Il Btp Italia ha reso il 9% in 12 mesi. Arriva lo stacco cedola del titolo maggio 2025 indicizzato all’inflazione
Il Btp Italia ha reso il 9% in 12 mesi. Arriva lo stacco cedola del titolo maggio 2025 indicizzato all’inflazione
Il risultato è frutto del tasso cedolare reale annuo all’1,4% (0,72% in questo semestre) più l’indicizzazione semestrale del titolo al carovita (4,1%). Ecco quanto ha ricevuto nell’ultimo anno, al netto della tassazione al 12,5%, chi ha investito il lotto minimo da 1.000 euro

di Marco Capponi e Alberto Mapelli 26/05/2023 08:00

Ftse Mib
33.643,68 16.14.55

+1,27%

Dax 30
18.179,62 16.14.53

+0,62%

Dow Jones
38.988,88 16.19.50

+0,40%

Nasdaq
17.840,05 16.14.56

-0,12%

Euro/Dollaro
1,0724 15.59.44

-0,23%

Spread
152,23 16.29.49

-2,38

A pochi giorni dall’emissione dell’attesissimo Btp Valore per i risparmiatori che hanno investito nel Btp Italia con scadenza 26 maggio 2025 (quello lanciato a fine maggio 2020 nel pieno della prima fase, la più dura, di pandemia da Covid-19) è tempo di riscuotere la cedola semestrale. Il relativo importo lordo, comprensivo del tasso cedolare reale semestrale (0,7287%, quindi 1,4% circa annuo) e dell’indicizzazione del titolo all’inflazione di periodo in Italia (4,096%), è del 4,8247% per il semestre cedolare appena concluso.

Quanto incassa chi ha investito 1.000 euro

Questo significa che, per ogni mille euro investiti in questa obbligazione, oggi si incasseranno 48,25 euro lordi. La tassazione, come per ogni titolo di Stato, è fissata al 12,5%. Nelle tasche dei possessori del Btp Italia con scadenza maggio 2025, quindi, entreranno 42,2 euro netti ogni mille euro investiti. Considerando le ultime due cedole, i possessori del Btp Italia con scadenza maggio 2025 hanno goduto di un rendimento annuo lordo che sfiora il 9% (8,98%) grazie all’inflazione indotta dai rincari dell’energia e delle materie prime. Ogni 1.000 euro investiti gli obbligazionisti hanno incassato negli ultimi 12 mesi 78,57 euro netti (pari a 89,80 euro lordi). L’ammontare delle prossime cedole dipenderà dall’andamento dell’inflazione.

Le altre cedole dell’anno

Nell’ultimo anno, però, il Btp Italia con scadenza maggio 2025 non è quello che ha reso di più tra i titoli indicizzati all’inflazione. Ben cinque Btp Italia ancora attivi hanno reso oltre il 9%. Dell’incasso delle ultime due cedole più alto ne hanno beneficiato i possessori della nona emissione del Btp Italia con scadenza aprile 2024. Nel complesso hanno goduto di un rendimento lordo annuo del 9,73% che si traduce in 97,34 euro lordi e 85,17 euro netti ogni mille euro investiti. Sul podio il Btp Italia scaduto ad aprile 2023 (9,57% di rendimento annuo lordo) e il Btp Italia con scadenza 28 ottobre 2027 (9,49%).

L’emissione dei record

Il Btp Italia con scadenza maggio 2025 è già passato alla storia come emissione dei record. Arrivata in piena emergenza Covid-19 e pensata proprio per finanziare le spese ingenti sostenute per contrastare la pandemia (si usciva in quel momento dalla fase dei lockdown duri), riuscì a richiamare 384.712 contratti, pari a una raccolta di 22,3 miliardi. Si è trattato di un Btp Italia particolare, dimostrando la flessibilità di questi strumenti. La scadenza è stata infatti fissata a cinque anni, esperimento poi ripetuto solo nell’emissione del 2023, e il premio fedeltà è stato raddoppiato allo 0,8%. (riproduzione riservata)