Fineco, 2,75 miliardi di richieste per il bond perpetuo che rende il 5,875%

di Elena Dal Maso 11/07/2019 12:40

Fineco, 2,75 miliardi di richieste per il bond perpetuo che rende il 5,875%
 
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Dopo il roadshow internazionale dei giorni scorsi, FinecoBank, guidata dall'amministratore delegato Alessandro Foti, ha chiuso poco prima delle 13:00 di oggi il collocamento avviato questa mattina relativo ad un bond perpetuo AT1 da 300 milioni di euro. Secondo Bloomberg e Ifr, servizio di Refinitiv, le prime indicazioni di rendimento erano in area 6,5%, con le ore sono calate al 5,875%, grazie anche al buon periodo per le emissioni obbligazionarie. La cedola sarà staccata ogni sei mesi. Il bond prevede un’opzione call il 3 dicembre 2024. A fine mattinata, secondo quanto risulta a milanofinanza.it, le richieste da parte degli operatori internazionali sono state per 2,75 miliardi di euro, 9 volte l'emissione.

Si tratta di un'obbligazione subordinata di tipo AT1, un bond perpetuo che ha la caratteristica di partecipare all'assorbimento delle perdite della banca nel caso in cui gli indici patrimoniali delll'istituto scendessero sotto un certo livello. Da qui il riferimento al Tier 1, uno degli indici di patrimonializzazione più importanti per gli istituti bancari in Europa. I bond in questione sono di tipo perpetuo perché non vengono mai rimborsati se non, eventualmente, dopo un tot di anni prestabili a discrezione dell'emittente e non pagano alcuna cedola in caso di perdita. Nel caso di Fineco la finestra prevista per il richiamo è la call del 2 dicembere 2024.

Il rating di S&P nei confronti dell'emittente è BBB, per il bond BB-. L'emissione di questa nota di subordinato junior prevede un taglio minimo di 200 mila euro e la quotazione avverrà alla borsa di Dublino. Il tasso fisso che verrà stabilito alla fine del collocamento resterà tale fino alla prima call. Nel caso il bond non venga richiamato da Fineco Bank nel 2024, il tasso viene rivisto ogni 5 anni in base al valore del midswap a 5 anni più un margine iniziale (non in forma di step-up). La cedola, scrive Bloomberg, verrà stacata il 3 giugno e il 3 dicembre di ogni anno a partire dal 3 dicembre 2019 a meno che il Cet 1 dell'istituto non scenda sotto la soglia minima (trigger) di salvaguardia prevista dalla Bce, in questo caso al 5,125%.

Per l’operazione sono state incaricate Bnp Paribas, Ubs e UniCredit. Due giorni fa Unicredit ha ceduto, via accelerated bookbuilding, la partecipazione residua detenuta in FinecoBank. La banca guidata dall'amministratore delegato Jean Pierre Mustier ha incassato 1,099 miliardi di euro dalla vendita del 18,3% della partecipata al valore di 9,85 euro ciascuna. Il gruppo aveva ceduto il primo 17% l'8 maggio scorso a 9,8 euro.

Intanto l'hedge fund AQR, ben presente a Piazza Affari, da ieri ha aperto una posizione short sul titolo finecoBank per lo 0,5% del capitale, pari a 3,04 milioni di azioni. Lo riporta il terminale Bloomberg. Questa mattina il titolo FinecoBank scambiava debole, alle ore 12:40 sale dello 0,2% a 10,335 euro per azione.