Le minacce di Trump deprimono Milano in attesa di Powell

di Francesca Gerosa 13/11/2019 09:00

Le minacce di Trump deprimono Milano in attesa di Powell
 
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Borse europee sotto pressione, appesantite come quelle asiatiche dalle minacce del presidente americano, Donald Trump. L'inquilino della Casa Bianca da una parte ieri ha confermato che i colloqui con la Cina per raggiungere un accordo commerciale in tempi brevi stanno proseguendo nella giusta direzione, ma dall'altra ha minacciato di alzare nuovamente le tariffe sulle importazioni da Pechino se le trattative dovessero fallire. Intanto non si fermano le proteste a Hong Kong.

In attesa alle 17:00 a Washington, davanti alle commissioni economiche congiunte del Congresso, dell'audizione del presidente della Fed, Jerome Powell, sulle prospettive dell'economia americana da cui potrebbero giungere spunti utili sul futuro dei tassi d'interesse statunitensi, il cambio euro/dollaro è fermo a 1,100. 

Dal fronte macro a ottobre l'inflazione in Germania è salita dello 0,1% su mese e dell'1,1% su anno. Un risultato in linea con le attese degli economisti. Viene così confermata una leggera decelerazione a livello tendenziale dell'inflazione tedesca visto che a settembre i prezzi al consumo sono aumentati dell'1,2%. A livello congiunturale si registra, invece, un leggero aumento dato che a settembre si era vista una crescita zero.

Alle 11:00 è, invece, prevista la produzione industriale a settembre dell'Eurozona (precedente: +0,4% mese su mese, -2,8% anno su anno; consenso: -0,3% mese su mese), mentre dagli Stati Uniti alle 13:00 arriverà l'indice settimanale di richieste di mutui (precedente: -0,1% a 518,7 punti) e alle 14:30 l'inflazione a ottobre (precedente: invariata mese su mese, +1,7% anno su anno; consenso: +0,3% mese su mese, +1,7% anno su anno).

Lo spread Btp/Bund sale a 148,3 punti base. Dopo la formalizzazione da parte di ArcelorMittal di voler abbandonare l'ex-Ilva, avvenuta ieri in Tribunale a Milano, si sono acuite ulteriormente le tensioni in seno alla maggioranza e al M5s sulla reintroduzione dello scudo penale per la società franco-indiana in attesa del Cdm di domani.  "Non credo si arriverà al voto sullo scudo penale per Arcelor Mittal" in Parlamento. "Non ha senso reintrodurlo perché ci hanno detto che comunque ci sarebbero 500o esuberi". Ne è convinto il leader del M5s, Luigi Di Maio, intervistato a 24 mattino su Radio24. Il ministro degli Esteri ha annunciato: "Impugneremo il recesso dall'ex Ilva presentato da ArcelorMittal".

Oggi il Tesoro offre, come segnalato dall'agenzia Reuters, fino a 7,25 miliardi di euro nell'asta medio-lungo odierna, che potrebbe essere l'ultima di metà mese per quest'anno se, come di consueto, il Tesoro dovesse cancellare quella di metà dicembre. Oltre alle riaperture dei Btp a 3 e 30 anni, verrà offerto anche il nuovo 7 anni (cedola 0,85%), che ieri sul mercato grigio scambiava allo 0,94%, e un off-the-run con vita residua 28 anni. I rendimenti sono visti in rialzo. Sul primario, fa presente ancora Reuters, sono attive anche la Germania, che offre 3 miliardi di Bund agosto 2029, e il Portogallo, che mette a disposizione degli investitori fino a 1 miliardo in titoli con scadenza giugno 2029.

A Piazza Affari, dove l'indice Ftse Mib cede lo 0,35% a 23.699 punti, tengono banco le trimestrali tra cui quelle di A2A (+0,11% a 1,79 euro), che ha ricevuto il premio speciale "Oscar di Bilancio per la Dichiarazione non Finanziaria", Acea (-0,64% a 17,64 euro), Mondadori (+1,46% a 2,08 euro), Cementir (-0,86% a 6,43 euro), Enav (-0,86% a 5,21 euro), Erg (-0,05% a 18,51 euro), Hera (+0,62% a 3,88 euro), Immsi (-0,32% a 0,62 euro), Pininfarina (-0,12% a 1,73 euro), Salini Impregilo (+1,40% a 1,88 euro), il cui aumento di capitale da 600 milioni di euro è stato interamente sottoscritto e versato, Snam (-0,17% a 4,63 euro) e Terna (-0,10% a 5,98 euro).

Ferragamo (+3,09% a 18,02 euro) ha pubblicato ieri i conti, mostrando nei primi nove mesi dell'anno un utile netto, escluso Ifrs162, inclusivo del risultato di terzi, pari a 65 milioni di euro, sostanzialmente stabile (-0,5%) rispetto allo stesso periodo del 2018. I ricavi sono stati pari a 994 milioni di euro, in aumento del 2,3% a tassi di cambio correnti e dell'1,9% tassi di cambio costanti.

Stamani Standard Ethics ha confermato il rating di E su Salvatore Ferragamo e innalzato l'outlook da stabile a positivo. La società fa parte dello SE Italian Index. Standard Ethics ha rilevato costanti miglioramenti nelle strategie di sostenibilità da parte dell'azienda italiana, in particolare nell'ambito del reporting extra-finanziario e delle politiche ambientali. Eventuali implementazioni nell'area della governance che Ferragamo desidererà considerare, saranno alla base di possibili futuri miglioramenti del rating. 

Restando nel settore del lusso, Safilo, che ha chiuso i primi nove mesi dell'anno con vendite nette delle
attività in continuità a 708,7 milioni di euro, in crescita del 5,2%, e un ebitda adjusted (pre-Ifrs 16) delle attività in continuità di 43,9 milioni di euro, un risultato in linea con quanto registrato nello stesso periodo del 2018 segna un +3,16% a 1,05 euro.

Invece è avvenuto un riassetto nella filiera di controllo di Moncler (+0,16% a 37,02 euro). Venezio Investimenti, holding controllata dal fondo sovrano di Singapore Temasek, ha esercitato il recesso sul 50% della partecipazione, pari al 22,685%, detenuta in Ruffini Partecipazioni, in cui Remo Ruffini controlla il restante 77,315%. In pratica Temasek ha venduto, come previsto dai patti, l'11,3% circa della holding Ruffini Partecipazioni a Remo Ruffini, che in cambio ha liquidato il fondo di Singapore con il 2,877% di Moncler e 65mila euro.

Di conseguenza, la quota di Ruffini Partecipazioni è calata dal 25,366% al 22,489%. Allo stesso tempo Venezio si è impegnata a cedere a parti non correlate entro 12 mesi da oggi un numero di azioni ordinarie Moncler tale da consentire che le partecipazioni cumulativamente detenute da Remo Ruffini (che in proprio ha lo 0,059%), da Ruffini Partecipazioni e da Venezio non superino la soglia del 25% rilevante ai fini di opa.

Anche Enel (-0,34% a 6,95 euro) è fresca di conti. Il colosso energetico ha chiuso i primi nove mesi dell'anno con ricavi in crescita del 3,4% a 57,124 miliardi di euro, principalmente per le attività di Infrastrutture e Reti, in particolare in America Latina, e con un utile netto ordinario in aumento del 14,1% a 3,295 miliardi. Il risultato netto è calato del 73% a 813 milioni di euro per effetto essenzialmente dell'adeguamento di valore effettuato su taluni impianti a carbone. Confermata la politica di dividendi con la deliberazione di un acconto sul dividendo 2019 pari a 0,16 euro per azione, in pagamento dal 22 gennaio 2020, in crescita del 14,3% rispetto all'acconto distribuito a gennaio di quest'anno.

Enel ha anche rivisto al rialzo il target di ebitda ordinario 2019 a 17,8 miliardi. Quanto a un aggiornamento su Open Fiber "E' nessun aggiornamento", come ha detto ieri il cfo di Enel, Alberto De Paoli, durante la conference call con gli analisti, bollando le indiscrezioni su possibili acquirenti per la società della fibra come "solo rumor".

Sotto pressione, viceversa, post conti Prysmian (-5,15% a 19,35 euro) che ha chiuso i nove mesi con un utile netto pari a 273 milioni (+53,4%), ricavi per 8,635 miliardi (+0,3%) e un ebitda adjusted pari a 773 milioni (+18,8%). Stamani Kepler Cheuvreux ha tagliato la raccomandazione sul titolo da buy a hold e il prezzo obiettivo da 21,5 a 20,5 euro. "Avevamo abbassato le nostre stime in vista dei conti trimestrali" e ora, dopo la loro pubblicazione, "le riduciamo ancora", hanno detto gli analisti, citati dall'agenzia MfDowJones, parlando di dati "misti". (riproduzione riservata)