La Cina inizia a sentire il tapering, Asia debole

di Elena Dal Maso 11/06/2021 07:20

La Cina inizia a sentire il tapering, Asia debole
 
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Con il rendimento del T bond Usa decennale sceso ai minimi degli ultimi tre mesi all'1,443%, oggi l'indice Asia Dow guadagna lo 0,29% alle ore 7:20 italiane. A spingere gli acquisti, il fatto che gli investitori hanno abbiano visto abbastanza fattori una tantum nei dati sui prezzi al consumo statunitensi per sostenere la convinzione che la Federal Reserve ritenga l'aumento dell'inflazione transitorio.

Il Nikkei viaggia sotto la parità, l'Hang Seng sale dello 0,34% e Shanghai cede lo 0,29%, con l'oro che sfonda quota 1.900 dollari l'oncia e il petrolio Wti americano che fa una pausa e scende a 70,02 dollari il barile. A pesare, invece, sul sentiment in Cina, la notizia che la crescita delle erogazioni è rallentata a maggio guidata dalla PboC e le persistenti preoccupazioni per le valutazioni elevate dei titoli. 

Anche il rendimento del Treasury a 30 anni è sceso, attestandosi al 2,1270%, il livello più basso dal 26 febbraio, così pure è calato lo spread tra il rendimento dei titoli a 2 e 10 anni che ha raggiunto il livello più basso dalla fine di febbraio, con le aspettative di inflazione attenuate. Le valute sono poco mosse, con l'euro che passa di mano a 1,2188, lo yen a 109,42, la sterlina a 1,4178 e i future su Wall Street in leggero rialzo dopo che ieri gli Stati Uniti sono saliti ai massimi storici, con l'S&P 500 che ha guadagnato lo 0,47% a 4.239,18, il Dow Jones Industrial Average è aumentato dello 0,06% e il Nasdaq Composite ha guadagnato lo 0,78%.

Alcuni economisti ritengono che l'aumento dell'inflazione rifletta aggiustamenti a breve termine relativi a una riapertura dell'economia e molti investitori sembrano essere fiduciosi che la Fed stia gestendo abilmente in rimbalzo della crescita economica, anche se rimangono dubbi su come definire l'aggettivo "transitorio".

I dati delle ultime ore hanno mostrato che l'indice dei prezzi al consumo degli Stati Uniti ha registrato il suo maggiore aumento su base annua (+5%) da agosto 2008, dopo un +4,2% di aprile. Tuttavia, ci sono stati forti contributi dagli aumenti a breve termine dei prezzi dei biglietti aerei e delle auto usate, che hanno sollevato alcuni dubbi sulle pressioni inflazionistiche sottostanti.

Allo stesso tempo, i dati del Dipartimento del Lavoro degli Stati Uniti hanno indicato il livello più basso di nuove richieste di sussidi di disoccupazione da quasi 15 mesi la scorsa settimana. "Abbiamo davanti a noi una lunga serie di prove che l'inflazione non è solo in aumento, ma è più di un semplice effetti di base transitori", ha avvertito Rob Carnell, capo economista dell'Asia-Pacifico presso Ing a Singapore. 

Tornando alla Cina, l'ampia crescita del credito ha continuato a rallentare a maggio, dal momento che la banca centrale del Paese cerca di contenere l'aumento del debito nella seconda economia mondiale. "A causa della forte domanda esterna, l'impatto negativo della decelerazione del credito dovrebbe essere accettabile nei prossimi tre-sei mesi, principalmente grazie alla forte domanda dagli Stati Uniti", ha scritto Larry Hu, economista di Macquarie a Hong Kong. "Ma una volta che la domanda dagli Usa sarà tornata alla normalità, penso che l'economia cinese sentirà il vero effetto della stretta creditizia", ha concluso l'esperto. (riproduzione riservata)