Cina, Pmi servizi ai massimi da tre mesi, ma la Fed manda le borse in rosso. Ecco perché
Cina, Pmi servizi ai massimi da tre mesi, ma la Fed manda le borse in rosso. Ecco perché
La Reserve Bank of Australia mantiene i tassi al 4,35%, avvertendo: l’inflazione è resistente. A catalizzare l’attenzione dei mercati asiatici è anche tutta una serie di dati macroeconomici. Tra i principali, l’indice sui Pmi servizi in Cina sui massimi dagli ultimi tre mesi

di Rossella Savojardo 05/12/2023 06:37

Ftse Mib
32.591,01 10.45.44

-0,35%

Dax 30
17.574,72 10.45.46

+0,10%

Dow Jones
38.972,41 10.43.26

-0,25%

Nasdaq
16.035,30 7.25.12

+0,37%

Euro/Dollaro
1,0802 10.30.43

-0,41%

Spread
144,69 11.00.32

+0,44

Seduta in rosso per le borse asiatiche in scia al ridimensionamento delle scommesse su un taglio aggressivo dei tassi da parte della Federal Reserve il prossimo anno e alla serie di dati macroeconomici giunti nella regione. Alle 07:00 il Nikkei scivola dell’1,3%, Shanghai e lo Szse Component segnano rispettivamente un -0,7% e un -1,2%, mentre lo Hang Seng e il Kospi cedono l’1,2% e lo 0,74%. Anche i futures statunitensi sono in ribasso, dopo i cali di lunedì quando l’indice S&P 500 è sceso dai massimi da marzo 2022.

Dopo i massimi raggiunti nel corso della vigilia, viaggia stabile l’oro a quota 2.050 dollari l’oncia (+0,5%), mentre prosegue in cauto rialzo anche il petrolio con il Brent che tratta a 79 dollari al barile e il Wti a 73 dollari. 

L’inflazione di Tokyo scende sui minimi da luglio 2022

L’inflazione complessiva nella capitale giapponese, Tokyo, è aumentato del 2,6% a novembre, l’aumento più lento da luglio 2022. Ciò avviene dopo che il tasso di inflazione della capitale è salito al 3,3% in ottobre, dopo aver seguito un trend in gran parte discendente rispetto al picco di gennaio. I dati sull’inflazione di Tokyo sono in gran parte considerati un anticipatore delle tendenze a livello nazionale.

L’inflazione core, che esclude i prezzi degli alimenti freschi, è stata pari al 2,3%, inferiore alle aspettative del 2,4% e anch’essa in calo rispetto al 2,7% di ottobre.  I dati saranno tra i fattori che la BoJ esaminerà nel prossimo incontro del 18 e 19 dicembre. Con l’inflazione che ha superato l’obiettivo del 2% della BOJ per più di un anno, molti operatori di mercato si aspettano che la banca eliminerà gradualmente il suo massiccio stimolo all’economia nel 2024.

La Reserve Bank of Australia mantiene i tassi al 4,35% ma avverte: inflazione resistente

La banca centrale australiana ha mantenuto il tasso di riferimento al 4,35% nella riunione di dicembre, in linea con le aspettative degli economisti.  La banca ha spiegato che le «informazioni limitate» sull’economia nazionale pervenute dopo la riunione di novembre sono state in linea con le aspettative. La banca ha osservato che la lettura dell’inflazione di ottobre ha mostrato che il carovita si è attenuato, ma non ha fornito molte più informazioni sull’inflazione da servizi. La Rba ha inoltre sottolineato che, nonostante ci siano stati segnali incoraggianti sull’inflazione dei beni all’estero, l’indice dei prezzi sui servizi è rimasto persistente.

Il Pmi servizi di Caixin Cina sale ai livelli più alti da agosto

L’indice Caixin China relativo al comparto dei servizi è salito ai massimi degli ultimi tre mesi a novembre, discostandosi dalla lettura ufficiale del Pmi cinese che mostrava una contrazione. L’indice si è attestato a 51,5 nel mese in aumento da 50,4 di ottobre e 50,2 di settembre. Il sottoindice ufficiale Pmi cinese dei servizi non manifatturieri pubblicato la scorsa settimana, si è attestato a 49,3 a novembre, mostrando una contrazione per la prima volta da dicembre 2022.

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