Le Maire: riorganizzare le produzioni di Stellantis. Ferrari? Peccato che non partecipi

di Francesca Gerosa 11/06/2021 12:50

Le Maire: riorganizzare le produzioni di Stellantis. Ferrari? Peccato che non partecipi
 
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La nascita di Stellantis è "una delle fusioni più belle del mondo". Così il ministro dell'Economia francese, Bruno Le Maire, intervenuto oggi al terzo Forum economico Italia-Francia, organizzato da Confindustria e Medef. Stellantis, di cui lo Stato francese controlla il 6% circa del capitale, avrà bisogno di un'accelerazione degli investimenti e bisognerà riorganizzare le produzioni che troppo spesso sono state delocalizzate.

In particolare, ha spiegato, bisogna riorganizzare la produzione sia in Francia sia in Italia, "ci sarà bisogno di un'accelerazione degli investimenti" per la transizione all'elettrico, "vogliamo accompagnare il gruppo per riorganizzare produzioni troppo spesso delocalizzate", ha spiegato Le Maire, dispiaciuto soltanto che la Ferrari non partecipi a tutto questo.

"Una delle fusioni più belle del mondo è stata quella tra il gruppo Psa e Fca, ma mi dispiace che la Ferrari non partecipi. Ho capito gli amici italiani vogliono tenersi per loro la Ferrari: ha modelli magnifici", ha affermato il ministro dell'Economia francese, aggiungendo che "i semiconduttori sono i carburanti del 21esimo secolo. Se vogliamo mantenere un'industria indipendente dobbiamo avere dei semiconduttori di natura mondiale".

Dall'auto allo spazio. "È bene avere una strategia comune Italia-Francia-Germania per un unico lanciatore" spaziale, ha indicato Le Maire, usando parole di elogio sia per l'italiano Vega di Avio sia per Ariane ma ha puntualizzato: "vogliamo farci la guerra sui lanciatori o vogliamo collaborare? Io credo sia meglio collaborare", soprattutto in un periodo di uscita dalla crisi, "un momento entusiasmante" ma "anche pericoloso" perché bisogna accompagnare "l'uscita dalla crisi".

Finora le scelte fatte dall'Europa sono state "efficaci e strategiche". Sul fronte del debito, per Le Maire, è stato reinventato il "Whatever it takes" di Mario Draghi. "Questo momento d'uscita della crisi si basa su tre parole: la fierezza, l'ambizione e la solidarietà", ha sottolineato, dicendosi "fiero" del modo in cui l'Europa ha affrontato la crisi perché "le scelte strategiche fatte sono state buone" come quella sui vaccini o sul fatto di aver messo in comune il debito. Poi l'ambizione, "dobbiamo chiedere ciò che vogliamo nell'uscita dalla crisi".

Occorre "accelerare sull'unione bancaria, sull'unione dei capitali e sull'euro digitale come moneta di riferimento internazionale", ha suggerito il ministro francese, avvertendo che "il nazionalismo è nemico dell'innovazione". Occorre "lavorare collettivamente e riunendo nuove forze, la battaglia va portata avanti insieme", ha concluso.

In borsa al momento il titolo Stellantis sale dello 0,94% a 17,16 euro. Gli incontri tra i vertici del gruppo e quelli del governo italiano, come riportato da MF-Milano Finanza, si sono intensificati negli ultimi giorni. I temi di discussione riguardano il rimborso del prestito erogato da Intesa Sanpaolo con garanzia Sace, il monitoraggio degli investimenti in Italia da 5 miliardi promessi da Fca nel 2018 e la possibilità di ricevere contributi pubblici tra 0,6 e 1,8 miliardi per la creazione di una fabbrica per la produzione di batterie in Italia. Una decisione su quest'ultimo tema è attesa entro l'anno.

Laa notizia più importante riguarda la creazione della fabbrica per la produzione di batterie in Italia, in quanto l’elettrificazione è il principale argomento di dibattito del settore sia nel breve sia nel lungo termine. Attualmente Stellantis ha due progetti per la creazione di due fabbriche per la produzione di batterie (una in Francia e una in Germania) con una capacità totale di circa 50GWh. 

Con questa capacità, alcuni analisti ritengono che il gruppo possa elettrificare circa il 20% dei suoi volumi europei. Con i fondi pubblici citati in precedenza (0,6/1,8 miliardi), Stellantis potrebbe aggiungere capacità per  almeno 6/18GWh e pertanto arrivare a elettrificare quasi il 30% dei suoi volumi europei. La localizzazione della fabbrica in Italia è importante per la prossimità agli impianti di produzione auto, che garantirebbe buona competitività sul tema dei costi della logistica. (riproduzione riservata)