JP Morgan, quando la Fed taglia il franco svizzero vince

di Roberta Castellarin 12/06/2019 17:27

JP Morgan, quando la Fed taglia il franco svizzero vince
 
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Per gli investitori alla ricerca di attivi rifugio, il franco svizzero rappresenta un'alternativa interessante. In passato la valuta elvetica è stata la migliore per performance in occasione degli ultimi quattro cicli di taglio dei tassi da parte della Federal Reserve. Emerge da un'analisi effettuata da JP Morgan che ha rivisto al rialzo le sue attese per il franco svizzero. 

"Un rallentamento dell'economia globale e un aumento dell'avversione al rischio potrebbero portare a un rapido apprezzamento del franco svizzero", dice Paul Meggyesi, strategist valutario di JP Morgan. Lo strategist vede il franco a 0,95 contro dollaro, contro la precedente attesa a 0,98. Mentre il rapporto tra euro/dollaro atteso a 12 mesi diventa di 1,12,contro il precedente 1,15. 

Con i timori di recessione e la tensione legata alla guerra commerciale tra Usa e Cina gli investitori si sono rivolti verso le valute sicure e nell'ultimo mese il franco svizzero si è apprezzato del 2% rispetto al biglietto verde. JP Morgan ricorda che il surplus di partite correnti della Svizzera, che è pari al 10% del pil, rende il franco un rifugio sicuro. Il maggior concorrente della valuta elvetica è rappresentato dallo yen. Tuttavia l'analisi dell'investment bank sottolinea che nei cicli di taglio dei tassi della Fed nel 1981, 1989, 2001 e 2007 il franco svizzero ha sempre battuto la valuta nipponica. Inoltre il franco è stato anche tra i migliori tre performer durante le ultime cinque recessioni statunitensi. 

Certo esiste il rischio che la Banca nazionale svizzera intervenga per rallentare l'apprezzamento del franco, ma JP Morgan ricorda che l'anno scorso l'istituto non è intervenuto durante la crisi italiana. D'altronde lo strategist di JP Morgan ricorda che la Banca nazionale svizzera ha riserve in valuta estera pari al 120% del pil e questo vuol dire che dovrà essere più tollerante nel veder apprezzare il franco, rispetto a quanto avvenne durante  grande crisi finanziaria, quando le riserve in valuta avevano un controvalore inferiore al 15% del pil. "Il cassetto degli attrezzi della Banca nazionale svizzera non è magari del tutto vuoto, ma ha meno munizioni rispetto al passato", dice Meggyesi.