Bce, per i money manager manterrà una politica monetaria accomodante

di Rossella Savojardo 21/07/2021 19:04

Bce, per i money manager manterrà una politica monetaria accomodante
 
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Con i principali mercati europei già chiusi, i fari sono puntati sulla riunione della Banca centrale europea in calendario per domani. La presentazione della strategy review di due settimane fa è stata vista come un non-event dal mercato. L'opinione prevalente, come spiega Pasquale Diana, senior macro economist di AcomeA, è che la review renda ufficiale ciò che si sospettava da tempo (il target era già de facto 2%, non "poco sotto il 2%"), e i cambiamenti all'indice di inflazione sono lontani nel tempo. La critica più comune è che la trasparenza riguardo al target di inflazione è benvenuta, ma la mancanza di dettagli su come raggiungere un obiettivo del 2% è stata una delusione.  

In vista della riunione trimestrale di politica monetaria di domani, gli esperti di La Française, si aspettano che la Banca centrale ridefinisca la sua forward guidance per allinearla alla revisione strategica e che questa vada verso una posizione monetaria più accomodante, tenendo conto del nuovo obiettivo di inflazione del 2% (invece che "vicino ma al di sotto del 2%") e del fatto che sarà tollerata un'inflazione moderatamente superiore al 2%. Inoltre, "ci attendiamo che la Bce insista sulla necessità di avere una risposta forte e persistente quando i tassi sono sul limite inferiore", continuano gli analisti, secondo i quali una dichiarazione introduttiva dovrebbe evolvere verso una "dichiarazione di politica monetaria più narrativa e più concisa". 

Secondo questi ultimi, non emergeranno chiarimenti sulla fine del programma di acquisto di emergenza pandemico (Pepp) né sul potenziale aumento del programma di acquisto di asset (App) dopo marzo 2022. In base alle previsioni, queste decisioni saranno lasciate alla riunione di settembre o al forum della Bce a Sintra del 28 e 29 settembre. "Riteniamo poi probabile", continuano gli analisti, che la Bce mantenga un tono cauto sul fronte economico, a causa delle preoccupazioni sulla variante delta del Covid-19. Nel complesso, ci aspettiamo che il Banca adotti una posizione dovish, ma la reazione del mercato potrebbe essere relativamente limitata, considerando che è già incorporata nei prezzi".  Anche secondo le analisi di Hsbc, "le condizioni di credito favorevoli non sono una condizione sufficiente per sollevare l'inflazione al (nuovo) obiettivo di inflazione del 2% della Bce e, pertanto, nella prima decisione politica post-revisione della Banca centrale, si vedrà probabilmente una guidance accomodante "più forte", forse con il segnale che non ci saranno aumenti dei tassi fino alla fine del 2023". (riproduzione riservata)