Lo smart working crea straordinari sommersi, ancora tensioni sindacali in doValue

di Giulia Talone 10/06/2021 18:54

Lo smart working crea straordinari sommersi, ancora tensioni sindacali in doValue
 
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Continuano le tensioni sindacali in casa doValue. Dopo lo sciopero dei lavoratori di fine maggio e il blocco delle relazioni industriali annunciato due giorni fa, i sindacati nazionali del credito Fabi, First-Cisl, Fisac-Cgil, Uilca e Unisin tornano a farsi sentire. "Un'azienda che vuole disintermediare il sindacato è un'azienda che non ha interesse nei confronti dei suoi dipendenti, che non ha a cuore il benessere e la valorizzazione del personale e che, al contrario, punta tutto su logiche di profitto legate al mero contenimento dei costi e, pertanto, priva di una visione prospettica", hanno dichiarato le segreterie nazionali in un comunicato congiunto.

"DoValue, che si dice interessato a una crescita responsabile e sostenibile, dovrebbe spiegarci verso chi intende adottare questa politica e perché tale strategia tagli completamente fuori il personale che pur contribuisce, in modo determinante, ai crescenti risultati economici raggiunti dall'azienda". Per i sindacato "c'è un'assoluta e urgente necessità di un cambio di passo" sia da parte dei responsabili del personale e delle relazioni industriali che dall’amministratore delegato Andrea Mangoni. Fino a quando il management non metterà al centro della strategia i lavoratori e il rapporto con i sindacati, le segreterie sono pronte "a denunciare in ogni sede il perdurare di questo miope quanto irresponsabile atteggiamento dell'azienda ed ogni elusione delle norme di legge e di contratto".

A scatenare le tensioni e il blocco delle relazioni industriali c'è il fatto che, a detta dei sindacati, nella società di gestione del credito deteriorato persiste un "perenne piano di ristrutturazione del gruppo, che prevede periodiche operazioni di contenimento dei costi del personale anche con la chiusura di filiali storiche". I lavoratori hanno denunciato "carichi di lavoro insostenibili" con potenziali aumenti dei rischi operativi. "Lo straordinario sommerso dello smart worker è diventata una prassi pericolosa e l'azienda, chiamata in Abi per discutere sulle possibili soluzioni ai problemi evidenziati nelle sedi deputate, ha declinato l'invito non presentandosi al tavolo".

A Piazza Affari il titolo si è mostrato indifferente ai contrasti tra il management e i dipendenti e ha chiuso in rialzo dello 0,70% a 10,02 euro. (riproduzione riservata)