Gas, a Bruxelles nessun accordo sul price cap. La Russia minaccia di tagliare le forniture

di Luca Carrello 24/11/2022 13:10

Gas, a Bruxelles nessun accordo sul price cap. La Russia minaccia di tagliare le forniture
 
  ULTIMO   VAR
Ftse Mib 24.277,49
23.50.16

+0,29%

Dax 30 14.370,72
23.50.16

+0,74%

Dow Jones 33.476,46
3.08.03

-0,90%

Nasdaq 11.004,62
23.50.16

-0,70%

Euro/Dollaro 1,0534
23.00.33

-0,20%

Spread 187,37
17.30.07

+0,23

Bocciato l’accordo sul tetto al prezzo del gas. A Bruxelles i ministri dell’Energia di quindici Paesi - tra cui Italia, Spagna e Francia - decidono di non aderire alla proposta della Commissione europea sul price cap a 275 euro. “Abbiamo terminato una riunione con gli altri Stati critici”, spiega il ministro dell'Ambiente e della sicurezza energetica, Gilberto Pichetto Fratin (qui il video): “Non aderiremo”. L’intesa potrebbe allora slittare a un successivo Consiglio straordinario dei ministri dell’Energia, che potrebbe tenersi l’11 o il 13 dicembre. 

Nel frattempo arrivano nuovi avvertimenti da parte della Russia, che minaccia il taglio delle forniture di gas e petrolio a chi imporrà un tetto alle due materie prime. Il prezzo del gas subisce così forti oscillazioni per via dell’incertezza intorno al price cap. Il 23 novembre, dopo un avvio in rialzo, il Ttf ad Amsterdam scende del 4,75%, a 123,45 euro al megawattora.

Cosa prevede la proposta della Commissione

Servono due condizioni affinché si attivi il meccanismo delineato da Bruxelles. Il prezzo del gas sulla borsa olandese deve oltrepassare i 275 euro al megawattora per almeno due settimane. Occorre inoltre che il costo della materia prima, per 10 giorni di fila, superi l’indice di riferimento del gas liquefatto di più di 58 euro. 

Da qui nascono le frizioni. Alcuni Stati membri, come Grecia e Polonia, definiscono uno “scherzo” un cap fissato a 275 euro. “Non è davvero un tetto. La crisi energetica sta scuotendo le famiglie e le imprese, e noi stiamo perdendo tempo prezioso senza risultati”, afferma il ministro dell'Ambiente e dell'Energia greco, Kostas Skrekas. L’omonimo olandese Rob Jetten, invece, definisce il price cap proposto dalla Commissione “dannoso per la sicurezza degli approvvigionamenti e la stabilità dei mercati finanziari”. 

La Germania si dice invece disponibile a trattare: "La proposta avanzata dalla Commissione è già una sorta di compromesso. Sono necessarie alcune modifiche minori, ma in generale va nella giusta direzione. Tuttavia, molti altri Stati membri non sono d'accordo: prendiamo queste critiche sul serio e siamo aperti a negoziare", dichiara il segretario di Stato per l'Economia, Sven Giegold.

L’ottimismo della Commissione

“Non ci fermeremo finché l'Ucraina non avrà prevalso sull'illegale e barbara guerra di Putin", è il commento di Ursula von der Leyen, presidente della Commissione europea. "Stiamo lavorando a tutta velocità al nono pacchetto di sanzioni - aggiunge - e approveremo molto presto un price cap sul petrolio russo con il G7 e gli altri principali alleati”. Nel frattempo, il Parlamento europeo approva un pacchetto da 18 miliardi di aiuti per Kiev. (riproduzione riservata)

Leggia anche: