«Il 3* trimestre è stato particolarmente positivo» per Wiit, società europea attiva nel private cloud computing, che ha registrato un Ebitda adjusted di 17,4 mln, in crescita del 7,9% su base annua e di 51,7 mln nei primi 9 mesi, in aumento del 5,6% rispetto al 2025 al netto di una componente positiva una tantum da 2 mln. A spiegarlo a MF-Newswires è Alessandro Cozzi, ceo della società, che rimarca il positivo andamento sul fronte della redditività, «trainata soprattutto dall'Italia». Infatti, il recupero è «di 450 punti base per l'Ebit e di 340 per l'Ebitda. Solo in Italia siamo passati da un margine Ebitda del 55% nel terzo trimestre del 2025 a uno del 58,5%, 350 pb in più. Per l'Ebit margin il progresso è anche più marcato, con il passaggio dal 23,8% al 30,4%, 660 pb».
La crescita nel mercato italiano «la si osserva anche sul fronte dei ricavi Arr che aumentano del 6,5% nei primi 9 mesi e del 6% nel solo 3* trimestre. «In Germania», prosegue il ceo, «il churn del periodo nasce da un'operazione straordinaria, un nostro cliente è stato acquisito e le sue attività sono confluite in quelle del nuovo gruppo. Un effetto esterno, che non riguarda la qualità del servizio».
La società ha archiviato i primi 9 mesi dell'anno con un utile netto adjusted di 11,1 mln di euro, che si confronta con i 14,1 mln del pari periodo dell'anno precedente e con i 12,1 mln su base comparabile (al netto della componente una tantum da 2 mln contabilizzata proprio nei primi 9 mesi del 2025). Sul risultato pesano maggiori oneri finanziari netti per 5,2 mln, legati al bond da 215 mln emesso a ottobre 2025 e all’adeguamento mark to market degli investimenti finanziari per 1,2 mln. I ricavi adjusted ammontano a 122 mln nei 9 mesi, in flessione del 2,9% su base annua e dell’1,4% al netto della componente una tantum. Nel solo 3* trimestre, arrivano a 40,2 mln, in linea con lo stesso
periodo dell’anno precedente. Infine, i ricavi ricorrenti toccano quota 102,9 mln, segnando una crescita dello 0,6% a livello complessivo e del 6,5% in Italia. Il titolo ha perso il 5,72% in Borsa.
Ci sono miglioramenti, e rilevanti, anche sul fronte della pipeline: «Potremo annunciare alcune commesse importanti entro la fine dell'anno. Il dato è significativamente maggiore rispetto all'anno scorso, ed è relativa soprattutto all'Italia, per circa 3/4». A incidere su questa è anche la nuova piattaforma, Wiit Cloud Native Platform: «Il nostro business era complementare a quello degli hyperscaler e ora, invece, competiamo direttamente con loro. La pipeline sta beneficiando di clienti che si stanno spostando da server del mondo americano a quello del mondo europeo».
Si sta aprendo un mercato enorme, Wiit è tra le poche che possono competere. Non è però un mercato semplice, «sono pochi in Europa che possono entrarci. Servono scala, capacità e competenze e noi siamo fra i pochi nel continente che possono farlo. La piattaforma sarà attiva in Italia dal primo trimestre ed è già operativa in Svizzera e in Germania, dove abbiamo già vinto, rispettivamente, una banca e un altro cliente». Entrando nel merito di questo confronto con gli hyperscaler, «fino all'anno scorso la nostra offerta era complementare, ma ora siamo entrati anche in competizione. Il mercato europeo è oggi all'80% pubblico e al 20% privato. Gli analisti prevedono che nei prossimi 5 anni, circa il 15-20% di questo 80% si sposterà al privato. Significa che si sta aprendo un mercato enorme, dal valore di miliardi».
«Ci sono operatori che stanno accelerando questo rimpatrio, anche per volontà e decisione dei regolatori». Volendo fare una stima più conservativa, si può indicare questa migrazione nell'ordine «del 5-10%», ma si «tratta comunque di un valore davvero importante». Questa migrazione risente anche dell'effetto del contesto macroeconomico e geopolitico. «L'Europa - aggiunge Cozzi - ha aperto gli occhi e ormai il dado è tratto. Si è preso coscienza che non si può dipendere solamente dagli americani e l'Europa ormai è partita». Wiit in questo contesto si fa trovare già pronta: «abbiamo rafforzato la nostra situazione patrimoniale grazie a una generazione di cassa per 16 mln e la crescita organica non si porta dietro investimenti in capex. Nonostante questo, grazie all'attuale tasso di occupazione dei nostri asset, possiamo raddoppiare i ricavi senza ulteriori investimenti».
Guardando al futuro, «ci aspettiamo un'accelerazione della crescita nei prossimi anni. L'obiettivo al 2030 è arrivare a 100 mln di Ebitda». Ma non solo, «siamo molto attivi sull'M&A e valutiamo le opportunità di crescita. Stiamo guardando per un ulteriore aumento di dimensione in Germania e in Svizzera, nella Dach zone, ma anche in nuovi mercati come in Francia. Il nostro obiettivo è consolidarci, a partire dalla Svizzera, dove vogliamo aumentare la nostra dimensione». (riproduzione riservata)