Ubp, nella nuova fase rialzista dell'oro privilegiare le azioni aurifere

di Paola Valentini 16/10/2020 17:20

Ubp, nella nuova fase rialzista dell'oro privilegiare le azioni aurifere
 
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Nonostante la correzione avvenuta nelle scorse settimane, Ubp resta convinto che l'oro attraversi tuttora un prolungato ciclo rialzista che dovrebbe riprendere slancio nel quadro dell'attuazione di nuove misure di stimolo a inizio 2021.

Intanto in questi ultimi giorni i timori di nuovi lockdown alla luce dell'evoluzione dei contagi da Covid-19, sta facendo salire il metallo giallo che al momento resta sopra 1.910 dollari l'oncia.

Questa estate, a inizio agosto l'oro aveva raggiunto il massimo storico oltre quota 2.050 dollari, poi nel corso del mese di settembre ha ritracciato arrivano a metà settembre sotto i 1.870 dollari. "La pausa offre agli investitori l'opportunità non solo di continuare a costruire posizioni sul metallo fisico dopo il forte rally dai minimi di marzo 2020, ma anche di tornare a concentrarsi sul settore dell'estrazione aurifera che dovrebbe beneficiare di molteplici driver di performance tra cui l'aumento del prezzo dell'oro", affermano Norman Villamin, capo degli investimenti del wealth management, e Peter Kinsella, global head of forex strategy di Union Bancaire Privée (Ubp).

Per capire la dinamica bisogna risalire al mercato orso dell'oro del periodo 2012-18 che ha innescato non solo un consolidamento ma anche una trasformazione del settore. "Questo ha determinato un calo dei costi di produzione da un massimo di 1.200 dollari l'oncia nel 2013-14 ai circa 900 dollari l'oncia attuali, oltre il 50% in meno del prezzo spot corrente dell'oro", ricordano i due esperti.

Tale evoluzione, spiega Ubp, è stata sostenuta dalla flessione di lungo periodo del prezzo dell'energia iniziata nel 2014, quando l'Arabia Saudita ha dato inizio alla prima delle due guerre dei prezzi per contenere la produzione dei produttori di greggio ad alto costo. "Con l'Arabia Saudita che continua a portare avanti i suoi sforzi su questo fronte e la prospettiva del movimento green che spinge la domanda al ribasso, il contenimento dei costi energetici dovrebbe continuare ad interessare questo segmento in futuro", spiegano Villamin e Kinsella.

E grazie alla combinazione di aumento dei prezzi dell'oro e di riduzione dei costi dell'energia, i margini del settore hanno già raggiunto i livelli visti in occasione dei picchi precedenti. "Nei prossimi trimestri dovremmo assistere a un ulteriore catalizzatore degli utili. Il settore estrattivo è stato particolarmente colpito dal lockdown di inizio 2020. La chiusura delle miniere in seguito alla diffusione del Covid-19 ha comportato uno stallo della produzione, vendite limitate e una crescita modesta degli utili. Con la progressiva riapertura delle miniere tra fine luglio e agosto, la prossima tornata di trimestrali dovrebbe consentire alla crescita dei volumi di diventare driver della nuova espansione degli utili del settore nei trimestri a venire, assieme ai margini ampi e ai prezzi elevati", prevedono Villamin e Kinsella.

Oltre alla ripresa della produzione, gli investitori potrebbero beneficiare di altri driver degli utili di medio termine. "Questa dinamica emergente dei costi e dei margini è il segno di un potenziale nuovo regime di free cash flow per il settore, storicamente noto nei cicli precedenti per essere un consumatore piuttosto che un generatore di liquidità. Questa generazione di cassa dovrebbe fornire flessibilità ad alcuni dei maggiori produttori del settore per continuare ad alzare i dividendi, aumentando i rendimenti totali per gli azionisti", affermano i gestori di Ubp.

Inoltre, poiché l'offerta derivante dalle miniere d'oro è destinata a raggiungere il suo picco e a calare progressivamente nel prossimo decennio, il free cash flow potrebbe costringere i produttori a ricorrere sempre più a fusioni o acquisizioni di partecipazioni in singoli progetti per consolidare e migliorare la produzione tra i giovani player del settore. "A differenza delle acquisizioni dei cicli precedenti, che erano focalizzate sulle dimensioni e sulla crescita, ci aspettiamo che queste acquisizioni siano invece più piccole e concentrate su un incremento graduale degli utili. Effettivamente, in passato il comparto delle miniere d'oro nel complesso ha eroso valore per gli azionisti a causa di un impiego imprudente del capitale, di solito in prossimità del picco del lungo ciclo estrattivo, e della conseguente elevata volatilità delle azioni delle aziende del settore", aggiungono Villamin e Kinsella.

In base ai calcoli di Ubp, nell'attuale mercato toro, un investitore passivo in titoli di società minerarie sarebbe riuscito a sorpassare il rialzo di oltre il 45% del prezzo dell'oro dall'inizio del 2019 e quindi a più che raddoppiare l'investimento iniziale. "Di conseguenza, raccomandiamo un approccio attivo e una preferenza per titoli di qualità. Le società di royalty e streaming potrebbero offrire agli investitori un punto d'ingresso relativamente meno rischioso nel settore. Tali società forniscono ai produttori d'oro i finanziamenti iniziali in cambio di una quota della produzione aurifera o dei ricavi generati nell'ambito di uno specifico progetto", aggiungono.

Di norma si tratta di aziende meno esposte ai rischi operativi di un progetto poiché le loro quote derivano dal flusso di ricavi piuttosto che da una parte degli utili. In questo modo, le società di royalty e streaming offrono una leva alle variazioni del prezzo dell'oro senza la leva operativa e i rischi di esplorazione dei produttori. 

"Un'altra opzione per gli investitori che entrano nel settore estrattivo è rappresentata da produttori di grandi dimensioni, ben gestiti e con un'attività diversificata. Tali società sono favorite dell’esposizione all'aumento dei prezzi dell'oro e grazie alle dimensioni e alla longevità riescono a mitigare i rischi derivanti da un'allocazione del capitale inadeguata", indicano Villamin e Kinsella.

"La necessità di maggiori stimoli monetari per mitigare l'impatto della crisi indotta dal coronavirus sta mantenendo l'attrattiva dell'oro al suo apice. Detto questo, dovremmo essere cauti poiché prima o poi le banche centrali inizieranno a essere più restie nel concedere nuovi stimoli, ma questo scenario è tutt'altro che imminente", conclude Carlo Alberto De Casa, capo analista di ActivTrades. (riproduzione riservata)