Draghi non parla di politica monetaria, solo di mercato unico

di Francesca Gerosa 12/06/2019 11:00

Draghi non parla di politica monetaria, solo di mercato unico
 
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Nessun riferimento a temi di carattere macroeconomico o di politica monetaria, il presidente della Bce, Mario Draghi, intervenendo quest'oggi a Francoforte all'ottava conferenza dei Paesi dell'Europa centrale e orientale, ha solo rimarcato come il mercato unico abbia portato prosperità nei paesi dell'Europa centrale e orientale.

"Il mercato unico ha creato prosperità nei paesi dell'Europa centrale e orientale, specialmente per quelli nell'area euro, generando convergenza nel reddito pro capite. La Ue è stata una fonte di crescita e un'ancora di stabilità che ha permesso ai paesi della regione di ridurre il distacco con gli standard Ue", ha sottolineato il numero uno della Bce.

Tutte le economie di questi paesi hanno tratto beneficio, ha proseguito Draghi, dall'aumento del commercio grazie all'appartenenza al mercato unico e dagli anni '90, il commercio intra-Ue è aumentato in termini reali, anche a fronte dell'ingresso sul mercato globale delle economie emergenti. Il commercio ha a sua volta sostenuto la crescita della produttività e i paesi dell'Europa centrale e orientale sono stati capaci di accelerare il processo di assorbimento delle tecnologie dalle aziende alla frontiera della produttività, il che si è dimostrato un elemento chiave nel processo di convergenza.

Tuttavia, con l'insorgere della crisi, la crescita ha rallentato e si sono ridotti i guadagni di produttività. "Il rallentamento generale è ora sentito in tutte le economie della regione", ha osservato Draghi, "il che significa che nonostante i benefici del mercato unico e dell'euro, i modelli di business di questi paesi sono diventati vulnerabili agli shock al commercio internazionale e alle turbolenze finanziarie. I benefici dei mercato unico per una convergenza sostenuta devono, dunque, essere consolidati, implementando riforme per ottenere un modello di crescita più equilibrato e che è meno vulnerabile a cambiamenti nelle condizioni esterne come quelle emerse di recente".