{mfgraph} Nella seduta di lunedì 14 settembre il Dax future ( scadenza settembre 2026 ) si è appoggiato al sostegno grafico posto a quota 25.330 punti e ha compiuto un veloce recupero intraday. Il quadro tecnico di breve periodo rimane precario , con i principali indicatori direzionali (Macd, Parabolic SaR e Vortex) che si trovano ancora in posizione short. Soltanto il ritorno sopra i 26.200 punti potrebbe fornire un segnale positivo . Negativa invece una discesa sotto i 25.300 punti. L’...
{mfgraph} Quella di lunedì 14 settembre è stata una giornata decisamente negativa sul mercato azionario italiano con il Ftse Mib future ( scadenza settembre 2026 ) che ha subito una brusca flessione, alimentata dalla marcata debolezza del comparto industriale. La situazione tecnica di breve periodo rimane pertanto precaria : prima di poter iniziare una risalita di una certa consistenza sarà infatti necessaria un’adeguata fase riaccumulativa. Un eventuale recupero dovrà comunque affrontare un duro ostacolo in area 52.680-52.750 punti : soltanto il ritorno sopra questa zona potrebbe fornire un segnale positivo. Il cedimento del sostegno grafico posto a 51.350 punti potrebbe invece provocare una pericolosa inversione ribassista di tendenza. Strategia operativa intraday per martedì 15 settembre ( future settembre 2026 ). Short su rimbalzo verso i 52.180 punti , con target in area 52.050-52.030 prima e a quota 51.870-51.850 in un secondo momento. Stop a 52.300 punti. (riproduzione riservata)
{mfgraph} Nella seduta di lunedì 14 settembre il Btp future ( scadenza dicembre 2026 ) è sceso fino ad un minimo intraday a 111,73 punti prima di iniziare un importante recupero intraday (alimentato dal forte ipervenduto) che ha riportato le quotazioni oltre quota 112,40. Il trend di breve termine rimane negativo ( gli indicatori direzionali si trovano infatti in chiara posizione short ) anche se il forte ipervenduto registrato dagli oscillatori più reattivi può impedire un ulteriore cedimento e favorire una fase laterale di consolidamento. Prima di poter iniziare una risalita di una certa consistenza sarà comunque necessaria un’adeguata fase riaccumulativa. Difficile per adesso ipotizzare il ritorno sopra i 114,30 punti . (riproduzione riservata)
Avvio di seduta pesante per Unicredit, che si ritrova di nuovo al di sotto del supporto di breve a 83 euro, dopo che ieri aveva invece dato l'impressione di poter inizialmente testare la resistenza a quota 86, salvo poi perdere slancio nel corso della giornata. Il quadro tecnico si conferma contrastato e soprattutto soggetto a bruschi cambi di direzione, ma una conferma sotto 83 euro potrà favorire un'estensione della fase correttiva, rimettendo in gioco la fascia di supporto compresa tra 80 e 79. Anche l'analisi algoritmica fornisce spunti contrastanti, con gli indicatori di tendenza che restano allineati in posizione short, mentre gli oscillatori di forza relativa stazionano a ridosso delle rispettive aree d'ipercomprato. Graficamente, una pronta reazione oltre quota 83 potrà allentare l'odierna pressione ribassista, ma sarà solo il breakout di 86 euro a fornire un nuovo spunto rialzista. (riproduzione riservata)
{mfgraph} Nella giornata di lunedì 14 settembre il cambio Euro/Dollaro ha subito una rapida correzione ed è sceso in area 1,1525-1,1520. La situazione tecnica di breve termine si è indebolita: prima di poter iniziare una risalita di una certa consistenza sarà infatti necessaria un’adeguata fase riaccumulativa. Un eventuale recupero dovrà affrontare un duro ostacolo in area 1,1660-1,1680. Da un punto di vista grafico, poi, solo il breakout di quota 1,1715 potrebbe fornire un nuovo segnale rialzista di tipo direzionale. Un ulteriore cedimento può spingere invece le quotazioni a quota 1,1505 prima e in area 1,1485-1,1480 in un secondo momento . (riproduzione riservata)