In origine fu un negozio di lenzuola e tovaglie di lino, nella Milano degli anni Venti del secolo scorso. Poi un gruppo leader nella biancheria per la casa in Italia. Oggi, però, Zucchi è un’eccellenza in difficoltà. Quotata a Piazza Affari dal 1982, la società si appresta a sottoporre a fine mese all’assemblea degli azionisti il bilancio 2024, chiuso con una perdita di 16,1 milioni di euro e privo del bollino della società di revisione Audirevi. I revisori, in una nota inviata il 10 agosto, hanno dichiarato di non potersi esprimere a causa delle molte incertezze descritte nella relazione. Inoltre la società ha da poco ottenuto una nuova linea di credito da 12 milioni.
Il motore di Zucchi ha cominciato ad andare in panne dopo la crisi del 2008. Nel 2011 l’azienda si è salvata grazie all’intervento nel capitale di un investitore d'eccezione: l’ex portiere della Nazionale Gianluigi Buffon. Dopodiché, nel 2016, il controllo è passato al fondo di private equity francese Astrance Capital.
Nel 2024 Zucchi ha registrato un calo del 25% del fatturato, sceso a 97,6 milioni per effetto - si legge nella relazione - di una congiuntura internazionale sfavorevole e soprattutto del venir meno di un importante contratto della controllata Descamps con un cliente della grande distribuzione.
L’ebitda rettificato è diminuito a 13,9 milioni (-37,3%) e l’ultima riga del conto economico ha restituito un rosso di 16,1 milioni a fronte di un utile di 2,9 milioni riportato nel 2023. La società ha inoltre debiti per quasi 40 milioni.
Negli anni scorsi l’azienda è passata da diverse ristrutturazioni e ha avviato un processo di razionalizzazione delle attività. In questo contesto lo scorso ottobre ha chiuso lo storico stabilimento di Rescaldina (Milano), eredità dell’acquisizione di Bassetti.
Nel 2021 Zucchi ha ricevuto un finanziamento da 18 milioni da Illimity Bank, oggetto di una richiesta di revisione di alcune scadenze, e nei mesi passati ha stipulato un accordo di factoring da 12 milioni. L’azienda conta quindi su queste risorse, oltre che sulle previsioni di una ripresa di vendite e flussi di cassa dai prossimi sei mesi, per continuare a operare e rimettersi in sesto. Le difficoltà prolungate si riflettono anche sull’andamento in borsa, dove il titolo scambia sui minimi storici intorno a 0,6 euro. (riproduzione riservata)