Zampolli attacca gli influencer: «Li prenderemo tutti per le orecchie uno per uno»
Zampolli attacca gli influencer: «Li prenderemo tutti per le orecchie uno per uno»
L’inviato speciale del presidente degli Stati Uniti per le partnership globali promette di congelare i fondi dei new media per pratiche scorrette. E sottolinea: chi si comporta in modo serio, come i media tradizionali, deve riprendere il proprio potere

di Marcello Bussi 22/06/2026 12:10

Ftse Mib
52.705,18 15.57.52

-0,27%

Dax 30
25.147,85 15.57.58

+0,65%

Dow Jones
51.806,63 16.02.53

+0,47%

Nasdaq
26.530,39 15.57.59

+0,05%

Euro/Dollaro
1,1443 15.16.47

-0,19%

Spread
70,05 16.12.34

-0,97

«Li prenderemo tutti per le orecchie uno per uno». Lo dice Paolo Zampolli riferendosi ai vari tiktoker e influencer che, secondo l’inviato speciale del presidente degli Stati Uniti per le partnership globali, lanciano voci diffamatorie con il solo obiettivo di aumentare i propri click. 

Zampolli, che è amico personale di Donald Trump da ben 32 anni, ha annunciato sul Corriere della Sera la preparazione di un dossier urgente per la Casa Bianca sulla grave campagna diffamatoria e ingiuriosa» che «si sta sviluppando in Italia nei confronti di Donald Trump dopo il botta e risposta con il presidente del Consiglio Giorgia Meloni. I documenti del dossier saranno raccolti dal legale di Zampolli, l’avvocato Maurizio Miculan

E a milanofinanza.it rincara la dose: «I legacy media», ovvero i media tradizionali, «in un momento di difficoltà economica, stanno adottando un tono simile ai new media, scatenando attacchi senza considerare le proprie responsabilità e le conseguenze legali. Come avviene per i giornalisti registrati presso gli albi professionali, che possiamo individuare con precisione, anche i new media devono rispondere delle loro azioni. Essi, tuttavia, sembrano avere una vera e propria “license to kill”, incapaci ancora di comprendere che la libertà di fare click non può essere un lasciapassare per diffamare, distruggere reputazioni e famiglie».

«Attraverso le mie cause», sottolinea l’inviato speciale del presidente degli Stati Uniti per le partnership globali, «chiederò di congelare ai new media i fondi derivanti da queste pratiche scorrette, offrendo così una lezione: non si può calunniare impunemente, perché tutto resta online e chi si comporta in modo serio, come i media tradizionali, deve riprendere il proprio potere».

Zampolli è convinto che questa sua operazione porterà alla rivalutazione del lavoro dei media tradizionali, rafforzando la loro patente di affidabilità e correttezza perché, a differenza di molti new media, «non usano l’intelligenza artificiale per diffondere contenuti fake». (riproduzione riservata)