La disoccupazione scende al 9,9% nel secondo trimestre

di Luisa Leone 12/09/2019 14:56

La disoccupazione scende al 9,9% nel secondo trimestre
 
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Si è attestato al 9,9% il tasso di disoccupazione nel secondo trimestre del 2019, con un calo dello 0,4% rispetto ai tre mesi precedenti. I dati Istat diffusi oggi evidenziano allora il secondo valore in discesa dell'anno, che porta gli occupati a 23 milioni e 390 mila, in crescita di 130 mila sul trimestre precedente (+0,6%). Il tasso di occupazione arriva così al 59,1% (+0,3 punti), con una crescita che riguarda sia gli uomini (+0,4 punti) che le donne (+0,3 punti) ed è maggiore nel Mezzogiorno (+0,5 punti) in confronto al Nord (+0,2 punti) e al Centro (+0,3 punti). Altro dato da segnalere, tra quelli pubblicati oggi dall'Istat, è poi la cescita più sostenuta dei dipendenti con contratti permanenti (+97 mila, +0,7%) contro il minor numero delle assunzioni a tempo (+16 mila, +0,5%) e degli indipendenti (+17 mila, +0,3%). 

Tuttavia, guardando ai dati tendenziali, emerge una crescita a ritmi meno sostenuti degli occupati: rispetto al secondo trimestre di un anno fa la crescita del numero degli occupati si attesta al +0,3% (+78 mila in un anno), con un buon incremento dei dipendenti permanenti e un calo di quelli a termine e degli indipendenti. L'incidenza dei dipendenti a termine sul totale, nel confronto annuale, scende infatti dello 0,2% al 17,2%. Dopo il rallentamento nell'ultimo periodo, si arresta la crescita degli occupati a tempo pieno mentre prosegue l'aumento del tempo parziale;  con l'incidenza del part time involontario stimata al 64,8% dei lavoratori a tempo parziale (+1,2%).

Alla crescita dell'occupazione, soprattutto nel Nord e più lievemente nel Centro (+0,7% e +0,1%, rispettivamente) si contrappone, per il terzo trimestre consecutivo, il calo nel Mezzogiorno (-0,3%). Sempre nel confronto tendenziale, per il nono trimestre consecutivo, risulta in calo il numero di disoccupati (-260 mila in un anno, -9,3%), coinvolgendo entrambi i generi, le diverse aree territoriali e tutte le classi di età. Infine, dopo due trimestri di calo, torna ad aumentare il numero di inattivi di 15-64 anni (+63 mila in un anno, +0,5%). (riproduzione riservata)