Wiit, l'Italia traina la redditività nel terzo trimestre. Parla l'ad Alessandro Cozzi dopo i conti dei nove mesi
Wiit, l'Italia traina la redditività nel terzo trimestre. Parla l'ad Alessandro Cozzi dopo i conti dei nove mesi
Ebitda adjusted di 17,4 milioni da giugno a settembre, con un incremento del 7,9%. La società mira a raggiungere un Ebitda di 100 milioni entro il 2030, consolidando la presenza in Germania, Svizzera e nuovi mercati

di Davide Volpi 05/11/2026 23:32

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«Il 3* trimestre è stato particolarmente positivo» per Wiit, società europea attiva nel private cloud computing, che ha registrato un Ebitda adjusted di 17,4 mln, in crescita del 7,9% su base annua e di 51,7 mln nei primi 9 mesi, in aumento del 5,6% rispetto al 2025 al netto di una componente positiva una tantum da 2 mln. A spiegarlo a MF-Newswires è Alessandro Cozzi, ceo della società, che rimarca il positivo andamento sul fronte della redditività, «trainata soprattutto dall'Italia». Infatti, il recupero è «di 450 punti base per l'Ebit e di 340 per l'Ebitda. Solo in Italia siamo passati da un margine Ebitda del 55% nel terzo trimestre del 2025 a uno del 58,5%, 350 pb in più. Per l'Ebit margin il progresso è anche più marcato, con il passaggio dal 23,8% al 30,4%, 660 pb».

La crescita nel mercato italiano «la si osserva anche sul fronte dei ricavi Arr che aumentano del 6,5% nei primi 9 mesi e del 6% nel solo 3* trimestre. «In Germania», prosegue il ceo, «il churn del periodo nasce da un'operazione straordinaria, un nostro cliente è stato acquisito e le sue attività sono confluite in quelle del nuovo gruppo. Un effetto esterno, che non riguarda la qualità del servizio».

I numeri al 30 settembre

La società ha archiviato i primi 9 mesi dell'anno con un utile netto adjusted di 11,1 mln di euro, che si confronta con i 14,1 mln del pari periodo dell'anno precedente e con i 12,1 mln su base comparabile (al netto della componente una tantum da 2 mln contabilizzata proprio nei primi 9 mesi del 2025). Sul risultato pesano maggiori oneri finanziari netti per 5,2 mln, legati al bond da 215 mln emesso a ottobre 2025 e all’adeguamento mark to market degli investimenti finanziari per 1,2 mln. I ricavi adjusted ammontano a 122 mln nei 9 mesi, in flessione del 2,9% su base annua e dell’1,4% al netto della componente una tantum. Nel solo 3* trimestre, arrivano a 40,2 mln, in linea con lo stesso
periodo dell’anno precedente. Infine, i ricavi ricorrenti toccano quota 102,9 mln, segnando una crescita dello 0,6% a livello complessivo e del 6,5% in Italia. Il titolo ha perso il 5,72% in Borsa.

Pipeline in miglioramento

Ci sono miglioramenti, e rilevanti, anche sul fronte della pipeline: «Potremo annunciare alcune commesse importanti entro la fine dell'anno. Il dato è significativamente maggiore rispetto all'anno scorso, ed è relativa soprattutto all'Italia, per circa 3/4». A incidere su questa è anche la nuova piattaforma, Wiit Cloud Native Platform: «Il nostro business era complementare a quello degli hyperscaler e ora, invece, competiamo direttamente con loro. La pipeline sta beneficiando di clienti che si stanno spostando da server del mondo americano a quello del mondo europeo».

Si sta aprendo un mercato enorme, Wiit è tra le poche che possono competere. Non è però un mercato semplice, «sono pochi in Europa che possono entrarci. Servono scala, capacità e competenze e noi siamo fra i pochi nel continente che possono farlo. La piattaforma sarà attiva in Italia dal primo trimestre ed è già operativa in Svizzera e in Germania, dove abbiamo già vinto, rispettivamente, una banca e un altro cliente». Entrando nel merito di questo confronto con gli hyperscaler, «fino all'anno scorso la nostra offerta era complementare, ma ora siamo entrati anche in competizione. Il mercato europeo è oggi all'80% pubblico e al 20% privato. Gli analisti prevedono che nei prossimi 5 anni, circa il 15-20% di questo 80% si sposterà al privato. Significa che si sta aprendo un mercato enorme, dal valore di miliardi».

Un processo già in atto

«Ci sono operatori che stanno accelerando questo rimpatrio, anche per volontà e decisione dei regolatori». Volendo fare una stima più conservativa, si può indicare questa migrazione nell'ordine «del 5-10%», ma si «tratta comunque di un valore davvero importante». Questa migrazione risente anche dell'effetto del contesto macroeconomico e geopolitico. «L'Europa - aggiunge Cozzi - ha aperto gli occhi e ormai il dado è tratto. Si è preso coscienza che non si può dipendere solamente dagli americani e l'Europa ormai è partita». Wiit in questo contesto si fa trovare già pronta: «abbiamo rafforzato la nostra situazione patrimoniale grazie a una generazione di cassa per 16 mln e la crescita organica non si porta dietro investimenti in capex. Nonostante questo, grazie all'attuale tasso di occupazione dei nostri asset, possiamo raddoppiare i ricavi senza ulteriori investimenti».

Le prospettive per il futuro

Guardando al futuro, «ci aspettiamo un'accelerazione della crescita nei prossimi anni. L'obiettivo al 2030 è arrivare a 100 mln di Ebitda». Ma non solo, «siamo molto attivi sull'M&A e valutiamo le opportunità di crescita. Stiamo guardando per un ulteriore aumento di dimensione in Germania e in Svizzera, nella Dach zone, ma anche in nuovi mercati come in Francia. Il nostro obiettivo è consolidarci, a partire dalla Svizzera, dove vogliamo aumentare la nostra dimensione». (riproduzione riservata)