Nella seduta di martedì 7 luglio, il Dax future (scadenza settembre 2026) ha abbandonato il percorso rialzista delle precedenti sessioni, per accennare ad una inversione al ribasso. In ottica macro hanno pesato le rinnovate tensioni nello stretto di Hormuz e il malumore al vertice Nato. La situazione tecnica di breve termine rimane moderatamente costruttiva, ma in indebolimento: solo il breakout al rialzo di 26.000 punti fornirà una nuova dimostrazione di forza per l’azionario tedesco, con possibilità...
Quella di martedì 7 luglio è stata una giornata a due facce per il mercato azionario italiano con l’indice Ftse Mib che ha tentato un iniziale allungo, perdendo però slancio nel corso della sessione. Nelle battute iniziali della seduta il Ftse Mib future ( scadenza settembre 2026 ) è infatti salito fino a ridosso dei 53.400 punti per poi accusare una veloce correzione intraday che ha rimesso in gioco anche il supporto di breve a 52.700. Il trend di fondo rimane positivo anche se, da un punto di vista grafico, questa inversione intraday suggerisce una possibile fase di consolidamento. Difficile per adesso ipotizzare un’inversione ribassista di tendenza: pericolosa, tuttavia, una discesa sotto 51.500 punti anche se, da un punto di vista grafico, soltanto il cedimento del sostegno posto a 51.220-51.200 punti potrebbe fornire un segnale negativo. Strategia operativa intraday per mercoledì 8 luglio ( future settembre 2026 ). Short sotto 52.575 punti, con target a 52.480 prima, in area 52.400-52.370 poi e a 52.270-52.250 in terza istanza. Stop a 52.650 punti. (riproduzione riservata)
Il Btp future mantiene una struttura grafica molto incerta, sulla scia dei rendimenti a scadenza che non riescono a prendere una direzione precisa. A livello intermarket i prezzi sono sotto scatto per le aspettative di inflazione di non chiara interpretazione, con la Bce sempre in osservazione dei dati per fare le sue mosse di politica monetaria. Anche l’altro elemento discriminante degli ultimi mesi non è ancora del tutto risolto, con nuove tensioni nello stretto di Hormuz. Graficamente, oltre quota 120 si avrebbe un segnale di forza, mentre il supporto principale passa in area 115.8-116 punti. Considerata l’assenza di un trend primario sui rendimenti, forse è preferibile fare trading sugli estremi all’interno del range indicato, con una particolare attenzione ai prezzi del petrolio.
Mattinata di brusca correzione per Unicredit, che sta perdendo rapidamente contatto dai massimi ed è tornata anche al di sotto della soglia psicologica degli 80 euro: il quadro tecnico di fondo rimane costruttivo, ma questa discesa così rapida introduce un possibile elemento di discontinuità che potrebbe rimettere in gioco il supporto di breve a 77,55-77,50. Certo è che l'analisi algoritmica fornisce ancora spunti strettamente positivi, con gli indicatori di tendenza allineati in posizione long e gli oscillatori di forza relativa che stazionano all'interno delle rispettive aree d'ipercomprato. Graficamente, solo una discesa sotto 75,20-75 euro potrà fornire un segnale d'inversione. Al rialzo, positivo, una pronta reazione oltre quota 80. (riproduzione riservata)
Nella giornata di martedì 7 luglio il cambio Euro/Dollaro si è leggermente indebolito, a favore del dollaro, andando a testare 1,14 dollari. La fase risk-off sta aiutando gli asset considerati sicuri, e il dollaro Usa tale rimane. La situazione tecnica di breve termine rimane incerta ma leggermente a favore della divisa statunitense: prima di poter iniziare una risalita di una certa consistenza sarà necessaria un’adeguata fase riaccumulativa: un allungo dovrà affrontare un primo ostacolo a ridosso di 1,15 Usd, la prima resistenza di breve periodo, e un secondo livello a quota 1,1530-1,1535 Usd. Un primo segnale short si avrebbe al cedimento del recente minimo relativo a 1,1370, ma solo il cedimento della base posizionata in area 1,1340-1,1330 potrebbe fornire un segnale ribassista più chiaro.