Cloud di Stato, Fastweb batte Tim

di di Fabrizio Massaro 23/06/2022 00:14

Cloud di Stato, Fastweb batte Tim
 
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Finisce alla cordata di Fastweb e Aruba, che si appoggia all'infrastruttura tecnologica di Amazon, il maxi-appalto per la costituzione del cloud nazionale, il sistema informatico che dovrà rendere adeguata ai tempi e più sicura tutta la documentazione e l'attività della Pubblica Amministrazione, dalle Asl all'Inps, all'Agenzia delle Entrate ai Comuni, ai ministeri. Mercoledì sera il ministero per l'innovazione guidato da Vittorio Colao ha reso noto che ad aggiudicarsi la gara, partendo da una base d'asta di 4,4 miliardi, è stato il raggruppamento di imprese concorrente della cordata che era stata promotrice del progetto, ovvero Tim, Cdp Equity, Leonardo e Sogei, a loro volta basati sulle tecnologie di Google, Microsoft e Oracle. Era la cordata italiana contrapposta a quella estera, cosiddetta perché Fastweb è a controllo svizzero (anche se pure Tim ha una forte componente francese, quella di Vivendi, nell'azionariato).

Il ribasso d'asta di Fastweb-Aruba superiore a quello di Tim-Leonardo-Cdp-Sogei

Fastweb-Aruba si è aggiudicata l'offerta grazie a punteggi migliori nella parte tecnologica e a un vantaggio per lo Stato in quella economica: lo sconto offerto è stato del 39,19% mentre la cordata italiana aveva proposto uno sconto del 23,36%. In sostanza Fastweb ha chiesto 2,7-2,8 miliardi per coprire dieci anni di servizio cloud allo Stato italiano. La cordata Tim-Cdp-Leonardo-Sogei ne chiedeva 3,37 miliardi. In sostanza il risparmio per le casse pubbliche sarà di 1,7 miliardi di euro.

Il diritto di prelazione sull'offerta per il Cloud nazionale

Questo è comunque solo il primo round della partita. La procedura -affidata a Difesa Servizi spa, società in house del Ministero della Difesa in qualità di centrale di committenza- prevede un diritto di prelazione, alle stesse condizioni del soggetto aggiudicatario, che può essere esercitato dal soggetto promotore. Tim & co hanno così 15 giorni per pareggiare l'offerta economica e le caratteristiche tecniche del Cloud nazionale. Insomma è molto probabile che alla fine il «Polo strategico nazionale» (Psn) -questo il nome ufficiale- sarà gestito da una cordata al 60% in mano a soggetti pubblici nazionali (attraverso Cdp, Sogei e Leonardo). Gli esperti sono al lavoro per adeguare il progetto. In ogni caso il veicolo che vincerà sarà sottoposto alle regole del golden power, per evitare che i dati più rilevanti del Paese finiscano in mani straniere. Ma lo smacco è pesante, come ammettono fonti vicine alla cordata sconfitta. (riproduzione riservata)