Prende il via il 28 settembre e terminerà il 20 novembre, salvo proroghe, l’opa di Webuild su Trevi a 4,50 euro per azione in contanti (premio del 30%) per una valorizzazione complessiva di 295 milioni di euro.
Un'offerta interamente coperta da un contratto di finanziamento per sostenere sia l'esborso per l'acquisto di tutte le azioni sia l'eventuale rifinanziamento del debito del gruppo romagnolo specializzato nell'ingegneria del sottosuolo, sul quale l'offerta pubblica di acquisto non ha posto condizioni. Il documento d'offerta è stato approvato dalla Consob con delibera del 15 settembre. Intermonte agisce in qualità di advisor di Webuild nell'ambito dell'operazione.
Trevi ha chiuso il 2025 con 13,6 miliardi di euro di ricavi e vanta un portafoglio ordini di 54 miliardi al 30 giugno 2026. Il successo dell'opa consentirà a Webuild di internalizzare fasi di lavoro ad alto valore aggiunto, oggi anche affidate a terzi, e di rafforzare il proprio posizionamento competitivo nelle gare per i grandi progetti complessi, offrendo una soluzione integrata end-to-end più efficiente e competitiva anche in termini di pricing.
Webuild e Trevi lavorano già fianco a fianco su alcuni dei maggiori cantieri internazionali e italiani, dalla diga di Rogun in Tagikistan, fino alla Linea C della metropolitana di Roma, un rapporto che l’opa consentirà di consolidare in un progetto di lungo periodo. Anche perché l’appartenenza a uno dei principali operatori mondiali delle grandi infrastrutture, per dimensione del portafoglio ordini, posizionamento globale e solidità finanziaria, amplierà il perimetro commerciale di Trevi garantendole accesso a nuove geografie, a nuovi clienti e a gare di maggior dimensione e complessità.
La proposta del gruppo guidato da Pietro Salini si contrappone all'ops (è iniziata il 14 settembre e si concluderà il 16 ottobre) promossa da Icop (al 17 settembre sono state presentate 1.851 richieste di adesione, pari allo 0,00282% del totale degli strumenti oggetto dell’ops), offerta pubblica di scambio già respinta da Trevi in quanto giudicata non conveniente (concambio di 0,133, ovvero 0,133 nuove azioni Icop per ogni azione Trevi).
Non solo. Gli azionisti del gruppo passerebbero da una società senza azionista di controllo a una realtà guidata stabilmente dalla famiglia Petrucco. Nel frattempo Icop ha incassato il via libera del governo all’ops su Trevi. Come comunicato il 18 settembre la Presidenza del Consiglio dei Ministri ha deliberato il non esercizio dei poteri speciali (golden power) relativamente all’offerta.
Ora spetta al mercato decidere quale progetto industriale prevarrà, anche se in molti sperano in un rilancio. A Piazza Affari il 18 settembre il titolo Webuild sale dello 0,76% a 1,986 euro, Trevi segna un -0,13% a 4,71 euro, invece Icop si apprezza dell’1,70% a 29,9 euro.
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