Yacht, The Italian Sea Group precipita del 47,1% dopo l’avvio della composizione negoziata
Yacht, The Italian Sea Group precipita del 47,1% dopo l’avvio della composizione negoziata
Il big della nautica: mossa per assicurare la continuità aziendale e favorire il risanamento dell'impresa. Chi guarda al gruppo di Giovanni Costantino

di Nicola Carosielli 16/03/2026 16:00

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Profondo rosso per The Italian Sea Group (Tisg), il produttore di yatch di Marina di Carrara finito in cattive acque dopo l'emersione di extra costi su alcune commesse. Il titolo ha chiuso in ribasso del 47,1% (a 1,072 euro) dopo la notizia di aver avviato la composizione negoziata della crisi presentando istanza per la nomina dell'esperto indipendente che dovrà gestire la procedura. Enrico Terzani, presidente dell’Ordine dei dottori commercialisti di Firenze, ha comunicato l’accettazione dell’incarico. Assieme all’istanza di nomina, Tisg ha «richiesto l’applicazione di misure protettive del patrimonio nei confronti di tutti i creditori», misure che sono «provvisoriamente efficaci» a partire dal 13 marzo, giorno di accettazione dell’incarico da parte di Terzani, e di cui la società «richiederà la conferma al Tribunale di Firenze».

Continuità aziendale

Come ricorda Tisg, «la composizione negoziata costituisce uno strumento volto ad assicurare la continuità aziendale e favorire il risanamento dell'impresa che si trovi in condizioni di squilibrio economico-finanziario, attraverso un percorso di interlocuzione con i principali creditori e stakeholder, con l'assistenza di un esperto indipendente». Nel corso della procedura, sottolinea il gruppo di Giovanni Costantino, «la gestione dell’impresa rimane in capo agli organi societari, nel rispetto delle disposizioni normative applicabili» e la società «continua a operare nell'ambito della propria ordinaria attività industriale e commerciale, proseguendo l'avanzamento delle commesse in portafoglio e la gestione dei rapporti con clienti, fornitori e partner finanziari».

Big alla finestra

La situazione non sembra tenere distanti i competitor, che anzi sarebbero interessati a rilevare la società e, in particolare, i cantieri di Marina di Carrara, La Spezia e Terni, a cui si aggiunge l’hub produttivo in Turchia. Come rivelato da Milano Finanza, oltre a Leonardo Maria Del Vecchio, a essere interessati ci sono anche big del calibro di Azimut Benetti, il più grande produttore al mondo, e Sanlorenzo Yachts.

Entrambi, con i rispettivi cantieri che marciano a pieno regime, hanno necessità di espandere la propria capacità produttiva, e gli asset di Tisg rappresenterebbero un’ottima occasione. Sullo sfondo c’è Ferretti Group, da tempo bramoso di m&a. Il gruppo controllato dai cinesi di Weichai e sul quale oggi è partita l’opa di Kkcg, finora non ha sprigionato tutta la potenza a disposizione resa possibile da una cassa netta di 111 milioni. Un immobilismo che il magnate ceco Karel Komarek, a capo di Kkcg, vuole provare ad annullare.

Niente cassa integrazione per i dipendenti

Giovedì 12 marzo, in occasione di un incontro con il sindaco di Carrara Serena Arrighi, i sindacati e le Autorità, era già emersa la volontà dei vertici di proseguire la normale attività, a salvaguardia dei circa 500 dipendenti diretti. Tuttavia, non era stata formulata alcuna garanzia nei confronti dell'indotto - si parla di circa 1.500 lavoratori.

I primi segnali di crisi

I primi segnali della crisi erano arrivati il 19 febbraio, quando il fondatore e ceo Costantino aveva coperto con un finanziamento soci da 25 milioni di euro il buco nelle finanze necessario a pagare i salari arretrati e parte dei costi extra-budget che, come verrà poi rivelato il 2 marzo, sono stati posti in essere da un gruppo di ex manager apicali in maniera sistematica al fine di scavalcare il blocco al superamento delle spese previste dal budget autorizzato per ciascuna commessa. Le indagini per fare luce sulla questione sono state affidate a Kpmg.

Sempre il 2 marzo, i sindaci e la società di revisione Bdo avevano sollevato i primi dubbi sulla solidità finanziaria dell'azienda di Marina di Carrara, trasmettendo al consiglio di amministrazione segnalazioni in merito alla probabile sussistenza dei presupposti di cui all’art. 2 del Codice della crisi d'impresa e dell'insolvenza e concedendo all'organo amministrativo un termine di dieci giorni per riferire in merito alle iniziative intraprese e da intraprendere. (riproduzione riservata)