Così il Nobel per l’Economia Joseph Stiglitz esamina i danni di un capitalismo senza limiti
Così il Nobel per l’Economia Joseph Stiglitz esamina i danni di un capitalismo senza limiti
Nella Lectio Cathedrae Magistralis all’Università Cattolica, il professore della Columbia University critica il modello economico che ha prevalso negli ultimi quarant’anni, favorendo l’aumento delle disuguaglianze sociali

di Marcello Bussi 24/05/2023 20:40

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«La concezione dell’economia di mercato che ha prevalso negli ultimi quarant’anni, il neoliberismo, non ha dato risultati positivi» nel perseguimento di una «società buona», rivelandosi «poco sostenibile dal punto di vista economico, sociale, politico e ambientale». Anziché determinare uno sviluppo economico equilibrato, con la crescita di reddito e ricchezza per tutti, ha soltanto contribuito a favorire «enormi disuguaglianze sociali». È uno dei passaggi centrali della Lectio Cathedrae Magistralis An economy for a just, free, and prosperous society, pronunciata mercoledì 24 maggio dal Premio Nobel per l’Economia 2001 Joseph Eugene Stiglitz in occasione dei due giorni di celebrazioni per gli ottant’anni del professore della Columbia University di New York promossi a Milano dall’Università Cattolica del Sacro Cuore.

La lezione di Papa Francesco

«Non possiamo non collegare la riflessione del professor Stiglitz a quella di Papa Francesco», ha dichiarato il rettore dell’Università Cattolica Franco Anelli. «Sia il Papa che Joseph Stiglitz, muovendo da presupposti differenti, convergono nel mettere in dubbio questa connessione: la disuguaglianza non è un destino ineluttabile delle nostre società ma è la conseguenza di determinate scelte pubbliche». Pertanto, aggiunge il rettore Anelli, «diventa urgente l’elaborazione di una razionalità economica che prenda in esame tutte le dimensioni dell’umano».

Secondo Stiglitz, «l’aumento delle diseguaglianze economiche e sociali che il neoliberismo ha favorito rappresenta l’antitesi di ciò che si potrebbe pensare come una buona società». Il Premio Nobel ha criticato quelli che definisce «i sostenitori del capitalismo senza vincoli», secondo cui è necessario «massimizzare la libertà economica e politica dell’individuo» e «limitare gli eccessivi interventi governativi».

Si tratta, avverte l’economista statunitense, di «affermazioni false». Per Stiglitz, infatti, «il capitalismo senza vincoli limita la libertà della maggior parte degli individui di realizzare pienamente il proprio potenziale. Il vero pericolo del neoliberismo è la distruzione dei valori e l’indebolimento delle libertà».

Una minaccia per la democrazia

Il capitalismo contemporaneo con i suoi eccessi e la mancanza di protezioni sufficienti per le fasce deboli della popolazione «sta minacciando la democrazia». Non solo. «L’ironia è che in un sistema così concepito, il capitalismo non può prosperare» poiché non ha la «fiducia» necessaria per il suo funzionamento. Una mancanza di fiducia che, di conseguenza, «rende quasi impossibile affrontare il cambiamento climatico con l’urgenza e la portata necessarie. È in gioco la salute e la sopravvivenza di milioni di persone, eppure potremmo non essere in grado di fare nulla». Insomma, «il capitalismo sta creando un tipologia di uomo che finirò per divorare lo stesso capitalismo» che «senza riforme potrebbe non essere sostenibile».

Ma per Stiglitz esiste un’alternativa e la chiama «capitalismo progressivo», una concezione dell’economia di mercato che offre la «promessa di un’economia prospera in una società giusta, libera, e inclusiva» e «comporta un migliore equilibrio tra Stato, mercato e società civile, con una serie di accordi istituzionali, tra cui cooperative e istituzioni no-profit».

Dunque, «il capitalismo progressivo può funzionare solo in uno Stato democratico; e uno Stato può essere veramente democratico solo con sistemi di pesi e contrappesi, che non funzionano se non ci sono adeguati sistemi di controllo».

Un modello economico dove centrale è anche il ruolo dell’educazione. «La buona scuola aiuta a essere liberi, permette di ragionare e di fare scelte consapevoli; la cattiva educazione cerca di indottrinare e inculcare ideologie, di affidarsi alla fede cieca e alla coercizione sociale». (riproduzione riservata)