Interpump: l'utile 2019 supera le attese. Attesa una robusta crescita del fatturato quest'anno

di Francesca Gerosa 14/02/2020 14:45

Interpump: l'utile 2019 supera le attese. Attesa una robusta crescita del fatturato quest'anno
 
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L'utile 2019 supera le attese e Interpump si aspetta una robusta crescita del fatturato quest'anno. Così a Piazza Affari il titolo balza del +4,93% a 28,94 euro. Le vendite nette l'anno scorso sono state pari a 1,368 miliardi di euro, superiori del 7% rispetto alle vendite del 2018 (1,279 miliardi), un dato di poco sotto le attese del consenso a 1,37 miliardi. 

Le crescite organiche, a parità di area di consolidamento e cambi, sono migliorate del +0,8% per il settore Olio, del +2,5% per il settore Acqua e del +1,4% sul totale delle vendite. Grazie a un contributo del +1,4% derivante dai cambi, la crescita organica espressa in euro è risultata pari a +2,8%.

L'ebitda ha raggiunto quota 317,9 milioni (23,2% delle vendite) a fronte dei 288,5 milioni di euro del 2018, che rappresentava il 22,6% delle vendite, con una crescita del 10,2%. Il consenso si aspettava un aumento meno marcato a 312 milioni. Dal 1° gennaio 2019 è entrato in vigore Ifrs 16, che ha comportato la registrazione degli affitti passivi assimilandoli alla contabilizzazione dei leasing finanziari. Quindi l'ebitda, omogeneo con i principi contabili applicati nel 2018, sarebbe stato pari a 302,4 milioni di euro.

Il risultato operativo, non influenzato significativamente dall'adozione di Ifrs16, è salito, in linea con le attese del consenso, del 4,5% a 247,2 milioni di euro (18,1% delle vendite), mentre l'utile netto ha superato la stima del consenso a 170 milioni ed è ammontato a 180,7 milioni di euro (173,9 milioni nel 2018, comprendeva un provento una tantum di 11,4 milioni di euro legato all'acquisizione di GS Hydro). La variazione, rispetto al dato normalizzato, è stata pari a +11,2%.

La liquidità netta generata dalla gestione reddituale è aumentata a 233,4 milioni (209,8 milioni nel 2018), il free cash flow a 124,8 milioni (+51,9%) e la posizione finanziaria netta a -370,8 milioni di euro rispetto ai -287,3 milioni di euro al 31 dicembre 2018 (il consenso si aspettava -361 milioni). Una variazione dovuta anche all'adozione del nuovo principio contabile Ifrs 16 il cui impatto a fine anno è stato pari a 72,4 milioni.

Infine, il capitale investito è passato da 1.200,8 milioni di fine 2018 a 1.480,3 milioni a seguito delle acquisizioni di Hydra Dyne Tech e Reggiana Riduttori e della rettifica per adozione Ifrs16. Il Roce è stato del 16,7% (19,7% nel 2018) e il Roe del 17,1% (18,9% il dato normalizzato del 2018). Al 31 dicembre 2019 Interpump aveva in portafoglio 2.224.739 azioni proprie pari al 2,043% del capitale, acquistate a un costo medio di 24,430 euro

Di recente, ha osservato la società, "la comprensibile attenzione degli investitori per l'andamento nel breve periodo di alcuni mercati di riferimento sembra avere oscurato la reale natura della crescita di valore di Interpump, in cui le acquisizioni hanno da sempre un peso importante".

È convinzione del management che il valore per gli azionisti apportato dalle acquisizioni sia come minimo equivalente, nel caso di Interpump, a quello risultante dalla crescita organica. Pertanto, il gruppo ritiene opportuno ribadire che la strategia di crescita resta invariata e per il triennio 2019-2022 continua ad aspettarsi una robusta crescita del fatturato (intorno a +33%), un ebitda margin del 22%, considerando la probabilità che le acquisizioni possano avere anche temporanei effetti diluitivi, mantenendo la cautela nella leva finanziaria con un debito totale tra 1 e 1,5 volte l'ebitda. Il consenso per quest'anno si aspetta un fatturato in aumento a 1,475 miliardi, un ebitda a 333 milioni e una posizione finanziaria netta pari a -266 milioni. (riproduzione riservata)