Cassa Centrale al bivio Carige

di Luca Gualtieri 23/02/2021 02:00

Cassa Centrale al bivio Carige
 
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Il vertice di Carige e del principale azionista (il Fondo interbancario di tutela dei depositi, che detiene l’80% del capitale) attende di conoscere la decisione di Cassa Centrale. Il gruppo cooperativo presieduto da Giorgio Fracalossi non ha ancora sciolto la riserva sull’opzione di acquisto che, se esercitata, gli consentirebbe di arrivare vicino al 90% dell’istituto genovese. La scelta però potrebbe ormai essere imminente. Questa è l’indicazione che ieri il dg di Ccb, Mario Sartori, ha fornito ai sindacati interni nel corso di un vertice. Il banchiere ha dichiarato che «il gruppo sta accelerando il processo di valutazione del dossier prima di prendere una decisione che sarà preventivamente condivisa con le bcc», spiega una nota della Fabi. Occorre peraltro ricordare che in questi mesi Cassa Centrale è stata sottoposta al primo comprehensive assestment di Bce, i cui risultati saranno resi noti tra non molto. Ieri comunque Sartori ha spiegato che l’esame sta andando positivamente e che il piano strategico verrà aggiornato a breve, alla luce delle previsioni macroeconomiche sul deterioramento del credito.
Tornando a Carige, con il salvataggio del 2019 Ccb è entrata nel capitale della banca da socio industriale con una partecipazione dell’8,34%. La quota potrebbe però balzare all’88,3% nel caso in cui venisse esercitare l’opzione di acquisto sui titoli oggi in pancia al Fitd. Il confronto tra i due azionisti si è aperto alla fine dell’anno scorso ma da qualche settimana è entrato nella fase finale. Chiusa la doppia due diligence sui conti di Carige, infatti, sul tavolo ci sono tutti i numeri per arrivare a una decisione, anche se per il momento le posizioni appaiono distanti.
Come riportato da MF-Milano Finanza, secondo Cassa Centrale la pandemia ha modificato notevolmente il contesto dell’operazione, rendendo inattuali i termini dell’accordo raggiunto alla fine del 2019. Ecco perché oggi il gruppo cooperativo starebbe chiedendo uno sconto del prezzo di esercizio e soprattutto un’iniezione di equity fresco nelle casse della banca genovese. Le nuove risorse dovrebbero essere messe a disposizione dal Fitd, che però non sembra particolarmente disponibile a un nuovo, consistente rabbocco. Il veicolo presieduto da Salvatore Maccarone e diretto da Alfredo Pallini si è infatti già fatto carico del precedente rafforzamento patrimoniale ed esce dall’impegnativo intervento sulla Popolare di Bari. Non solo. Lo statuto è stato appena modificato per porre paletti precisi agli interventi preventivi nel capitale degli istituti di credito. Se insomma le richieste di Ccb sono state sinora accolte con freddezza, la trattativa va avanti e potrebbe arrivare a uno snodo decisivo nelle prossime settimane. Ieri intanto l’assemblea di Carige ha nominato Giuseppe Boccuzzi presidente e Paolo Ravà vice presidente su candidatura del Fitd. Sempre ieri è emerso che l’ex amministratore delegato Paolo Fiorentino è indagato per aggiotaggio dalla procura di Milano in relazione alla semestrale del 2018. Il pm Paolo Filippini è in attesa di una informativa conclusiva del nucleo speciale di polizia valutaria della Gdf, in vista della chiusura dell’inchiesta (riproduzione riservata)