Circa un miliardo di debiti, numerosi cantieri fermi e una nuova domanda di composizione negoziata della crisi - per un concordato preventivo - presentata la scorsa settimana. È questa l’attuale condizione di Rizzani de Eccher, storico general contractor friulano che non è riuscito a superare la fase di crisi, nonostante l’ingresso, a dicembre 2024, di Sagitta sgr tramite il fondo dedicato Utp Restructuring Corporate. L’impegno dell’azionista di maggioranza tramite il fondo, che dalla fine del 2024 controlla il 67% del big delle costruzioni (il 33% è ancora in mano ai fratelli Marco e Claudio de Eccher), non è mai mancato, tanto da aver versato 15 milioni di euro lo scorso anno e altri 10 milioni di euro poco prima del concordato, con l’obiettivo di supportare il gruppo nei dialoghi con palyer del settore potenzialmente interessati a rilevare la società.
A tal proposito, nella giornata di ieri è arrivato l’annuncio che ci sarebbe un cavaliere bianco per Rizzani, un primario operatore industriale del settore, che il 20 gennaio avrebbe manifestato a Rizzani de Eccher la disponibilità a sostenere il gruppo friulano, assicurandogli la continuità delle commesse ferroviarie italiane e il supporto a ulteriori commesse, con la salvaguardia dei livelli occupazionali, e che allo scopo starebbe effettuando una due diligence. Il riserbo sul nome è massimo, ma secondo quanto ricostruito da MF-Milano Finanza, a rispondere all’identikit potrebbe essere Webuild, il big delle costruzioni guidato da Pietro Salini e fortemente sensibile sul fronte dei cantieri ferroviari.
Per Webuild, da operatore di sistema nazionale, il deal è ovviamente coerente. A questo va poi aggiunto il grande impegno del gruppo nelle opere ferroviarie (si pensi all’Alta Velocità). Non a caso, il contractor era interessato anche a Impresa Pizzarotti, il cui ramo d’azienda delle attività ferroviarie è stato comprato poi comprato per circa 180 milioni da Fs.
Ciò detto, per il cavaliere bianco potrebbero delinearsi due strade: la prima vedrebbe Rizzani de Eccher costituire una newco in cui far confluire il perimetro oggetto di trattativa e cederlo al nuovo investitore, utilizzando le risorse incassate come attivo da distribuire ai creditori nell’ambito del concordato. In alternativa, la società potrebbe far entrare il socio nel capitale con l’immissione di nuove risorse a supporto del concordato. (riproduzione riservata)