Il bello degli alternativi

di Elena Dal Maso 23/05/2020 02:00

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Btp ma non solo. Chi si è perso il Btp Italia può trovare su mercato alcune emissioni con un rendimento interessante. Il titolo appena collocato, che ha registrato un’accoglienza spettacolare (22,3 miliardi di euro, record storico), fra cinque anni dovrebbe restituire il capitale investito, la cedola dell’1,4%, la rivalutazione sull’inflazione (se ci sarà nel frattempo) e un bonus fedeltà. Il rendimento finale è calcolato pari o superiore al 2,2%. Quali altre obbligazioni oggi sul mercato in euro con tagli adatti agli investitori retail possono rendere lo stesso se non di più?
Marzotto sim ha elaborato una selezione di titoli per MF-Milano Finanza andando a cercare fra i bond con taglio minimo di mille euro, adatti a tutte le tasche. Per scegliere in maniera accorta fra le proposte bisogna verificare il rating della società emittente, ricordando che fino alla tripla B si resta nell’area investment grade, quella più solida, mentre dalla doppia B in giù ci si muove nel settore high yield. In secondo luogo vi sono titoli che possono essere acquistati dalla Bce e questo è un punto a favore. La tabella in pagina lo riporta.

Per fare un esempio, Novomatic è un gruppo austriaco attivo nel settore del gaming, che ha risentito molto della chiusura dei locali. Il suo bond con scadenza nel 2023 quota 88, quindi ben sotto la parità e rende il 4,86%. Non può essere acquistato da Francoforte. Stessa cosa per Ivs Group, una società quotata a Piazza Affari e uno dei principali operatori nel mercato dei distributori automatici di bevande e snack. La sua emissione con scadenza al 2026 quota 90, anche in questo caso soggetta allo stress di mercato legato alla chiusura degli uffici, e rende il 4,5%. Non è un titolo acquistabile dalla Bce. Lo è invece Rci Banque, l’istituto del gruppo Renault che eroga finanziamenti per l’acquisto a rate delle auto, grazie a un rating BBB. Il prezzo è sceso a 88 e ora il bond rende il 3,07%.
Nel mercato domestico Autostrade per l’Italia con scadenza nel 2023 ha un rating BB, quindi già in area high yield e un rendimento del 2,52% al prezzo attuale di 96,37. Non è coperto dal paracadute di Francoforte. Per contro Deutsche Lufthansa, che sta contrattando con Berlino un salvataggio di Stato, ha un’emissione che scade nel 2024 (rating BB+) acquistabile dalla Bce e che al prezzo di 90,26 attuale rende il 2,34%. Se si scende invece sotto il 2% si alza in maniera sensibile la qualità dell’emittente. Mediobanca, per esempio, ha posto sul mercato un bond con scadenza nel 2024, rating BBB-, che quota sopra 100 e rende l’1,83%. È nella lista Bce, così come il bond Cdp 2026 che rende l’1,69% e quello Unicredit al 2023 quotato 95,7 (BBB-), che restituisce l’1,66%.
«La settimana caratterizzata dal collocamento del nuovo Btp Italia ha visto una buona performance di tutto il segmento investment grade in euro», spiega Giacomo Alessi, l’analista di Marzotto sim che ha selezionato i titoli in tabella. «L’allocazione finale del nuovo titolo legato all’inflazione italiana ha segnato un nuovo record per questa tipologia», spiega Alessi, «grazie al sensazionale ammontare emesso di 22,3 miliardi, di cui 14 dalla platea retail e 8,3 da quella istituzionale, andata al riparto del 42.5%. Basti pensare che l’emissione del 2018, in piena turbolenza politica, aveva ottenuto una domanda retail di appena 863 milioni».
Secondo l’analista le voci di mercato sempre più insistenti di un aumento del piano pandemico di acquisti della Bce (il Pepp) agli inizi di giugno cui aggiungere il Recovery Fund da 500 miliardi di euro (pensato da Germania e Francia per venire incontro ai Paesi più colpiti dall’emergenza) «hanno aumentato la fiducia negli investitori». In effetti il rendimento del Btp decennale è sceso dall’1,8% di martedì 19 maggio all’1,6% di venerdì 22. «Sarebbe sempre opportuno optare per una diversificazione geografica del proprio portafoglio», aggiunge Alessi. «I titoli con taglio minimo adatto ai clienti finali sono piuttosto comuni tra gli emittenti tedeschi, per questo abbiamo selezionato alcuni nomi conosciuti come per esempio Daimler e Volkswagen considerando la pronta risposta del governo di Berlino sia sul piano sanitario che sul fronte economico».
Molti titoli fanno parte del settore automotive, molto colpito dal Covid perdipiù durante il delicato passaggio verso l’elettrico, «queste aziende però hanno generalmente parecchia cassa e impiegano molte persone, quindi saranno tra le più sostenute dai governi», conclude l’analista.

Venerdì 22, fra l’altro, sono stati pubblicati i verbali della Bce di fine aprile nei quali Carsten Brzeski, chief economist di Ing, ha letto che «la Banca centrale europea è pronta a fare di più e per il momento il Pepp rimane il principale strumento» della sua politica monetaria. Secondo l’esperto «è interessante notare l’avvertimento di Francoforte sui rischi di frammentazione che potrebbero riemergere con un ulteriore peggioramento delle prospettive economiche». A questo si aggiunga che «l’esperienza passata ha dimostrato come sia necessario evitare una perdita di fiducia nei mercati finanziari. Per questo è meglio avviare un’azione preventiva». Brzeski aggiunge che «quanto più ci pensiamo, tanto più forti sono gli argomenti a favore di una decisione della Bce per un aumento significativo del Quantitative easing pandemico già nella riunione di inizi giugno». La notizia è positiva, perché aumenta la fiducia degli investitori nel mercato obbligazionario. Ne beneficeranno non solo i titoli governativi, ma anche quelli societari. (riproduzione riservata)