{mfgraph} Nella seduta di lunedì 1 giugno il Dax future ( scadenza giugno 2026 ) ha subito una rapida correzione intraday ed è sceso fino a quota 24.935 punti. La situazione tecnica di breve termine appare contrastata : da un punto di vista grafico, infatti, solo il breakout della resistenza posta in area 25.430-25.500 punti potrebbe fornire un nuovo segnale rialzista . Difficile per adesso ipotizzare un’inversione ribassista di tendenza: soltanto la rottura del supporto statico posto in...
{mfgraph} Quella di lunedì 1 giugno è stata una giornata negativa sul mercato azionario italiano con l’indice Ftse Mib che ha subito una brusca e repentina correzione intraday. Il Ftse Mib future ( scadenza giugno 2026 ) si è infatti scontrato con i 50.240 punti ed è sceso in area 49.600-49.580. Il trend di fondo rimane positivo anche se, da un punto di vista grafico, solo il breakout della resistenza posta a 50.360-50.400 punti potrebbe fornire un nuovo segnale rialzista di tipo direzionale. Difficile per adesso ipotizzare un’inversione ribassista di tendenza: soltanto il cedimento del supporto statico posto a 48.300 punti, infatti, potrebbe fornire un segnale negativo e innescare una flessione di una certa consistenza. Strategia operativa intraday per martedì 2 giugno ( future giugno 2026 ). Short su rimbalzo verso i 50.080 punti , con target in area 49.920-49.900 poi, in area 49.740-49.720 poi e a quota 49.530 in un secondo momento. Stop a 50.210 punti. (riproduzione riservata)
{mfgraph} Nella seduta di lunedì 1 giugno il Btp future ( scadenza giugno 2026 ) ha subito una rapida correzione ed è sceso in area 118-117,90 punti. La situazione tecnica di breve termine appare contrastata: solo il breakout dei 119 punti, infatti, potrebbe fornire un segnale rialzista e innescare un allungo di una certa consistenza. Un’ulteriore correzione può spingere invece i prezzi verso i successivi supporti grafici situati a quota 117,35-117,30 prima e in area 117-116,90 punti in un secondo momento . Da un punto di vista grafico, tuttavia, soltanto il cedimento del sostegno posto in area 116-115,85 punti potrebbe provocare un’inversione ribassista di tendenza. (riproduzione riservata)
{mfgraph} Il dibattito tra gli investimenti di tipo Growth (azioni ad alta crescita) e quelli di tipo Value (alla ricerca del valore) rappresenta una delle contrapposizioni più significative. Si tratta, infatti, di due filosofie di impiego del capitale profondamente differenti, su come si crea valore nel tempo. Lo stile Growth si basa sull'idea di acquistare il futuro, il Value , al contrario, si focalizza sulla ricerca di valore inespresso delle azioni . Nel primo caso, gli investitori privilegiano le aziende caratterizzate da elevati tassi di crescita , forte capacità innovativa e modelli di business in grado di espandersi rapidamente; le valutazioni di queste società tendono a essere spesso elevate (anche molto) poiché il mercato è disposto a pagare oggi multipli superiori, nella prospettiva di utili consistenti negli anni a venire. Al contrario, chi ama l’approccio Value mira a individuare aziende solide che il mercato, per varie ragioni, sta valutando non correttamente, ovvero sotto il loro reale valore; in questo caso, l'attenzione si concentra sui fondamentali aziendali, sulla qualità dei bilanci e sulla capacità di generare flussi di cassa sostenibili nel tempo . Le differenze tra l'universo Growth e quello Value In sostanza, l'universo Growth si nutre di aspettative, innovazione e trasformazione tecnologica, il Value si appoggia sulla ricerca di inefficienze di mercato e valore intrinseco. In generale, un'azione può essere definita Value quando presenta valutazioni contenute rispetto ai propri fondamentali, ad esempio un rapporto prezzo/utili (P/e) inferiore a 10: nel medio-lungo periodo, tale condizione potrebbe offrire interessanti opportunità di rivalutazione per il titolo. Molti analisti sono convinti che la tecnologia e il mercato azionario Usa abbiano corso troppo, e che sia giunto il momento di mettere più di un gettone sulle azioni value e di abbandonare il sovrappeso sull’azionario statunitense, troppo sbilanciato verso la tecnologia. Ma i recenti risultati del colosso Nvidia hanno di nuovo galvanizzato il settore, rinvigorendo nuovamente il sentiment a favore delle aziende growth . Performance a confronto tra Europa e Stati Uniti Guardando ai numeri, da un anno ad oggi l’indice Msci Europe growth (che racchiude le azioni europee con alti tassi di crescita) è in rialzo dell’11% circa, rispetto al +23% delle azioni value europee , il che potrebbe confermare la tesi a favore di uno switch dalla tecnologia al valore . Ma le cose cambiano nell’ambiente statunitense, con l’indice S&P500 value che si ferma a +22% a 12 mesi, rispetto all’ allungo del 36% abbondante delle società ad alta crescita. Buona parte della solida performane negli Usa è arrivata in queste settimane, sulla scia dei buoni risultati di colossi growth a livello globale, tra cui Nvidia . L'impatto dell'intelligenza artificiale sui mercati L'esplosione dell' Ai sta, infatti, alimentato una straordinaria sovraperformance dei titoli Growth , guidata soprattutto dai colossi del settore tecnologico e dei semiconduttori . Se è vero che il mercato americano sta incorporando aspettative di crescita particolarmente ambiziose, innescando volatilità elevata, il sentiment verso lo stile Growth non vuole cedere il passo. La vera novità è rappresentata dalla progressiva diffusione delle nuove tecnologie oltre il perimetro delle società strettamente tecnologiche. Se nella prima fase della rivoluzione dell' Ai i principali beneficiari sono stati i produttori di hardware e infrastrutture digitali , oggi l'adozione dell' intelligenza artificiale sta interessando un numero crescente di settori tradizionali come banche , utilities , società di servizi. Guardando alle scelte tematiche, l’ impatto sulle performance è però ancora legato al passato: gli Etf con sottostanti indici legati all’ infrastruttura Ai sono in volata negli ultimi 12 mesi (con progressi anche superiori al 100%), mentre i replicanti che guardano al futuro, puntando sulle applicazioni, si muovono a ridosso della parità negli ultimi 12 mesi, confermandosi una scelta forse troppo in anticipo. (riproduzione riservata)
{mfgraph} Nella giornata di lunedì 1 giugno il cambio Euro/Dollaro ha subito una rapida correzione ed è sceso in area 1,1610-1,1607. La situazione tecnica di breve termine rimane contrastata: importante quindi la tenuta del sostegno grafico posto in area 1,1590-1,1580 in quanto può favorire la costruzione di una base accumulativa. Una discesa sotto 1,1580 fornirà un pericoloso segnale ribassista , con un primo target in area 1,1550-1,1545 e un secondo obiettivo a quota 1,1510-1,1505. Un primo segnale di tenuta arriverà con il ritorno sopra 1,17 anche se, da un punto di vista grafico, soltanto il breakout della resistenza posta in area 1,1790-1,18 potrebbe provocare un’inversione rialzista di tendenza. (riproduzione riservata)