Clessidra su Tema Sinergie, Il fondo della famiglia Pesenti partecipa all'asta del gruppo healthcare

di di Nicola Carosielli 23/09/2022 00:14

Clessidra su Tema Sinergie, Il fondo della famiglia Pesenti partecipa all'asta del gruppo healthcare
 
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Entra nel vivo il processo di vendita della maggioranza di Tema Sinergie, gruppo di Faenza (Ravenna) fondato nel 1985 e attivo nello sviluppo di soluzioni cliniche e sistemi tecnologici destinati ai settori che usano radiazioni ionizzanti come ospedali, industrie, università e istituti di ricerca. Secondo quanto appreso da MF-Milano Finanza pochi giorni fa si è conclusa la fase di offerte non vincolanti e sul tavolo dell'advisor Mediobanca sarebbero arrivate proposte da parte di alcuni importanti fondi e da un paio di operatori strategici. Tra queste spiccherebbe quella di Clessidra (che fa capo alla Italmobiliare della famiglia Pesenti), a cui seguirebbero anche quella dell'inglese Apax e della francese Ardian. Restano invece da comprendere le mosse del fondo Pai e di Astorg (inizialmente dati fra i potenziali partecipanti alla partita) così come quelle di Charme, il fondo guidato dal co-fondatore Matteo Montezemolo che l'anno scorso ha comprato i centri diagnostici Bianalisi.

Il processo ha richiamato numerosi operatori anche se probabilmente il numero di partecipanti si ridurrà nelle prossime settimane, quando sarà la volta di inviare le offerte vincolanti. Un così nutrito interesse non lascia però sorpresi gli addetti ai lavori, che riconoscono Tema Sinergie come un gioiello italiano nel comparto delle apparecchiature mediche.

Senza dimenticare il grande appeal suscitato dall'intero e più ampio comparto della sanità: nel 2021 il valore delle operazioni condotte dai grandi fondi nel settore sanitario hanno toccato la cifra record di 151 miliardi di dollari a livello globale, più che raddoppiando i 66 miliardi del 2020. Nel caso specifico, Tema Sinergie dovrebbe raggiungere un ebitda 2022 intorno ai 14 milioni di euro (su circa 70 milioni di fatturato), per cui il controvalore del deal dovrebbe strutturarsi a fronte di un enterprise value di circa 200 milioni di euro.

Questo dossier è l'ultimo di una serie di operazioni che animano da tempo il comparto healthcare in Italia, che ha registrato un boom dall'esplosione della pandemia. Recentemente si è chiusa l'acquisizione da parte di F2i su Althea, gruppo biomedicale ceduto da Permira per una valutazione superiore al miliardo, mentre ad aprile Exor è entrata nel gruppo delle cliniche Lifenet. Si attende, infine, la ripresa del processo su Dedalus, società dell'e-health messa in vendita da Ardian che potrebbe arrivare a valutazioni intorno ai 4 miliardi di euro. (riproduzione riservata)