Gas senza alternative: ecco perché il prezzo vola

di di Angela Zoppo 17/08/2022 00:14

Gas senza alternative: ecco perché il prezzo vola
 
  ULTIMO   VAR
Spread 242,24
17.29.49

+10,40%

Alla cartolina social di Ferragosto da Piombino, una fila di lettini su una spiaggia ripresa dall'alto con la scritta No rigassificatori a caratteri cubitali, fanno da contraltare i prezzi del gas arrivati a livelli da record storico e destinati a crescere ancora. Ieri l'asticella ha infranto un nuovo primato, con i future di settembre al Ttf di Amsterdam che hanno sfiorato i 250 euro a Mwh dai 220 euro di lunedì. È l'effetto combinato dell'aumento della domanda a causa della minore produzione di energia eolica e idrolettrica, e della contestuale riduzione dell'offerta da parte di Gazprom (- 35% da gennaio a luglio scorsi), che soffia sul fuoco dei prezzi facendo balenare uno scenario europeo a 392 euro a Mwh dal prossimo autunno. Pesano, inoltre, l'aumento dei prezzi spot del gas in Asia e il fermo di diversi impianti di produzione e trasporto in Norvegia per riparazioni già programmate. Schizzano anche i prezzi dell'elettricità in Germania e Francia, e l'Italia non fa eccezione, con il Pun (il prezzo unico nazionale) a ben 537,99 euro a Mwh, dopo aver toccato un massimo di 650. Secondo i dati appena pubblicati dal Gme, il Gestore del mercato elettrico, a luglio scorso i volumi di idroelettrico sono scesi di quasi il 27% anno su anno. Restano chiuse per lo scarso livello d'acqua, le centrali di Moncalieri, Ostiglia e Sermide.

Ma se i prezzi volano, l'ipotesi di un price cap europeo resta ancora a terra. Da quando anche il Consiglio europeo ha incaricato la Commissione di studiare un massimale tariffario per il gas importato, non si sono registrati passi avanti. «Il lavoro è in corso», fanno sapere da Bruxelles, «Stiamo esaminando diversi modelli e modi in cui un price cap potrebbe funzionare in una situazione d'interruzione del gas o situazioni di emergenza. Finora la Commissione non ha proposto un massimale tariffario». Non aiuta il fatto che dove è stato adottato non sembra funzionare. La Gran Bretagna, per esempio, sta registrando forti aumenti nelle bollette nonostante il tetto ai prezzi dei contratti energetici. Il nuovo price cap, valido per ottobre, sarà annunciato il 26 agosto. La Francia, che ha imposto un limitare del 4% ai rincari dell'elettricità a carico dei clienti finali, ha dovuto nazionalizzare Edf per far fronte alla misura. La Spagna, che ha adottato il tetto per prima in Ue, si ritrova ora a dover sovvenzionare gli impianti a combustibili fossili nel tentativo di abbassare i prezzi, che restano elevati, e sta pensando a nuove tasse per gli operatori energetici.

I rigassificatori, essenziali per diversificare i mercati di approvvigionamento e poter utilizzare più gnl (gas naturale liquefatto) stanno diventando sempre più una priorità, ma dalla caduta del governo Draghi sono diventati anche tema di campagna elettorale, tra il no dei 5 Stelle, il sì a tempo determinato del Pd, e Lega e Fratelli d'Italia che pur sposando la linea della diversificazione devono fare i conti con le diversità di vedute a livello d'amministrazioni locali.

Tra i casi più eclatanti c'è quello del rigassificatore galleggiante (Fsru, Floating storage and regasification unit)

che Snam dovrebbe collocare a Piombino, e per il quale il ministro della Transizione ecologica, Roberto Cingolani, ha deciso comunque di spingere sull'acceleratore esentandolo dalla procedura di Via, la valutazione d'impatto ambientale, in quanto il progetto rientra tra «le opere finalizzate all'incremento della capacità di rigassificazione nazionale», considerate strategiche per la sicurezza energetica del Paese. Cingolani lo ha scritto alla Commissione europea, assicurando che la Fsru sarà ormeggiata nel porto di Piombino per un periodo massimo di 3 anni e che nel frattempo «sarà individuato un sito per l'ubicazione offshore». Ma la Conferenza dei servizi si annuncia animata, e l'iter comunque travagliato, perché il sindaco di Piombino, Francesco Ferrari, ha già annunciato per settembre una mobilitazione pubblica coinvolgendo FdI, contestando le decisioni del commissario straordinario per il rigassificatore, Eugenio Giani. (riproduzione riservata)