{mfgraph} Nella seduta di giovedì 14 maggio il Dax future ( scadenza giugno 2026 ) ha compiuto un veloce spunto rialzista ed è salito con una certa decisione verso la resistenza grafica posta in area 24.550-24.560 punti. La situazione tecnica di breve termine sta migliorando: un nuovo allungo dovrà tuttavia affrontare un duro ostacolo a ridosso dei 24.750 punti . Solo una chiusura giornaliera inferiore ai 23.900 punti potrebbe invece provocare un’inversione ribassista di tendenza. L’ Eurostoxx50...
{mfgraph} Quella di giovedì 14 maggio è stata una giornata positiva sul mercato azionario italiano con il Ftse Mib future ( scadenza giugno 2026 ) che si è appoggiato a quota 49.000 ed è salito verso i 49.400 punti. Il trend di fondo rimane quindi positivo : solo il forte ipercomprato di breve termine può impedire un ulteriore allungo (che può spingere i prezzi verso l’importante soglia psicologica dei 50.000 punti) e innescare una fisiologica pausa di consolidamento. Difficile per adesso ipotizzare un’inversione ribassista di tendenza: pericolosa una discesa sotto i 48.300 punti anche se, da un punto di vista grafico, soltanto il cedimento del supporto statico posto in area 47.800-47.750 punti potrebbe fornire un segnale negativo. Strategia operativa intraday per venerdì 15 maggio ( future giugno 2026 ). Short su allungo verso i 49.980 punti , con target in area 49.860-49.840 prima, a quota 49.720 poi e in area 49.600-49.580 in un secondo momento. Stop a 50.060 punti. (riproduzione riservata)
{mfgraph} Nella seduta di martedì 12 maggio il Btp future ( scadenza giugno 2026 ) ha subito una veloce correzione ed è sceso fin sotto i 117 punti. La situazione tecnica di breve termine si sta quindi indebolendo : un ulteriore cedimento può spingere i prezzi verso il successivo supporto grafico situato in area 116,50-116,45 punti . Prima di poter iniziare una risalita di una certa consistenza sarà pertanto necessaria un’adeguata fase riaccumulativa: da un punto di vista grafico, infatti, soltanto il breakout della resistenza posta a 119 punti potrebbe provocare un’inversione rialzista di tendenza. (riproduzione riservata)
Nel contesto dell’analisi quantitativa e della price action, il momentum è un concetto fondamentale in quanto esprime la tendenza dei prezzi a continuare a muoversi in una certa direzione (al rialzo o al ribasso) per un certo periodo di tempo. In pratica è l'applicazione di un principio fisico mutuato dalla dinamica: un corpo in movimento tende a rimanere in movimento fino a quando una forza contraria non ne modifica la traiettoria. Questo principio, applicato ai mercati finanziari, significa che: - un titolo che si trova all'interno di un trend robusto tende a mantenere quella direzione per un certo tempo, finché una forza contraria non interviene; - un titolo che recentemente ha performato bene (negli ultimi giorni/nelle ultime settimane/negli ultimi mesi) ha maggiori probabilità di continuare a farlo. Questa situazione andrà avanti fino a quando la pressione rialzista non si esaurirà o la pressione ribassista aumenterà in misura tale da assorbire gli acquisti e provocare un'inversione di tendenza. Questo fenomeno, tuttavia, non è né lineare né costante: è intrinsecamente ciclico ed è caratterizzato dall’alternanza tra fasi di persistenza e fasi di esaurimento. A) La ciclicità del momentum . Il momentum si sviluppa secondo una struttura ciclica che riflette la dinamica sottostante tra domanda e offerta. Questo ciclo si può suddividere in quattro fasi operative: 1) Fase di spinta iniziale. Inizia con una rottura strutturale (breakout), rottura che è spesso preceduta da una fase di consolidamento. I primi flussi in acquisto (accumulazione) generano un incremento progressivo della velocità nella salita del prezzo; 2) Fase di espansione. Il movimento accelera: entrano capitali sistematici (trend following, CTA, algoritmi momentum based). La volatilità direzionale aumenta; 3) Fase di saturazione. Il mercato raggiunge delle condizioni estreme (ossia degli eccessi) che vengono utilizzate dai grossi operatori per distribuire le loro posizioni (bearish absorption); 4) Fase di esaurimento. Il momentum perde di efficacia: a livello tecnico si osservano delle divergenze negative e dei pattern di inversione ribassista. B) La persistenza del momentum . La persistenza del momentum è il principio secondo il quale i rendimenti passati continuano a influenzare i rendimenti futuri per un certo periodo. In termini statistici, si traduce in un’autocorrelazione positiva dei rendimenti su certi orizzonti temporali. Questa persistenza deriva da diversi fattori strutturali: - ritardo nell’informazione (underreaction). Il mercato non incorpora immediatamente infatti tutte le informazioni disponibili (ci vuole infatti del tempo prima che i prezzi le scontino); - vincoli operativi degli istituzionali. Fondi e asset manager distribuiscono i loro ordini nel corso del tempo, generando dei flussi direzionali persistenti (che sostengono il movimento); - strategie sistematiche. Molti modelli quantitativi sono progettati per sfruttare questa persistenza (ad esempio quelli basati su strategie di trend-following); - comportamento imitativo (herding). Diversi operatori tendono a seguire i movimenti già in atto (e spesso si accodano quando il trend è già in fase avanzata). C) Momentum vs Mean Reversion . La persistenza non è tuttavia infinita. Esiste una soglia oltre la quale il momentum tende a esaurirsi e lascia spazio a delle dinamiche di mean reversion. Da un punto di vista operativo infatti: - la fase iniziale/intermedia favorisce le strategie momentum (di tipo direzionale). Queste sono le strategie che l’investitore medio dovrebbe privilegiare in quanto godono di un rapporto rischio:rendimento favorevole; - la fase avanzata aumenta le probabilità di inversione e quindi favorisce le strategie di mean reversion. Queste strategie sono adattate per il day trading: i mercati, infatti, alternano impulsi direzionali a movimenti correttivi attorno a dei livelli di equilibrio dinamico (VWAP, Value Area, medie). In questo contesto, gli eccessi di volatilità e gli allontanamenti dal fair value intraday generano delle condizioni favorevoli per delle operazioni di reversal di breve termine. (riproduzione riservata)
{mfgraph} Nella giornata di giovedì 14 maggio il cambio Euro/Dollaro ( EUR/USD ) ha subito un’ulteriore correzione ed è sceso fin sotto 1,1675. La situazione tecnica di breve termine si sta indebolendo: importante quindi la tenuta del sostegno statico posto in area 1,1670-1,1655 in quanto può arrestare la discesa favorire la costruzione di una solida base accumulativa. Da un punto di vista grafico, tuttavia, un segnale positivo arriverà soltanto con il breakout della resistenza posta a quota 1,1790-1,18. Pericolosa invece una discesa sotto 1,1650 in quanto potrebbe innescare una rapida flessione, con un primo target in area 1,1615-1,1610 e un secondo obiettivo a ridosso di quota 1,1580. (riproduzione riservata)