenti e nello stesso tempo con maggiori possibilità di sviluppo. Penso alla Lombardia, al Piemonte, alla Romagna o al Veneto, ad esempio", ha spiegato Gregori. Restano accesi i riflettori anche su Acsm-Agam (+0,82% a 2,46 euro) visto che, secondo fonti di stampa, Ascopiave (+0,12% a 4,34 euro) avrebbe acquistato ulteriori azioni dell'utility, salendo intorno al 5%. Si ricorda che di redente anche A2A (+0,68% a 1,8525 euro) ha acquistato il 4,1% dell'utility trevigiana. (riproduzione riservata)