{mfgraph} Nella seduta di giovedì 5 marzo il Dax future ( scadenza marzo 2026 ) ha subito una brusca correzione intraday ed è sceso verso i 23.910 punti. La situazione tecnica di breve periodo rimane pertanto precaria : prima di poter iniziare una risalita di una certa consistenza sarà necessaria un’adeguata fase riaccumulativa. Un segnale di tenuta arriverà con il ritorno sopra i 24.400 punti anche se un allungo dovrà affrontare un duro ostacolo a quota 24.700 punti. Soltanto una discesa...
{mfgraph} Quella di giovedì 5 marzo è stata una giornata negativa sul mercato azionario italiano, con l’indice Ftse Mib che è stato respinto da una prima zona di resistenza e ha subito una brusca correzione intraday. Il Ftse Mib future (scadenza marzo 2026) si è infatti scontrato con i 45.700 punti ed è sceso fin sotto i 44.600 punti. La situazione tecnica di breve periodo rimane pertanto precaria : prima di poter iniziare una risalita di una certa consistenza sarà pertanto necessaria un’adeguata fase riaccumulativa. Pericolosa invece una discesa sotto i 44.350 punti anche se, da un punto di vista grafico, un nuovo segnale ribassista di tipo direzionale arriverà soltanto con il cedimento del sostegno grafico posto in area 44.150-44.050 punti. Strategia operativa intraday per venerdì 6 marzo ( future marzo 2026 ). Short su rimbalzo verso i 45.510 punti , con target a 45.350 prima, a quota 45.220 poi e in area 45.070-45.050 in un secondo momento. Stop a quota 45.670. (riproduzione riservata)
{mfgraph} Nella seduta di mercoledì 25 febbraio il Btp future ( scadenza marzo 2026 ) ha compiuto un nuovo balzo in avanti ed è salito oltre i 122,60 punti. Il trend di breve periodo rimane quindi positivo (i principali indicatori direzionali si trovano infatti in posizione long): soltanto il forte ipercomprato registrato dagli oscillatori più reattivi può impedire un ulteriore allungo (che avrà un primo target a quota 122,76-122,80 e un secondo obiettivo in area 122,95-123 punti) e innescare una fisiologica pausa di consolidamento. Difficile per adesso ipotizzare un’inversione ribassista di tendenza : pericoloso solo una discesa sotto i 121,85 punti anche se un’eventuale correzione troverà un valido supporto in area 121,05-121. (riproduzione riservata)
{mfgraph} È stata una settimana decisamente negativa sul mercato azionario italiano con l’indice Fib Mib che, a causa delle forti tensioni geopolitiche che hanno interessato l’intero Medio Oriente, ha subito una brusca flessione ed è sceso verso l’importante sostegno grafico posto a quota 44.000 punti. Il quadro tecnico di breve termine è quindi peggiorato: l’analisi quantitativa registra infatti un chiaro rafforzamento della pressione ribassista, con i principali indicatori direzionali (Macd, Parabolic SaR e Vortex) che si sono girati in posizione short. Prima di poter iniziare una risalta di una certa consistenza sarà pertanto necessaria un’adeguata fase riaccumulativa. Un eventuale recupero dovrà comunque affrontare un primo ostacolo in area 46.070-46.220 e una seconda resistenza grafica a ridosso dei 46.500 punti. Soltanto il ritorno sopra quest’ultimo livello potrebbe fornire un segnale di tenuta. Pericolosa invece una discesa sotto i 44.000 punti in quanto potrebbe innescare un’ulteriore flessione, con un primo target in area 43.600-43.500 e un secondo obiettivo a 43.250 punti. Due azioni da monitorare . Tra i titoli più interessanti segnaliamo Eni e Snam. Il primo, dopo essere salito fino ad un picco a 20,77 euro, ha subito una correzione tecnica che si è arrestata a ridosso di quota 19,70. Il trend primario rimane positivo anche se, prima di poter tentare un nuovo allungo, è probabile una fase laterale di consolidamento (al fine di scaricare il forte ipercomprato). Una nuova dimostrazione di forza arriverà con il breakout dei 20,65 euro, con un primo target in area 20,95-21 e un secondo obiettivo a ridosso dei 21,20 euro. Anche il quadro tecnico di Snam appare costruttivo. La tenuta del supporto grafico posto in area 6,33-6,30 euro può infatti favorire una fase riaccumulativa e creare le premesse per un ulteriore balzo in avanti. Il breakout dei 6,66 euro, in particolare, fornirà un nuovo e interessante segnale rialzista di tipo direzionale, con un primo target a 6,75 e un secondo obiettivo in area 6,83-6,85 euro. Difficile per adesso ipotizzare un’inversione ribassista di tendenza. La discesa dell’euro/dollaro . Il cambio Euro/Dollaro (EUR/USD) ha subito una brusca flessione ed è sceso fino a quota 1,1530. La situazione tecnica di breve periodo è quindi peggiorata (i principali indicatori direzionali si trovano infatti in posizione short): prima di poter iniziare una risalita di una certa consistenza sarà pertanto necessaria un’adeguata fase riaccumulativa. Un eventuale recupero, alimentato dal forte ipervenduto registrato dagli oscillatori più reattivi, dovrà comunque affrontare un primo ostacolo a quota 1,17 e una seconda resistenza a quota 1,1745-1,1750. Da un punto di vista grafico, poi, soltanto il ritorno sopra 1,1835 potrebbe fornire un segnale positivo . Un ulteriore cedimento può spingere invece le quotazioni in area 1,15-1,1495 prima e attorno a 1,1470 in un secondo momento. Il quadro tecnico del bitcoin . Bitcoin ($) si è appoggiato all’importante sostegno grafico posto in area 63.000-62.500$ e ha compiuto un veloce spunto rialzista, con i prezzi che sono risaliti con una certa decisione verso i 74.000$. La situazione tecnica di breve termine sta quindi migliorando : dopo una breve pausa di consolidamento è possibile pertanto un ulteriore allungo, con un primo target a quota 76.500, un secondo obiettivo in area 78.300-78.500 e una terza proiezione teorica a ridosso degli 80.000$. Soltanto una discesa sotto i 62.500 dollari potrebbe annullare i recenti progressi e fornire un nuovo (e pericoloso) segnale ribassista di tipo direzionale (confermato dal cedimento dell’importante sostegno, grafico e psicologico, dei 60.000$). (riproduzione riservata)
{mfgraph} Nella giornata di giovedì 5 marzo il cambio Euro/Dollaro ( EUR/USD ) ha subito una nuova flessione ed è sceso fino a quota 1,1560. La situazione tecnica di breve periodo rimane quindi negativa, con i principali indicatori direzionali che si trovano ancora in posizione short . Prima di poter iniziare una risalita di una certa consistenza sarà pertanto necessaria un’adeguata fase riaccumulativa. Un eventuale recupero dovrà comunque affrontare un primo ostacolo a quota 1,17 e una seconda resistenza a quota 1,1745-1,1750. Da un punto di vista grafico, poi, soltanto il ritorno sopra 1,1835 potrebbe fornire un segnale positivo. Pericolosa invece una discesa sotto 1,1530: un ulteriore cedimento può spingere le quotazioni in area 1,15-1,1495 prima e attorno a 1,1470 in un secondo momento . (riproduzione riservata)